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08/08/2020

«Istruttoria Anac sull’ospedale unico Ceriscioli sospenda il procedimento»

Corriere Adriatico

Attacco politico di Francesco Baldelli: scorretto procedere con la gara a un mese dalle elezioni
LA SANITÀ
PESARO «La Regione sospenda, in autotutela, il procedimento per il project financing di Marche Nord finché non saranno chiariti gli interrogativi posti in questi giorni e vagliati nel procedimento di vigilanza avviato dall'Anac». Francesco Baldelli, vicepresidente nazionale dell'Anci ed esponente di spicco di Fratelli d'Italia, sferra un deciso attacco politico alla gestione della sanità del governatore Ceriscioli, che proprio alla fine della legislatura sembra chiudere i suoi conti. «Soprattutto la Regione - sottolinea Baldelli, candidato al consiglio regionale - sospenda l'indizione della gara poiché si è a poco più di un mese dalle elezioni regionali ed è politicamente scorretto vincolare la futura maggioranza e il futuro assessore alla sanità marchigiano ingessando, per i prossimi trent'anni, i bilanci della Regione Marche e la sua iniziativa politica con un colpo di coda della morente giunta regionale che è funzionale a lobby del settore».
Due incongruenze nell'iter
L'iniziativa prende lo spunto dalla notizia del procedimento di vigilanza aperto dall'Autorità nazionale anticorruzione sul project financing promosso dalla giunta Ceriscioli su iniziativa dell'associazione temporanea di imprese guidata dalla Renco e formata anche da Siram, Papalini e Linea Sterile .
Baldelli ritiene la sospensione un atto indispensabile per tutelare la Regione ma anche tutti i portatori di interessi, compresi i privati coinvolti: «Il progetto di finanza sia lasciato in stand by finché non sarà fatta totale chiarezza sulle incongruità emerse nella procedura seguita dalla Regione per la progettazione, realizzazione e costruzione dell'opera». Il vicepresidente nazionale dell'Anci individua un pericolo per le finanze pubbliche: «Se il procedimento dovesse risultare viziato da irregolarità ab origine un'eventuale prosecuzione della pratica metterebbe a rischio gli interessi di bilancio e finanziari della Regione, che potrebbe ritrovarsi obbligata a pagare risarcimenti, con conseguente danno erariale».
Le ipotesi di illegittimità sottoposte a verifica dell'Anac riguardano i tempi di valutazione da parte della Regione della fattibilità della proposta di progetto di finanza, deliberata dopo 10 mesi invece del termine perentorio prescritto dalla legge di 3 mesi, e la presenza dell'opera negli strumenti di programmazione sanitaria che, secondo il codice degli appalti in vigore all'avvio della pratica, impedisce il project financing di iniziativa privata per il nuovo ospedale. Ma il decreto legge Semplificazione di metà luglio ha eliminato quel vincolo ammettendo l'iniziativa privata anche per le opere presenti negli strumenti di programmazione. Questo fa sorgere sospetti su una manina amica, di cui, vista la fonte, l'esponente di Fdi accredita una matrice politica: «Un tentativo di modificare le norme in corsa da parte del governo Conte, e della sua maggioranza Pd e M5S, che con una furbizia potrebbe sanare i gravi errori di Ceriscioli e dalla sua giunta».
«Procedura dubbia»
Francesco Baldelli non si schiera contro un nuovo ospedale a Pesaro. Piuttosto, contesta il metodo seguito e la funzionalità della struttura nel sistema sanitario provinciale. «L'attuale ospedale di Pesaro - rileva Baldelli - ha evidenti vincoli strutturali ed è quindi chiaro a chiunque che serva un potenziamento della struttura del capoluogo o una nuova struttura dopo aver compiuto un'attenta analisi costi/benefici che la Regione ha sempre evitato. Ma come ha già dimostrato la gestione dell'emergenza Covid - 19, questo ospedale non può essere unico provinciale, perché, se così fosse, si toglierebbe il diritto alla sanità a tutti i cittadini, non solo dell'entroterra, privati dei propri nosocomi, ma anche della costa, sul cui ospedale, dopo lo smantellamento del Santa Croce di Fano, convergerebbero tutti gli abitanti della provincia, con conseguente intasamento. Inoltre, per questo obiettivo devono essere scelte le procedure più semplici e trasparenti possibili, mentre quella preferita ora è la strada più complicata e dubbia».
Lorenzo Furlani
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