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11/10/2018

Investimenti, il governo punta sulle partecipate

Brescia Oggi

LA NOVITÀ. Il premier: «Facciamo sistema». Verso un ambiente più «amico» per gli operatori
I vertici convocati a Palazzo Chigi, apertura da Cassa Depositi e Prestiti che annuncia 13 miliardi in più Conte: «Una finanziaria diversa porta recessione»
ROMA Più investimenti e più assunzioni per non disattendere le prospettive di crescita contenute nel Documento di economia e finanza. Il governo chiede «aiuto» alle partecipate e, per oltre due ore, riunisce a Palazzo Chigi tutte le più grandi aziende dello Stato, da Eni a Enel, da Saipem a Fincantieri fino ad Ansaldo e Open Fiber. È il segno che, nelle ore cruciali della manovra, Lega e M5S si giocano una delle ultime carte per giustificare le spese in deficit e puntano tutto, o quasi, sul ruolo di Cassa Depositi e Prestiti. È Cdp, infatti, che come una sorta di «nuova Iri» nella strategia del governo, e in particolare in quella M5S, potrebbe fare da volano agli investimenti delle partecipate. All'amministratore delegato Fabrizio Palermo, di fatto, viene fatta firmare una cambiale in bianco che prevede un impegno, cospicuo, della società controllata per oltre l'80% dal Tesoro. A tutte le partecipate il governo assicura in cambio un ambizioso piano di riforme: da quella del codice degli appalti al riassetto del fisco, dalla riforma del codice civile a un massiccio piano di semplificazione burocratica. «Cercheremo di cambiare le cose per gli investitori in modo operativo, ma con una logica più micro che macro», è il messaggio del ministro dell'Economia Giovanni Tria. Al tavolo, oltre al premier Conte, ci sono soprattutto esponenti grillini: da Luigi Di Maio a Danilo Toninelli, da Barbara Lezzi al sottosegretario Stefano Buffagni, l'uomo delle nomine nel Movimento. Presenti anche Giancarlo Giorgetti, Paolo Savona e Giulia Bongiorno. Il premier ribadisce di voler puntare sulle infrastrutture materiali e immateriali, di voler creare un ambiente «più amico» per gli operatori economici, per favorire insomma quella «corsa» agli investimenti con cui i due azionisti del governo puntano a convincere, in extremis, la Ue e soprattutto i mercati. E al termine del vertice Conte, Di Maio e Salvini provano a dare nuovamente rassicurazioni alle telecamere davanti a Palazzo Chigi. «Stiamo facendo sistema. Abbiamo avuto grande disponibilità e convenuto che una manovra diversa avrebbe portato alla recessione», spiega Conte parlando di investimenti aggiuntivi, da parte delle aziende, pari a 20 miliardi con il piano delle riforme in campo. Mentre Di Maio sottolinea che, con la riforma quota 100, per «ogni pensionato si avrà più di un assunto». IL RUOLO DI CDP. Di fatto, tuttavia, l'unica a muoversi nel breve periodo potrebbe essere Cassa Depositi e Prestiti. Grazie alle riforme strutturali, è l'impegno di Palermo, nel quinquennio il piano di investimenti potrebbe passare da 22,5 a 35,3 miliardi. Gli altri amministratori delegati presenti non si spingono in stime di assunzioni, né di investimenti. Il numero uno di Enel Francesco Starace ricorda di voler portare da 6,1 a 8,3 miliardi il piano di investimenti dei prossimi tre anni, che sarà discusso il 20 novembre. E nessuna disponibilità arriva sull'acquisto di titoli di Stato. «Non se n'è parlato, il tema è stato il livello di investimenti», spiega l'ad di Eni, Claudio Descalzi.

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