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21/05/2020

Iter veloci e commissari: lo schema ponte di Piano per far ripartire le opere

Il Secolo XIX - Ilario Lombardo

Ilario Lombardo / RomaDove eravamo rimasti: Giuseppe Conte era pronto a lanciare la sfida della semplificazione già prima del coronavirus, stuzzicando anche l'orgoglio del picconatore di maggioranza Matteo Renzi. Al punto che a Palazzo Chigi non hanno timore a parlare di asse con l'ex rottamatore. Ancora più indispensabile ora, secondo il premier, diventa mettere mano al Codice degli Appalti. E l'idea sarebbe di sospenderne alcune parti fino alla fine dell'emergenza Covid 19, sfruttando il clima di necessità e urgenza che si respira in Italia. Un modo anche per superare le resistenze interne alla maggioranza. Da febbraio il premier ha in mano la ricetta con la quale intende sburocratizzare l'Italia sul "modello Genova", che ha permesso di rimettere in piedi il ponte della tragedia, con un commissario, saltando vincoli burocratici, accelerando i lavori. Un modello che oggi, Conte intende estendere all'Italia. Questo giornale è in grado di anticipare il piano che presenterà «entro 15-20 giorni», confermato da fonti della presidenza del Consiglio, del ministero dei Trasporti e dello Sviluppo economico e supportato dalla visione delle bozze del «Piano rilancio cantieri e lavoro», il decreto che il viceministro grillino alle Infrastrutture Giancarlo Cancelleri ha messo sul tavolo di Conte. La sintesi che farà il premier, anche sulla base delle proposte del ministro Stefano Patuanelli, dell'agenda "choc" di Renzi, e mediando con alcuni musi lunghi dentro M5S e Pd, prevede tre "direttrici". Prima: abbreviazione dei procedimenti amministrativi. L'esempio che fa è la Via, la valutazione di impatto ambientale. «Non si può aspettare un anno» è la convinzione di Conte. All'articolo 1 del decreto, si propone la sospensione dei tempi previsti per legge: da 180 si scende a 60 giorni per la consegna della documentazione, ed entro 30 giorni si deve esprimere il ministro all'Ambiente. Se sono stati già introdotti alcuni benefici, come l'ecobonus, è il ragionamento di Conte, vanno snellite le procedure sottostanti. Seconda direttrice: mettere in moto i cantieri. Il capo del governo fornirà l'elenco di «25-30 opere» considerate fondamentali. Usa l'inglese e dice che serviranno a dare il «boost», la spinta all'economia, appunto «sul modello Genova», e con il ruolo decisivo dei commissari, forse 12. Sa già Conte che l'Anac, l'Autorità anticorruzione, storce il naso e che diversi 5 Stelle, soprattutto nelle commissioni Ambiente e Industria, temono la piovra mafiosa sulle zone grigie della velocizzazione dei lavori. Per questo, tiene a precisare che «non salteremo i controlli, ma troveremo una formula per abbreviarli». La terza direttrice è conseguenza della seconda: Conte assicura che non smantellerà il Codice degli Appalti, sul quale nervosamente vigila il capogruppo del Pd Graziano Delrio, che da ministro lo ridisegnò nel 2016. «Non voglio riscriverlo completamente - giura Conte - anche perché ci impiegheremmo due anni...Ma voglio appalti più veloci». Quando svelerà il progetto il premier però farà un passo in avanti ulteriore che al momento è oggetto di polemiche tra i partiti: saranno disattivate alcune norme, quelle più stringenti, con una deroga temporanea collegata a tutta la fase di crisi post-Covid. La cautela delle parole di Conte nasconde una piccola rivoluzione potenzialmente esplosiva per i credi dei paladini ambientalisti e antimafia tra i grillini e dem. Ce n'è ampia traccia nella bozza del decreto. Si parla di «normativa speciale», che «consenta di cantierare nel più breve tempo possibile nuove opere», di «semplificazione delle procedure vigenti», «anche mediante la previsione di poteri straordinari da riconoscersi in capo alle stazioni appaltanti». Cancelleri prevede di nominare commissari straordinari gli amministratori delegati di Anas ed Rfi, Massimo Simonini e Maurizio Gentili. Sarebbero loro a garantire «affidamento ed esecuzione degli appalti relativi al contratto di programma di Anas (2016-2020, approvato dal Cipe) e quello Rfi, 2017-2021». Si tratta di 109 miliardi da sbloccare. Più nel dettaglio Conte, che da avvocato ha lavorato sul diritto societario, punta a «semplificare, in via temporanea, le regole per i contratti pubblici sotto soglia, riducendo le attuali procedure alla trattativa privata e alla procedura negoziata. Per i contratti sopra soglia concederemo poteri di deroga alle stazioni appaltanti salvo il rispetto delle normative fondamentali sulla trasparenza e l'antimafia». Il premier si deve coprire dalle accuse che gli piovono addosso, dal Pd, sponda Delrio, e dal M5S. Già a febbraio, prima del virus, Luigi Di Maio e Cancelleri affrontarono in una riunione i gruppi M5S preoccupati dalle indiscrezioni. L'ex capo politico fu categorico: «Abbiamo cento miliardi di lavori da sbloccare, c'è già l'accordo tra tutti i partiti, non possiamo frenare». Come a dire: fatevene una ragione. --© RIPRODUZIONE RISERVATA