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22/09/2020

«Internalizzate i lavoratori delle mense scolastiche»

Il Tirreno - Simone Fulciniti

L'Usb in piazza Garibaldi: «Il Comune faccia un contratto regolare, così migliorerà anche il servizio»
l'assembleaLIVORNOPiazza Garibaldi, tappezzata con bandiere e striscioni, è stata teatro di un'assemblea pubblica, promossa dall'unione sindacale di base (Usb) dalla federazione sociale. All'ordine del giorno vari temi di discussione, cominciando dalla "scuola", in vista dello sciopero generale proclamato per i giorni 24 e 25 settembre in tutta Italia. «Una situazione di emergenza - spiega Giovanni Ceraolo, rappresentante Usb, e non abbiamo idea di come andrà a finire. Lo sciopero avrà il compito di accendere i riflettori, anche sulle problematiche di chi la scuola la vive, come gli studenti». «Serve un vero piano di assunzioni, serio, investire nella scuola pubblica: basta al sistema degli appalti. Con noi ci sono un gruppo di lavoratrici delle mense scolastiche, un servizio che il Comune di Livorno ha deciso di mettere in appalto, creando una condizione non più sostenibile. Loro chiedono finalmente di tornare a essere internalizzate dal comune, avere un contratto regolare, una rapporto giusto di lavoro che di fatto migliorerebbe il servizio, E lo stesso vale per il trasporto scolastico: su questo abbiamo un discorso aperto». Ma c'è una nube all'orizzonte. «Alla crisi si aggiunge la crisi della cooperativa capofila delle mense scolastiche Cooplat, e se dovesse andar male non oso pensare quello che potrebbe succedere». Nel corso dell'assemblea intervengono anche un gruppo di lavoratori dello spettacolo, del coordinamento "sipari aperti sempre" (Rappresentanti dei teatri: Goldoni Livorno, Giglio Lucca, Verdi Pisa, Cascina, e del pucciniano di Torre del lago), settore che ha sofferto moltissimo la fase del lockdown. Così come quelli del coordinamento "noi turismo", guide e accompagnatori, che, spiega Ceraolo «sono tutte partite Iva, centinaia a Livorno. Hanno preso solo i bonus per gli intermittenti, sono in piazza con noi, li sosteniamo pur non essendo iscritti». Dalle parole di chi prende il microfono si avverte una profonda preoccupazione per il futuro. «Chi non aveva un contratto di lavoro è rimasto senza tutele - conclude Ceraolo -. Categorie penalizzate dalla crisi. E non è un caso che siano le prime a cominciare un percorso di mobilitazione. Chi aveva un contratto è rientrato a lavoro, i licenziamenti bloccati e la cassa integrazione. Gli altri sono esclusi dal meccanismo». --Simone Fulciniti