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18/08/2021

Investimenti, 5G, lotti in gara, voucher: tutti i rischi del piano

Il Sole 24 Ore - C.Fo.

Il piano "Italia a 1 Giga" è il tassello più importante degli investimenti che il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) destina alle connessioni internet veloci. Si è già arrivati alla consultazione pubblica, passo necessario per bandire la gara pubblica, ma su diversi punti mancano ancora elementi di chiarezza o rischiano di esplodere le divisioni tra gli operatori. E in un caso anche all'interno del governo.

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gli impegni delle telco

Servono penali

Il Piano banda ultralarga per la rete fissa si basa sui piani di investimento fino al 2026 dichiarati dagli operatori di telecomunicazione a Infratel, società in-house del ministero dello Sviluppo economico. Ma dovranno essere contrattualizzati e servono penali per evitare che zone del paese dove lo Stato non interviene (perché il privato promette di investirvi) restino scoperte nel caso in cui lo stesso operatore non rispetti quanto preannunciato. Penali serviranno anche per garantire il rispetto dei tempi da partedell'aggiudicatario, altrimenti si rischierà di perdere fondi europei del Pnrr.

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il meccanismo di gara

Il nodo dei lotti

In quanti lotti si articolerà il bando di gara con le risorse del Pnrr? La consultazione pubblica avviata dal governo su questo punto chiede un parere ufficiale degli operatori. Che in realtà, nel corso di audizioni private, si sono già espressi. E c'è divergenza di vedute perché dal numero di lotti dipende il livello di vera concorrenzialità della gara. Alcune telco ad esempio chiedono di evitare micro lotti e di prevedere un numero massimo di lotti aggiudicabili, per evitare la concentrazione in capo a uno o pochi soggetti. Un'altra parte degli operatori ha espresso la preferenza per una maggiore parcellizzazione dei lotti, anche con gare gestite direttamente dalle amministrazioni comunali.

3

lA CONCORRENZA

Il peso dei consorzi

Di sicuro, viene precisato nella consultazione pubblica, potranno partecipare i raggruppamenti temporanei di imprese orizzontali o verticali, i consorzi o altre aggregazioni, in conformità con l'articolo 48 del citato Codice degli appalti. Si continua a parlare a questo proposito, ad esempio, di un possibile consorzio Tim-Open Fiber come alternativa alla costituzione di un vero e proprio soggetto societario unico che parta dal veicolo Fibercop. Alcuni gestori alternativi hanno già fatto filtrare preoccupazione in merito all'ipotesi ritenendo che, nel caso si andasse verso un consorzio di questo tipo in gara, andrebbero valutati eventuali profili antitrust considerando il peso dei due soggetti nel settore.

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le risorse

Faro sugli aiuti al 5G

Per le connessioni veloci il pacchetto del Pnrr coordinato dal ministro per l'Innovazione tecnologica Vittorio Colao prevede 3,8 miliardi al piano rete fissa, 2 miliardi al 5G. Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti ha espresso cautela sul sistema di sussidi agli operatori del 5G richiamando l'attenzione sugli obblighi di copertura già previsti dall'asta per le frequenze e sulla mappatura degli investimenti pianificati al 2026 tuttora in corso. Bisognerà capire, se avanzeranno risorse all'esito del bando di gara per la rete fissa per il quale sono disponibili 3,8 miliardi, se il ministero per l'Innovazione punterà a utilizzare i residui per incentivare anche la domanda di servizi 5G. Potrebbero registrarsi frizioni all'interno del governo.

5

Le regole dell'AGCOM

Certezza sui prezzi

Configurandosi come un aiuto di Stato, il piano 1 Giga sarà notificato alla Commissione europea. Dovrà inoltre essere disciplinato dall'Autorità per le comunicazioni per quanto attiene alla definizione dei prezzi e delle condizioni di accesso all'ingrosso alle infrastrutture sovvenzionate e alla risoluzione delle eventuali controversie tra i richiedenti l'accesso e i titolari delle infrastrutture. La consultazione pubblica prevede in capo agli aggiudicatari l'obbligo di garantire l'accesso wholesale (all'ingrosso). Sono temi ad alto rischio contenzioso.

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I VOUCHER

Incentivi ancora fermi

Il negoziato fermo con la Ue sui voucher per le connessioni a banda ultralarga ha assunto rilievi quasi patologici. Ci sono quasi 900 milioni che 15 mesi fa il governo ha deliberato di destinare alla cosiddetta "fase 2" degli incentivi (per famiglie e Pmi). L'Italia è inciampata nei rilievi Ue sull'effettivo grado di concorrenza della misura e non riesce a sbloccarla. Eppure, sebbene la questione non rientri direttamente nel Pnrr, è strettamente connessa agli obiettivi di diffusione della banda ultralarga e dei servizi di digitalizzazione in tutto il paese che lo stesso piano si prefigge.

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