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14/07/2020

Italia Veloce, assente ingiustificato il distretto Fermano-Maceratese

Corriere Adriatico

Italia Veloce? Forse. Ma non nel futuro del distretto Fermano-Maceratese. Le cose stanno drammaticamente così se è vero, come è vero, che nell'elenco delle opere annunciate dal Decreto Semplificazioni varato dal Governo c'è una clamorosa assenza: per quanto riguarda la nostra regione, mancano del tutto all'appello le infrastrutture a cui urge mettere mano nell'area di crisi complessa in cui questo distretto ricade. Si tratta di opere ormai note, visto che stiamo parlando della terza corsia dell'A14, della Mare-Monti, del completamento della transcollinare Mezzina, delle scogliere di Porto Sant'Elpidio. Il Governo non le cita affatto, quando invece sappiamo bene che rappresentano infrastrutture fondamentali per garantire condizioni dignitose per la ripartenza e la riqualificazione del territorio. Il Fermano-Maceratese si trova in una situazione di estrema difficoltà economica. Il settore preponderante, quello che in sostanza tira avanti il distretto, vale a dire la manifattura, e nello specifico il calzaturiero, è al collasso e non vede ancora l'attivazione delle misure specifiche e urgenti di cui necessita. Una situazione purtroppo palese già prima dell'emergenza sanitaria e che oggi è stata pesantemente aggravata dal Covid. Insomma, è chiaro che se manca il minimo sindacale, diventa piuttosto ambizioso pensare all'arretramento dell'autostrada e della ferrovia lungo la dorsale adriatica o addirittura al ripristino in chiave green della rete ferroviaria Porto SanGiorgio- Amandola. Questi progetti, infatti, prevedono strategia e programmazione del futuro, azioni che ad oggi evidentemente non riguardano il nostro territorio, nonostante la certificazione di Area di Crisi Complessa. Lo stesso Prri, Progetto di Riconversione e Riqualificazione Industriale, attende ancora la firma e, quindi, l'ok da parte del Governo per l'avvio dei bandi, che sono ormai pronti sui tavoli della Regione. Ci vogliono consistenti investimenti infrastrutturali che possano favorire chi qui vuole fare impresa e permettano la riqualificazione tanto sperata. Siamo convinti che il DL Semplificazioni varato dal Governo possa rappresentare un passo importante, ma solo se sarà capace di fornire risposte puntuali alle questioni che tengono bloccate le opere pubbliche e frenano gli investimenti, anche quelli dei privati. Il provvedimento è indispensabile ma non sufficiente per stimolare l'economia che soffre di mali strutturali. La Cna ha presentato agli Stati Generali una serie di misure concrete per semplificare, snellire, sbloccare, con l'auspicio che possano diventare realtà nel decreto appena varato dal Governo come in quelli successivi, per modernizzare il Paese. In questo quadro, riteniamo tuttavia che vadano nella giusta direzione, ad esempio, provvedimenti quali l'innalzamento a 150mila euro per i contratti con affidamento diretto, la semplificazione per gli appalti sotto soglia, così come i poteri regolatori alle stazioni appaltanti, ma evidenziamo la necessità di un effettivo alleggerimento degli oneri burocratici, troppo spesso di ostacolo alle attività economiche. Inoltre è bene ricordare come siano ancora indispensabili una profonda riforma del fisco, orientato a semplicità ed equità, uniformando i gravosi livelli di tassazione su artigiani e piccole imprese, il rinnovamento della Pubblica Amministrazione e l'accelerazione della digitalizzazione. A questo si aggiungano l'urgenza di una chiara ripartizione delle competenze tra i vari livelli istituzionali e l'intervento sulla giustizia civile, al fine di garantire certezza nei rapporti economici e sentenze in tempi congrui. Dobbiamo ribadire, inoltre, la necessità di misure efficaci su lavoro e formazione, investimenti in ricerca e sviluppo, prevedendo però benefici fiscali per la collaborazione tra imprese e mondo dell'università e della ricerca. Infine, non possiamo non segnalare la gravissima mancata approvazione nel DL Rilancio delle misure di sostegno al settore dei bus turistici, uno dei più colpiti dagli effetti della pandemia, sostanzialmente paralizzato e con prospettive di ripartenza molto incerte. Cna ha sollecitato il Governo a impegnarsi immediatamente per ripresentare la misura nel prossimo decreto di fine luglio.
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