scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
11/03/2021

Ipotesi maxi-decreto per accompagnare il Recovery riformando la Pa

MF - Andrea Pira

Per velocizzare e semplificare il Piano di ripresa e resilienza il governo potrebbe ricorrere a un decretone di accompagnamento, nel quale far confluire strumenti per facilitarne l'attuazione. E una parte consistente potrebbe essere quella messa a punto per rimuovere i colli di bottiglia nella Pa. Al ministero della Pubblica amministrazione si lavora già a un provvedimento di semplificazione. Tra i nodi «ineludibili», ha spiegato ieri il ministro Renato Brunetta, illustrando al Parlamento le linee programmatiche che intende portare avanti, ci sono l'accelerazione della valutazione di impatto ambientale, modifiche alla disciplina edilizia per agevolare il ricorso al bonus 110%, ulteriori semplificazioni per la banda ultra larga. Il divario di connettività tra le aree della penisola è d'altronde «inaccettabile», ha commentato ieri il ministro per la Transizione digitale, Vittorio Colao. Il governo sta quindi rivedendo i piani, facendo i conti con due questioni fondamentali: la mappatura del territorio e la normativa sugli aiuti di Stato. La partita si gioca sulle aree grigie da censire, i cui dati andranno incrociati anche con quelli raccolti nelle aree bianche, in modo da capire lo stato dell'arte e far partire un nuovo bando. Colao non ha escluso neppure di dover «spendere di più» rispetto a quanto già previsto. La digitalizzazione, assieme ad accesso, buona amministrazione, capitale umano è d'altronde uno dei pilastri per la riforma della Pa secondo le quattro lettere di quello che Brunetta ha definito il «nuovo alfabeto» del pubblico. Per raggiungere lo scopo, serviranno un rapido ricambio generazionale, con lo sblocco del turnover e l'immissione di profili tecnici e competenze necessarie per la messa a terra del Recovery. Nell'immediato si sta perciò lavorando per sbloccare i concorsi oggi fermi e abbandonando il modello della selezione centralizzata con graduatorie a scorrimento e di durate pluriennale. Per il ministro occorrerà anche immaginare nuovi modelli di interazione con i privati, nonché rimettere mano alle norme sulla responsabilità dei funzionari per scongiurare «la fuga dalla firma». Nell'elenco della cose da fare uno dei punti da cui partire sarà il rafforzamento della Scuola nazionale per l'amministrazione, con accordi di collaborazione con università e business school italiane ed estere.A breve saranno inoltre convocati i sindacati per avviare la tornata di rinnovi contrattuali nel pubblico settore. L'antipasto del dialogo ci sarà già oggi, con la firma a Palazzo Chigi del Patto dell'innovazione del lavoro pubblico e per la coesione sociale tra governo, Cgil, Cisl e Uil. Sempre in ottica di semplificazione al governo, dall'eurodeputato di Fratelli d'Italia-Ecr, Pietro Fiocchi, arriva la richiesta di allineare il Codice degli appalti italiano alle più snelle procedure comunitarie. Intanto ieri il Tesoro ha annunciato il rinvio al 16 maggio e al 30 giugno dei termini per il versamento della web tax e per presentare la relativa dichiarazione. (riproduzione riservata)

Foto: Renato Brunetta