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30/01/2021

Ingegneria e architettura, il mercato resiste al Covid

ItaliaOggi

Il mercato dei servizi di ingegneria resiste alla pandemia. Nel 2020, infatti, gli importi complessivi dei bandi pubblicati dalle stazioni appaltanti sono stati di circa mezzo miliardo superiori rispetto al 2019. Ad attestarlo, il consueto rapporto elaborato dal Centro studi del Consiglio nazionale ingegneri diffuso ieri. «A dispetto della crisi determinata dal Covid-19», si legge nella nota del Cni, «il 2020 si è chiuso con un risultato importante per ciò che concerne le gare per servizi di ingegneria e architettura. Nonostante l'emergenza sanitaria e la chiusura o la limitazione per buona parte dell'anno di molte attività produttive, le stazioni appaltanti hanno pubblicato bandi di gara per un importo complessivo di oltre un miliardo e 600 mila euro destinato esclusivamente ai servizi di ingegneria (non sono compresi i costi dei lavori e delle opere). Parliamo di una cifra di circa mezzo miliardo di euro in più rispetto al 2019. I dati», continuano dal Cni, «assumono un signifi cato ancora più rilevante se si pensa che questo è il risultato migliore degli ultimi dieci anni, ottenuto per giunta in occasione di una congiuntura economica che, in base alle prime proiezioni, provocherà nel 2020 una contrazione del 9% del pil». Secondo quanto si legge nel report degli ingegneri, un peso determinante su questo exploit è ricoperto dai 201 accordi quadro che sono stati messi a gara nel 2020, per un importo a base d'asta complessivo superiore ai 500 milioni di euro, pari a circa il 31% di tutti gli importi destinati ai servizi di ingegneria nelle gare dell'anno in esame. «Per contro, se si escludono dal computo gli accordi quadro, i concorsi di idee e di progettazione e i bandi che prevedono anche l'esecuzione dei lavori e ci si limita ai soli bandi per servizi di ingegneria e architettura "tipici", la situazione non si rivela altrettanto rosea. Gli oltre 800 milioni di euro posti a base d'asta nel 2020 per questa tipologia di bandi, infatti, sono inferiori del 10,2% rispetto ai quasi 900 milioni del 2019, mettendo fi ne ad una serie positiva che durava da diversi anni». © Riproduzione riservata