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08/05/2020

Intervento Leggi complicate? Cambiamole Ma stop alla facile ricerca del consenso

La Gazzetta di Parma

SOCIETÀ
pDall ' epidemia sanitaria ancora in atto stanno scaturendo conseguenze economiche drammatiche per migliaia di cittadini, professionisti, aziende e, pur con i rimedi che da più parti si cerca di offrire loro, il futuro resta quanto mai incerto e problematico per tutti. E ' una situazione in movimento, nel la quale ciascun soggetto, individuale o collettivo, rivendica i propri interessi e cerca la tutela migliore degli stessi; si profila un quadro di forte competizione, di approccio di parte, legittimo e comprensibile, per cui è compito delle istituzioni cercare di governare questa evidente contrapposizione di interessi, con soluzioni generali utili ad evitare l ' accentuarsi di quelle disuguaglianze che costituiscono uno dei principali affanni del nostro paese. L ' arduo compito che le istituzioni sono chiamate ad assolvere si scontra, però, con una forte diffidenza ed un diffuso discredito verso il loro modo di operare, verso le norme che applicano, verso gli stessi operatori che erogano il servizio. Non è certo una novità perché è ormai da decenni che si denuncia la burocrazia, intendendo con essa qualcosa che si contrappone all ' efficienza, allo svi luppo del paese, e che si identifica con formalismi, orpelli, sprechi, favoritismi. Di qui il passaggio a frasi, utilizzate ormai in modo abituale, secondo cui dobbiamo " li berarci della burocrazia " o pren dere consapevolezza che " il guaio del paese è la burocrazia " o p pu re fare terra bruciata con " zero bu ro c ra z i a " e così via. E ' i n dubbio che sono tanti gli episodi e le occasioni che giustificano il ricorso a que l l ' accusa: c ' è un proliferare di letteratura al riguardo, che condanna il modo di scrivere le leggi, gli adempimenti richiesti, i tempi di esecuzione. Il problema è che, col passar del tempo, questa accusa ha assunto un significato talmente vasto, da rischiare di colpire non solo la norma inutile, farraginosa, di difficile applicazione, ma qualsiasi regola, anche quella che tutela beni primari. Ed anche nei confronti degli operatori si sta accentuando un atteggiamento di aprioristica sfiducia, quasi che sia diventato costume abituale l ' auto referenzialismo. cioè il non mettersi dalla parte dell ' utente. In somma sembra che tutto sia diventato burocratico, che norme e comportamenti degli operatori siano deprecabili. Bisogna quindi evitare che da sbagliate applicazioni di principi giusti siano travolti anche i principi. Pensiamo alla normativa sugli appalti: quante volte abbiamo sentito affermare, in particolare da rappresentanti di forze politiche, che è una normativa da eliminare, perché rallenta l ' acquisizione di servizi o la costruzione di un ' o pera! E ' indubbio che una legge con 220 articoli, alcuni dei quali contengono decine e decine di commi, con 25 allegati, non sia di facile applicazione per nessuno, e che molti obblighi a carico delle amministrazioni siano anacronistici e molti oneri a carico dei partecipanti siano ingiustificatamente onerosi; eppure nella norma stessa si affermano principi di grande importanza per abbattere favoritismi, interessi personali, rischi corruttivi: i principi di economicità, tempestività, efficacia, imparzialità, parità di trattamento, trasparenza, proporzionalità, pubblicità, tutela dell'ambiente ed efficienza energetica. Ecco, quindi, che non va eliminata tutta la norma, ma va ridotta la minuziosa regolamentazione di ogni aspetto delle gare, che essa contiene, di cui le singole amministrazioni possono responsabilmente fare a meno, pur nel rispetto di quei principi. Analoga attenzione va posta nei confronti delle accuse di burocrazia agli operatori; in questo caso per burocrazia si intende un interlocutore tiratardi, cultore di formalismi giuridici, poco attento alle esigenze degli utenti. Esiste questa figura, certo! Ma non è sempre così, anzi è poche volte così e gli esempi a conforto di tale opinione sono tanti, pensando non solo alle tante manifestazioni di straordinario servizio riscontrate in questo periodo di epidemia, ma anche a tante altre occasioni " o rd i n a r ie " ; pensiamo, per esempio, ad un bibliotecario che consiglia la lettura di un libro: quanta competenza, quanta dedizione, quanto scrupolo è presente in quel consiglio! In realtà, da anni vi è un impegno diffuso ad introdurre nelle organizzazioni sistemi che esaltino l ' autonomia, la re sponsabilità, la consapevolezza dell ' importanza dei risultati, l ' in treccio tra incentivi economici e buone prestazioni. Questo non è sufficiente ad eliminare quei comportamenti individuali passivi e riprovevoli, in cui a volte ci si imbatte; di qui, la necessità di investire ed intervenire, su vari fronti formativi, organizzativi, culturali. Quel che però conta è avere la consapevolezza che la frase " via la bu ro c ra z i a " è talmente superficiale da non consentire passi in avanti sulla strada del miglioramento dei servizi pubblici. Il problema del funzionamento della PA non va, quindi, affrontato in modo generico, con l ' occhio ri volto al consenso immediato, ma con ragionamenti di merito, nell ' ambito di una alleanza tra pub blico e privato, tra istituzioni ed imprese, tra operatori e cittadini, tale da trasformare le proteste, a volte sacrosante a volte ingiustificate, in proposte di cambiamento condiviso delle norme applicate e dei servizi erogati! PIETRO CURZIO