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06/06/2020

Intesa-Comune un altro bando: 22 milioni per le imprese

Corriere della Sera - Silvia Seminati

programma rinascimento
C'è un secondo bando per il Programma Rinascimento, voluto dal Comune di Bergamo e da Intesa Sanpaolo per sostenere le piccole e microimprese della città dopo l'emergenza coronavirus. Un piano complessivo da 30 milioni di euro. Dopo i primi 3 milioni, a fondo perduto, per le spese inderogabili sostenute dalle imprese durante il lockdown, ci sono 22 milioni, di cui 7 a fondo perduto e 15 per prestiti a impatto. Fondi per superare l'emergenza e provare a rilanciare l'economia della città. Le imprese possono chiedere di ricevere sia finanziamenti a fondo perduto sia un prestito.

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Inizia la seconda fase del Programma Rinascimento, voluto da Comune di Bergamo e Intesa Sanpaolo per sostenere le piccole e microimprese della città dopo l'emergenza coronavirus. Un piano da 30 milioni. I primi 3, a fondo perduto, sono stati destinati - con il primo bando - alle spese inderogabili sostenute dalle imprese durante il lockdown. «Finora sono state presentate 854 domande, di cui 594 già valutate, ed erogati finanziamenti per 885 mila euro», dice Paolo Caroli di Cesvi: numeri che potrebbero crescere perché il primo bando resta aperto fino al 30 giugno. Viene anche ampliata la gamma delle attività che possono usufruirne: non più solo piccole aziende chiuse dal governo durante il lockdown, ma anche quelle rimaste aperte ma senza fatturare.


Il budget del secondo bando è di 22 milioni, di cui 7 a fondo perduto e 15 per prestiti a impatto. «Quello dei prestiti a impatto - dice il sindaco Giorgio Gori - è uno strumento che Intesa sperimenta con noi. È prevista una restituzione di lungo periodo, il 40% a 5 anni, il 60% a 10 anni, con un tasso dello 0,4, che può arrivare allo 0,0 al raggiungimento di alcuni obiettivi qualitativi di scala urbana concordati tra il Comune e Intesa. Li stiamo decidendo insieme e hanno lo scopo di preservare alcune dimensioni dell'economia della città, il contenimento delle chiusure e della perdita di occupazione saranno tra i traguardi che sceglieremo». Ci sono a disposizione altri 5 milioni, ancora per prestiti a impatto, ma per progetti legati alla mobilità. L'erogazione dei contributi a fondo perduto e le attività di monitoraggio e rendicontazione sono affidate a Cesvi. «Rinascimento Bergamo - dice la presidente Gloria Zavatta - è un'occasione unica per rilanciare l'economia delle città e incentivare l'adozione di comportamenti virtuosi delle nostre imprese come quelli orientanti alla salvaguardia dell'ambiente».


Le imprese possono chiedere di ricevere sia finanziamenti a fondo perduto (fino a un tetto di 10 mila euro) sia un prestito. Ma è anche possibile ricevere esclusivamente il finanziamento a fondo perduto. Questa seconda fase del progetto prevede tre iniziative. Per la prima, che si chiama Michelangelo, sono previsti 3,2 milioni a fondo perduto e 5 per prestiti a impatto. Sono fondi per rilanciare le attività che hanno bisogno di aiuto per l'adeguamento strutturale e la riorganizzazione del modello di business (come servizi di take away o delivery). La seconda iniziativa, Raffaello, sostiene l'innovazione aziendale con 3,2 milioni a fondo perduto e 10 di prestiti a impatto. È destinato a quelle aziende che vogliono realizzare un progetto di sviluppo e innovazione di medio e lungo periodo, ripensando al proprio modello di business. Alla terza iniziativa, che si chiama Leonardo, sono stati assegnati 600 mila euro: è un servizio di consulenza alle microimprese da parte di professionisti. Per presentare le domande c'è tempo fino al 26 giugno. «Siamo orgogliosi di essere al servizio dei cittadini e delle imprese di Bergamo che stanno dimostrando una resilienza esemplare - dice Raffaello Ruggieri, Chief Lending Officer di Intesa Sanpaolo -. Questo progetto potrà rappresentare un esempio per la ripresa di tutto il Paese». Possono accedere ai bandi Michelangelo e Raffaello le microimprese di Bergamo con ricavi inferiori a 350 mila euro e meno di 5 dipendenti. Quelle con un fatturato annuo non superiore a 2 milioni e meno di 10 dipendenti possono accedere solo al bando Raffaello. «Nella filiale di via Camozzi - dice Tito Nocentini, direttore regionale Lombardia di Intesa Sanpaolo - c'è un team che lavora con Cesvi per dar seguito in tempi rapidi alle richieste che arrivano».


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Le iniziative Aiuti per le aziende che hanno bisogno di adeguamento strutturale, per esempio i bar, ma anche per progetti di mobilità