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15/09/2020

Invitalia resta muta sui contratti dei banchi

La Verita' - CAMILLA CONTI

PUBBLICA (D)ISTRUZIONE
Anche se il 12 agosto erano stati annunciati gli accordi con 11 imprese, a 30 giorni di distanza non si conoscono i nomi e i dettagli. E l'Agenzia ammette: «Sono stati sottoscritti il 27», quindi dopo la scadenza del bando. Intanto la Lega porta in Procura il caso Nexus Al momento 11011 è dato sapere se ci sono state trattative private e a quali condizioni si sono raggiunte le intese Bisognetri attendere altre due settimane Da un 'interrogazione del Carroccio, emerge che la società di Ostia si era vista as
• Domani per la maggior parte * a degli alunni delL |, p le scuole italiane u suonerà la prima flk mm campanella post lockdown. Ma ieri all'appello mancavano ancora i nomi delle undici aziende, con annessi dettagli, che hanno fornito i 2,4 milioni di banchi monoposto, sia tradizionali che con sedute innovative (ovvero con le ruote) dopo il bando di gara europeo indetto dal commissario per l'emergenza, Domenico Arcuri. In una lettera al Sole 24 Ore dello scorso 27 agosto, Arcuri aveva assicurato che «non appena terminate» le procedure di affidamento, «i riferimenti contrattuali» sarebbero stati pubblicati sul sito del commissario, «nei tempi previsti dalla legge, ovvero nei 30 giorni successivi alla loro sottoscrizione». Il comunicato stampa con cui erano stati annunciati gli undici vincitori del bando risale al 12 agosto, appunto a un mese fa. Eppure a ieri, di nomi e contratti sul sito di Invitalia nemmeno l'ombra. Gli uffici del commissario, interpellati ieri dalla Verità, precisano che «la decorrenza dei termini va fatta partire dalla sottoscrizione del contratto, non dall'aggiudicazione». In sostanza, il 12 agosto sarebbe stato solo comunicato alle undici aziende prescelte che ce l'avevano fatta. In quella nota ufficiale si legge che sono stati «definiti» ben undici contratti di affidamento ad aziende e raggruppamenti di imprese per la fornitura dei 2,4 milioni di banchi monoposto, sia tradizionali che con «sedute innovative» (ovvero con le ruote). Prendiamo quindi atto che «definiti» non significava sottoscritti, ma solo aggiudicati. Morale: tra scadenza del bando e stipula dei singoli contratti è passato un certo lasso di tempo. Quanto? Da Invitalia spiegano anche che, in base a quanto scritto da Arcuri al Sole, il calcolo del mese va fatto partire dal 27 agosto, quando tutti i contratti sarebbero stati firmati. «Sono stati già sottoscritti undici contratti di affidamento con tutte le specifiche di consegna in termini di tempi e destinazioni», scrive il commissario al quotidiano di Confìndustria. Resta da chiarire il caso dell'azienda Nexus di Ostia con un solo dipendente sollevato dalla Verità dopo l'interrogazione presentata dalla Lega il 3 settembre: agli esponenti del Carroccio l'assegnazione dell'appalto da 45 milioni risulta essere partita il 26 agosto e poi ritirata per «problemi tecnici». Peraltro, Invitalia aveva scritto alla Verità, precisando che «il contratto non è stato mai perfezionato (quindi, mai firmato?, ndr) e comunque già ritirato dal commissario», senza però specificare quando. In ogni caso bisognerà attendere il 27 settembre per scoprire sul sito di Invitalia tutti i particolari degli accordi e i nomi delle aziende. A oggi ci sono molte altre domande ancora senza risposta. Non si hanno informazioni su chi fornirà il lotto A per i banchi e sedie monoposto e chi il lotto B per i banchi con le ruote, zero dettagli su quanti banchi verranno prodotti all'estero e quanti nel nostro Paese. Quando sono stati chiusi i contratti e fino a quando sono state negoziate le condizioni? I singoli appalti sono stati preceduti dalla fase tecnica chiamata «dialogo competitivo», in cui l'appaltante si mette seduto con i possibili fornitori e cerca di scrivere il testo nel miglior modo possibile? Oppure il bando pubblico è stato integrato a posteriori con una trattativa ulteriore, dato che nessuna azienda aderente era in grado di rispettarne tutte le condizioni (ipotesi espressamente prevista dal Codice appalti)? Saltato il contratto con l'azienda di Ostia, saltano anche quei 180.000 banchi che avrebbe dovuto fornire entro la fine del mese: le strutture del commissario Arcuri hanno già trovato l'accordo con un'altra impresa? Le verifiche sui requisiti richiesti dal bando sono state fatte tutte prima dell'assegnazione dei contratti o dopo? Due giorni fa sul tema è tornata alla carica la Lega, con una seconda interrogazione: «Sui contratti per la fornitura dei banchi alle scuole ancora troppi punti oscuri. Dopo le criticità sul caso Nexus emerse grazie a una nostra interrogazione, Invitalia si è precipitata a comunicare alla stampa che il contratto è stato ritirato dal commissario Arcuri. Ma resta ancora un mistero come, quando e in base a quali motivazioni, visto che noi ne abbiamo segnalate parecchie. Così come restano altre domande ancora senza risposta», hanno scritto i deputati della Lega in commissione Finanze, in commissione Cultura, Scienza e Istruzione e gli altri deputati del Carroccio del Lazio. Nei primi giorni della settimana, riferiscono inoltre fonti vicine al partito di Matteo Salvini, il caso verrà portato in Procura facendo partire le denunce sulla vicenda dell'appalto con la società di Ostia. Nel frattempo, continuano ad arrivare segnalazioni di ritardi sulla consegna dei banchi: «si parla di 200.000 consegnati su 2.400.000», ha detto ieri il rappresentante dei presidi, Antonello Giannelli. Nel comunicato di Invitalia del 12 agosto si assicurava che la fornitura «è in grado di superare complessivamente l'intero fabbisogno richiesto dai dirigenti scolastici italiani». Speriamo.

Foto: IN AFFANNO Domenico Arcuri, supercommissario dell'emergenza Covid, scelto dal governo per gestire la ripartenza della scuole [Ansa]