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08/07/2019

Interdittiva sospesa, «Gial Plast» può partecipare alle gare d’appalto

La Gazzetta Del Mezzogiorno

FASANO LO HA DECISO IL TRIBUNALE DI LECCE, PER CUI L'AZIENDA POTRÀ ANCHE SOTTOSCRIVERE IL CONTRATTO CON IL COMUNE
Si fa più lieve la posizione degli operai con precedenti penali
l FASANO. "Gial Plast", la società salentina che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti urbani nel Fasanese, ha recuperato la piena agibilità nel settore degli appalti pubblici. La sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Lecce ha sospeso, accogliendo la richiesta presentata dai legali dell'impresa, l'efficacia dell'interdittiva antimafia disposta nei mesi scorsi dalla Prefettura di Lecce nei confronti dell'azienda salentina. In conseguenza della decisione dei giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce, "Gial Plast" potrà riprendere, sotto la guida di un amministratore giudiziario, la sua partecipazione alle gare di appalto. Quindi, non ci sono più motivi che impediscono la sottoscrizione del contratto tra il Comune di Fasano e l'azienda leccese per la gestione del servizio di igiene urbana nei prossimi due anni. "Gial Past", infatti, è la ditta che si è aggiudicata la gara ponte, a suo tempo bandita dal Comune, per la raccolta dei rifiuti. L'interdittiva antimafia aveva, poi, "conge lato" la sottoscrizione del contratto. Sul versante dei dipendenti ritenuti "con troindicati", è prevalso il convincimento che si tratti di una platea irrilevante rispetto al totale delle maestranze in organico alla società di Taviano (Lecce). I giudici hanno, inoltre sottolineato, che quasi tutti i netturbini ritenuti in odor di criminalità sono stati assunti in virtù della clausola sociale che impone all'azienda che subentra in un appalto il mantenimento dell'organico precedente. L'antefatto è noto. Il prefetto di Lecce, Maria Teresa Cucinotta, ha ritenuto sintomatico del tentativo di infiltrazione mafiosa la presenza nell'organico della società - che ha circa 500 dipendenti - di una trentina di operai con precedenti penali. Si tratta di persone - tre sono di Fasano - che hanno alle spalle condanne, molto datate nel tempo, per reati cosiddetti spia del condizionamento mafioso. Altri sono incensurati, ma sono ritenuti dagli investigatori contigui alla criminalità organizzata. Altri hanno precedenti penali "generici". Per il Prefetto questo era bastato a mettere Gial Plast nella "black list" delle aziende in "odore" di mafia. Ora dal Tribunale è arrivata una buona notizia per i lavoratori che avevano subito le conseguenze dell'interdittiva: per quasi tutti si profila il reintegro. Per la cronaca, la Prefettura si era opposta alla richiesta avanzata dai legali della Gial PLast, ma il collegio giudicante ha ritenuto che le argomentazioni addotte dai legali a sostegno dell'istanza fossero meritevoli di accoglimento. Alla luce della sentenza dei giudici salentini la situazione si rasserena in tutti i comuni in cui il servizio di raccolta dei rifiuti è gestito dall'impresa di Taviano, Fasano compresa. Avendo maggiore agilità di manovra, d'ora in avanti anche la gestione dell'ordi naria amministrazione sarà meno "inges sata" dal rispetto delle regole dettate dall'am ministrazione esterna disposta dall'Ufficio territoriale del governo. [m. mong.]

Foto: GARA PONTE Gial Plast l'ha vinta per l'appalto sui rifiuti


Foto: ANTIMAFIA La proteste dei lavoratori «interdetti»