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11/10/2018

Iren, i sindacati accusano il sistema degli appalti

Gazzetta di Reggio

Manifestazione in via Gonzaga dopo la morte dell'operaio saldatore «Responsabilità anche del settore pubblico, che incassa dividendi» la tragedia del vecchio inceneritore
È il sistema degli appalti e della frammentazione del lavoro che è finito sotto accusa ieri mattina davanti all'area del vecchio inceneritore di Iren, in via Gonzaga, dove martedì ha perso la vita un operaio saldatore di 42 anni - Silvio Sotgiu - morto nell'esplosione del silos accanto al quale stava lavorando su un carrello elevatore a diversi metri di altezza dal suolo. Sindacalisti e dipendenti di Iren hanno dato vita a una manifestazione di protesta incentrata sulla difficoltà nel garantire sicurezza negli ambienti di lavoro in cui dipendenti che svolgono la medesima mansione si trovano ad appartenere ad aziende diverse e ad avere diversi trattamenti. «Il territorio - questa la protesta sindacale - non può permettere che un'azienda a maggioranza pubblica veda realizzarsi una frammentazione delle attività. Vi è anche una responsabilità del pubblico, destinatario tra l'altro di importanti dividendi». All'interno di Iren è stata aperta una colletta per venire in aiuto alla famiglia di Sotgiu - originaria della Sardegna - che in passato aveva dovuto sopportare un altro tremendo lutto, la morte di un fratello di Silvio in un incidente stradale. La fine di Sotgiu è stata al centro anche del congresso provinciale della Fiom. La segretaria nazionale Francesca Re David ha osservato che «in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, dove c'è stata maggior ripresa e dove va forte l'impresa metalmeccanica, il numero di sinistri si è impennato e ha colpito molti giovani, i soggetti più ricattabili e vittime di un lavoro incerto, frantumato». PRATI / PAGINE 12 E 13

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