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23/05/2020

Investimenti, edilizia, ambiente: semplificazioni Boccia-regioni

Il Sole 24 Ore - Giorgio Santilli Gianni Trovati

gli interventi
Il tavolo. Il ministro avvia il confronto con i governatori e gli enti locali per arrivare in pochi giorni a definire un pacchetto di norme anti-burocrazia da inserire nel decreto legge in preparazione Termini perentori per l'espressioni dei pareri Via e paesaggistici: poi il proponente potrà procedere
ROMA

Un taglio drastico agli ostacoli su cui inciampano le procedure amministrative prima di trasformarsi in investimenti privati e pubblici, una serie di norme più chirurgiche per facilitare l'utilizzo dei fondi, termini perentori per l'espressione di nulla osta e pareri - come quelli ambientali e del paesaggio - finora esclusi dalle mannaie delle semplificazioni.

Ruota intorno a queste idee chiave il tavolo di confronto che il ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, ha avviato ieri con regioni ed enti locali per arrivare il più in fretta possibile a definire nuove regole sulle semplificazioni evocate anche ieri dal premier Conte nella sua informativa alla Camera. Punto di arrivo il decreto che il governo punta ad approvare nelle prossime due settimane. Ma il tavolo sarà permanente per consentire poi un confronto continuo su un tema considerato prioritario.

Proprio per accelerare, il confronto ha abbandonato in fretta il piano della teoria e sotto la regia di Boccia ha prodotto una prima griglia di proposte normative su cui l'intesa sembra vicina. Per ora non sono comprese le modifiche al codice degli appalti pubblici che però potrebbe rientrare nel confronto.

Il nuovo tentativo di semplificare le regole prova prima di tutto a trarre lezioni dalla lunga serie di fallimenti che l'hanno preceduto. E punta, di conseguenza, a far scattare una serie di automatismi chiamati a superare l'inerzia delle pubbliche amministrazioni. È il caso, classico, dei pareri. Che nel nuovo quadro, se il lavoro tecnico e politico di questi giorni sarà confermato dal prossimo decreto, non potranno essere più «bloccanti».

Il mancato arrivo di un parere, anche se atteso dalle amministrazioni che hanno in cura la tutela di ambiente e paesaggio, non fermerebbe più gli altri uffici, che una volta scaduto il termine sarebbero costretti ad andare avanti anche senza il nulla osta.

Quando a chiedere è un privato, gli obblighi di motivazione per opporre un «niet» saranno rafforzati, con la previsione della nullità del diniego quando non poggiasse su argomentazioni abbastanza solide. Tutte le procedure, secondo un super-classico tornato di attualità nelle settimane di Smart Working generalizzato e più o meno effettivo, dovranno viaggiare per via telematica.

Nello stesso senso dell'accelerazione e della facilitazione giocano anche gli interventi messi sul tavolo con l'eliminazione della «doppia conformità» per l'accertamento di conformità degli abusi edilizi. Sarà possibile rilasciare il permesso di costruire o la Scia in sanatoria ai soli fini amministrativi qualora l'intervento sia conforme alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente alla data di presentazione della domanda. Va nel senso della certezza amministrativa anche il termini di rilascio di 120 giorni esteso alle valutazioni tecniche delle amministrazioni di tutela dell'ambiente e del paesaggio.

Nel pacchetto entrano anche una serie di regole che intervengono sulla contabilità degli enti locali. Qui spesso si esce dal terreno specifico degli investimenti per curare il problema a monte rappresentato dalla crisi generalizzata dei bilanci locali, che se non affrontato cancellerebbe a priori qualsiasi velleità di rilancio. Per questa ragione si propone la possibilità di ripianare in 10 anni i deficit 2020, per evitare un'ipoteca (il ripiano triennale) che rischia di spedire in dissesto la maggioranza delle città. In cantiere anche un meccanismo di anticipazioni dei fondi statali per gli investimenti comunali, dal bando periferie ai fondi di coesione, e un possibile allentamento delle regole su assunzioni a termine e premi ai dipendenti in prima linea nella lotta all'emergenza. Ma su questi temi, più che un'intesa non impossibile con gli amministratori locali, sarà determinante l'ultima parola del ministero dell'Economia.

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LA MISURA ALLO STUDIO

Il nodo dei pareri

Il mancato arrivo di un parere, anche se atteso da uffici che hanno in cura la tutela di ambiente e paesaggio, non fermerebbe più gli altri uffici, che una volta scaduto il termine sarebbero costretti ad andare avanti.

Quando a chiedere è un privato, gli obblighi di motivazione per opporre un «niet» saranno rafforzati, con la previsione della nullità del diniego quando non su argomentazioni solide.


Foto:

Francesco Boccia. -->

Ministro per gli Affari regionali