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08/10/2020

«Innovazione, sostenibilità ed export vaccini anti-Covid»

Avvenire - MATTEO MARCELLI

CONFCOOPERATIVE Il presidente Maurizio Gardini: «Con oltre 3 milioni di lavoratori irregolari, 2,8 milioni di working poor e il rischio di 6 milioni di pensionati poverissimi il Paese ha una bomba sociale da disinnescare»
Il premier Conte promette una «profonda riflessione» sulle Bcc per la loro tutela come banche del territorio rispetto alla Vigilanza Ue
C on la pandemia in corso, anche l'assemblea nazionale di Confcooperative 2020, la quarantesima, fa i conti con gli effetti del Covid-19. Non tanto per il ritardo sulla tabella di marcia (era in programma a maggio), e neanche per l'inedita modalità in cui è stata celebrata ieri, con oltre 600 delegati collegati dalle sedi territoriali e una minima parte in presenza all'Auditorium Massimo di Roma. Piuttosto nella visione con la quale l'associazione intende sfidare gli ostacoli posti dal coronavirus, nella consapevolezza che il mondo cooperativistico ha svolto un ruolo decisivo durante il lockdown e rappresenta la chiave di volta per una rinascita dell'economia nazionale. Perché sia davvero così è però necessario puntare in maniera consistente su innovazione, sostenibilità ed export, comparti che il presidente di Confocooperative Maurizio Gardini, confermato ieri alla guida della confederazione per il per mandato 20202024, definisce «vaccini del sistema imprenditoriale post Covid». Un'indicazione che trova conferma nei numeri del Censis presentati durante i lavori, scorrendo i quali si scopre che a settembre le startup innovative hanno superato quota 12mila (+10,3% negli ultimi 12 mesi), con una crescita pressoché inarrestabile anche nel mezzo dell'emergenza sanitaria. Senza contare che un'azienda innovativa su quattro tra quelle nate durante il lockdown si trova al Sud. Discorso simile per il settore green, che assorbirà circa 1,6 milioni di lavoratori rispetto al fabbisogno occupazionale complessivo del italiano stimato entro il 2024 (circa 2,6 milioni di occupati). Segnali incoraggianti anche dalle imprese export oriented: 8 su 10 hanno una strategia di risposta alla crisi. Ma gli indicatori forniti dal focus Censis non sono sufficienti, da soli, a garantire la rinascita auspicata. Per questo Confcooperative chiede politiche che facilitano il rimbalzo del tessuto imprenditoriale: «Con oltre 3 milioni di lavoratori irregolari, 2,8 milioni di working poor e il rischio di 6 milioni di pensionati poverissimi entro 20-30 anni - avverte ancora Gardini -, il Paese ha una bomba sociale da disinnescare. Rinnoviamo la richiesta di investire sulle imprese virtuose che generano lavoro dignitoso, riducendo il cuneo fiscale che pesa circa il 10% in più della media Ocse». Si chiedono interventi anche contro il «macigno della burocrazia», in particolare sul Codice degli appalti, da rivedere, secondo Gardini, in direzione di una netta semplificazione. Occorre poi sveltire i pagamenti della Pa e non mancano suggerimenti anche per gli indirizzi di spesa di quei 209 miliardi che dovrebbero arrivare dal Recovery fund. Lo sblocca cantieri è un nodo decisivo, sia per tirare fuori il sud dal proprio isolamento sia per la messa in sicurezza dei territori. Ma ci sarà bisogno anche di intervenire a tutela delle Bcc e per il loro riconoscimento da parte dell'Ue come banche di territorio. Richieste alle quali risponde lo stesso premier Giuseppe Conte, segnalando i prossimi passi del governo: «C'è il massimo impegno affinché la riduzione del costo del lavoro del 30% per le imprese al Sud diventi strutturale. Le porte mie e dei ministri saranno sempre aperte al vostro mondo», chiarisce il presidente del Consiglio assicurando anche una «profonda riflessione» sulla riforma delle Bcc. A tranquillizzare Confcommercio sui cantieri è invece la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli, che mette in chiaro come «con l'entrata in vigore del decreto semplificazione sono aumentate le gare, non solo di numero ma anche a valore del 26% rispetto al 2019 quando non c'era il Covid». Risorse in arrivo anche per l'agroalimentare: «I fondi europei devono essere il pilastro dei nuovi rapporti della filiera agroalimentare», assicura la titolare dell'Agricoltura, Teresa Bellanova. © RIPRODUZIONE RISERVATA ■ le proposte 1 Lavoro, ridurre il cuneo fiscale Investire sulle imprese virtuose che generano lavoro dignitoso, riducendo ulteriormente il cuneo fiscale che pesa circa il 10% in più della media Ocse 2 Stop allʼeccesso di burocrazia «Disboscamento» e riordino delle innumerevoli leggi vigenti. Un esempio su tutti è il Codice degli Appalti, la cui modifica deve essere fatta nel segno della semplificazione. 3 Debiti della Pa da regolarizzzare Sono stati fatti dei progressi, ma ammonta a oltre 50 miliardi di euro, lo stock dei debiti nei confronti delle imprese che continuano a fare da banca allo Stato. In alcune zone del Sud, i ritardi arrivano a 18 mesi. 4 Concludere riforma Terzo settore Va completata con la notifica a Bruxelles del nuovo regime fiscale. Adeguato stanziamento di risorse per il Servizio Civile universale che, con i suoi 50.000 volontari, rappresenta per i giovani una grande opportunità di crescita e di inserimento nel mondo del lavoro. Imprese green e startup soffrono meno la crisi 10,3 %Aumento delle start up innovative in 12 mesi. Crescita che non si è fermata durante il lockdown 1,6 milioni Il fabbisogno di lavoratori stimato entro il 2024 nel settore green. Circa il 60% del totale di occupati 80 %Le imprese export oriented che hanno una strategia anti-covid (stima al 60% per chi non esporta)

Foto: Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte (dx), con Maurizio Gardini, presidente Confcoop, durante l'assemblea