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27/06/2020

INVESTIMENTI E OPERE NON ANNUNCI ELETTORALI

La Gazzetta Del Mezzogiorno - DOMENICO CROCCO

CROCCO
>> CONTINUA DALLA PRIMA Prima, per arrivare da Bari a Senise (paesino al centro della statale Sinnica) occorrevano 3 ore e mezza di tragitto tortuoso. E i terreni della zona, irraggiungibili in auto, valevano poco. Dopo la costruzione della Sinnica, da Senise a Bari in auto ci si mette poco più di un'ora. Tutti i terreni agricoli che costeggiano la Sinnica hanno quadruplicato il loro valore. Sulla statale Sinnica hanno aperto centinaia di attività commerciali, dalla stazione di rifornimento al bar, dalla sala ricevimenti all'albergo al centro commerciale, che hanno creato ricchezza e occupazione. Ecco come, anche visivamente, un euro investito diventa 5 euro. Ecco l'effetto moltiplicatore. E allora ci si chiede dappertutto perché, in Italia, negli ultimi decenni, la spesa per investimenti è rimasta bloccata? Perché si sono distribuite decine di miliardi di spesa corrente in deficit senza generare né occupazione né alcun moltiplicatore? Perchè si è lasciato che il divario in infrastrutture tra Nord e Sud permanesse desolatamente invariato? Da chi siamo stati governati negli ultimi decenni? Lasciamo la risposta a John Kenneth Galbraith che, in Anatomia del potere, sosteneva che spesso il potere- e quindi la capacità di sottomettere gli altri alla propria volontà- finisce nelle mani di coloro che riescono ad affermare con la massima convinzione quello che non sanno. Il potere spesso quindi "non emana dalla persona che sa: va, spesso, a quella che crede di sapere e riesce a persuaderne gli altri". Sembra un ritratto perfetto di una parte significativa del ceto politico italiano degli ultimi decenni, (tranne rare e per questo non incisive eccezioni). A Bruxelles i cosiddetti Paesi "frugali" (cioè quelli che molti considerano "egoisti") non vogliono aprire i loro rubinetti finanziari perché ritengono non sia giusto che il nostro Stato sia pieno di debiti mentre è ingente il risparmio privato delle famiglie italiane. Questo sarebbe il segno che gli Italiani vogliono godersi i soldi ma non vogliono pagare le tasse. E questo è sbagliato. Il senso di questo divario è che gli Italiani (che di tasse ne pagano fin troppe, nonostante l'evasione che pure esiste) in questi anni si sono saputi gestire, hanno messo da parte i soldi, hanno risparmiato ed hanno ben investito. Mentre il ceto politico che li ha rappresentati, spesso, ha fatto il contrario. In molti casi a farsi largo in politica è stata gente che, una volta raggiunto il potere, talora per caso, si è attaccata alla poltrona perché non avrebbe avuto alcuno spazio nel mercato del lavoro ed ha cercato di sbarrare la strada ai più meritevoli perché avrebbero potuto fargli ombra e prendergli il posto. Questa parte del ceto politico , che ha influito molto, è andata a Bruxelles con il cappello in mano a chiedere di potersi indebitare, e quando Bruxelles alla fine ha ceduto mettendo a disposizione il bazooka di liquidità della BCE, invece di investirlo in opere pubbliche per riaccendere i motori di un'economia depressa, ha utilizzato quelle risorse in deficit per comprarsi il voto degli italiani, gettandole via letteralmente in modo clientelare, assistenziale nel senso più deteriore. Questa parte del ceto politico, quando si è resa conto (svegliata dalle proteste) che l'economia stagnava nonostante le mance elargite a piene mani (creando ulteriore debito sulle spalle dei nostri figli e nipoti), quando migliaia di imprese di costruzioni hanno chiuso i battenti nonostante l'Italia fosse da ricostruire, ha finto di dare una svolta, scrivendo norme, nel Codice dei Contratti pubblici, che hanno riacceso le speranze. Nel Codice c'è scritto che occorre realizzare, presso l'ANAC ( l'autorità di regolazione dei contratti pubblici e anti corruzione) un rating delle imprese più meritevoli, quelle più strutturate e che hanno ben operato negli appalti pubblici. C'è scritto che le stazioni appaltanti, che oggi sono incredibilmente ben 35 mila, un numero in cui si annidano centri del peggior potere locale dove regna l' incompetenza, l'opacità, la mancanza di personale e di mezzi, devono qualificarsi e diminuire drasticamente, diventando luoghi dove si concentra il massimo della competenza legale e tecnica ed il massimo della legalità e della trasparenza. Ebbene, dal 2016, il decreto attuativo del codice che prevede tutto questo, a distanza di 4 anni, non è stato ancora emanato. E' arduo pensare che i centri di potere locale, delle mazzette e dei favori opachi, non vogliono mollare l'os so? Oggi molti di quelli che hanno tenuti bloccati gli appalti per decenni, chiedono di applicare dovunque il modello del Ponte di Genova, ricostruito nel tempo record di un anno. Di nominare dovunque i commissari straordinari, come a Genova. Ma qualcuno le legge le carte? Qualcuno lo ha letto l'articolo 32 comma 2 lettera C della direttiva europea 2014/24 UE ? Se qualcuno lo leggesse scoprirebbe che le direttive europee consentono di appaltare come a Genova (trattativa privata senza pubblicazione di bando) solo in casi eccezionali ( come il crollo di un viadotto come quello di Genova che paralizza la circolazione). Ma non si applica in tutti quei casi cosiddetti "non eccezionali". Quindi ben vengano i commissari straordinari. Ma prima bisogna chiedere a Bruxelles di modificare le direttive. Poi bisogna finalmente sbloccare il rating delle imprese e delle stazioni appaltanti. Perché se ad aggiudicare la gara è il funzionario corrotto di una stazione appaltante inadeguata e opaca, l'opera inevitabilmente si blocca . E se a vincere una gara è un'impresa non affidabile l'appalto finisce nel solito vortice di ritardi, mazzette e contenzioso. Il tempo dell'emergenza economica del Coronavirus è il tempo dei fatti, il tempo delle parole è scaduto. E' il tempo del merito, della competenza, dell'ascolto e del servizio, della rapidità e della decisione, non della immutabile e gelosa custodia del privilegio e del potere. Domenico Crocco

Foto: BASILICATA La Sinnica, ora volano di sviluppo