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18/08/2020

Infrastrutture, l’Italia fa colpo

ItaliaOggi - Pagina a cura DI ANTONIO LONGO

I dati del barometro del team Strategy and Transactions EY: effetto moltiplicatore sul pil
Il 44% prevede di investire nei prossimi dodici mesi
Cresce l'appeal del settore delle infrastrutture in Italia agli occhi degli investitori stranieri. Il 44% di dirigenti senior di società, istituti finanziari e società di private equity che operano a livello internazionale nel settore delle infrastrutture prevede di investire nel Belpaese nei prossimi 12 mesi. A rilevarlo è l'Infrastructure Barometer curato dal team Strategy and Transactions di EY che, a seguito di specifi ca ricerca, ha valutato lo stato e la fi ducia degli investimenti nel settore delle infrastrutture. «Gli interventi sulle infrastrutture hanno un notevole effetto moltiplicatore, si stima che ogni euro speso si moltiplichi fi no a 2,5 volte in valore sul pil, pertanto gli investimenti nel settore sono considerati una delle leve chiave per la ripresa. Tuttavia, in Italia il settore risulta ancora parzialmente sottosviluppato: l'incidenza degli investimenti in infrastrutture sul pil in Italia è del 2,1% per gli investimenti pubblici e del 5,2% per quelli privati, rispetto alla media Ue che si attesta rispettivamente sul 3% e sul 7%», osserva Marco Daviddi, strategy and transactions managing partner di EY. Le novità che «attirano». A seguito dell'emergenza causata dal Covid-19 e del suo impatto sull'economia globale, si è registrata una crescente attenzione verso gli investimenti infrastrutturali, come leva chiave per la ripresa del pil in Italia, considerando anche il divario infrastrutturale esistente rispetto ad altri paesi dell'Ue. «Il settore infrastrutturale italiano è considerato un mercato chiave per i principali investitori istituzionali globali ed è reso attrattivo sia dal gap tra infrastrutture esistenti e infrastrutture necessarie sia dalle maggiori opportunità esistenti rispetto ad altri paesi con economie mature, dove un processo di consolidamento è già in atto da anni. In un contesto così favorevole, dove le diffi coltà sono rappresentate dall'incertezza politica e regolatoria ma le istituzioni sembrano lavorare nella giusta direzione, ci auguriamo che il paese riesca a cogliere appieno questa opportunità», commenta Andrea Scialpi, strategy and transactions partner di EY. Secondo gli analisti di EY, alcuni recenti eventi hanno contribuito ad attirare l'attenzione degli investitori internazionali. La cessazione della concessione Aspi, a seguito del crollo del ponte Morandi a Genova, ha innescato un contenzioso tra il governo e la società ma gli esperti ritengono che le recenti notizie riguardanti l'acquisizione della maggioranza di Aspi da parte di Cassa depositi e prestiti, che potrebbe potenzialmente risolvere il contenzioso, appaiono vantaggiose per tutti gli stakeholder. Inoltre, il consolidamento del settore edile, con l'investimento di Cassa depositi e prestiti nel Gruppo Webuild (già Salini Impregilo), nell'ambito del «Progetto Italia», potrebbe dar vita a un player italiano in grado di raggiungere una dimensione paragonabile ai concorrenti dell'Ue, divenendo maggiormente competitivo sul mercato internazionale. Infi ne, il Codice degli appalti, con l'introduzione delle nuove disposizioni normative previste dal decreto legge n. 76/2020 per accelerare la procedura di gara, rappresenta certamente un incentivo per gli investitori. I principali ostacoli. Per il 79% degli intervistati, le principali debolezze del settore derivano dalle incertezze politiche e normative del sistema Italia che limitano, in modo signifi cativo, gli investimenti in infrastrutture «greenfi eld», ossia gli investimenti effettuati all'estero per avviare, ex novo, un'attività produttiva. In tal senso, il 69% ha assegnato meno del 10% degli investimenti totali a iniziative greenfi eld. Il 68% ha dichiarato di temere i vincoli burocratici, il 36% i rischi legati alle controversie giudiziarie. Numeri alla mano, la qualità delle infrastrutture italiane è considerata, sostanzialmente, in linea con la media Ue nonostante alcune preoccupazioni riguardino, in particolare, i segmenti trasporti che per il 39% degli intervistati è al di sotto della media Ue, infrastrutture sociali che per il 40% del campione si colloca sotto la media Ue e partenariato pubblico - privato ritenuto per il 46% al di sotto della media Ue. I settori preferiti. Il 71% del campione coinvolto nell'indagine ha risposto affermativamente alla domanda se abbia investito o fornito fi nanziamenti al settore infrastrutturale italiano negli ultimi 4 anni. Dal punto di vista fi nanziario, il 32% degli investitori ha «scommesso» una cifra inferiore ai 20 milioni di euro, il 20% tra 20 e 50 milioni di euro, il 15% tra 50 e 100 milioni, il 20% tra 100 e 500, infi ne il 5% più di 500 milioni di euro. La maggior parte degli investitori è attratta da segmenti maturi, quali quelli nei settori autostrade (57%), ferrovie (54%) e fonti rinnovabili (75%), nonché nel settore ospedaliero (66%), in rapida ascesa anche a causa della recente emergenza. In particolare, negli ultimi dodici mesi, i soggetti intervistati hanno dichiarato di avere effettuato investimenti nei settori energia (36%), trasporti (27%), infrastrutture in partenariato pubblico - privato (13%), tmt - tecnologia, media e telecomunicazioni (13%), infrastrutture sociali (11%). Nel report si riporta anche il sentiment degli investitori su come l'emergenza Coronavirus possa infl uenzare la strategia di investimento in Italia: secondo gli esperti di EY, è probabile che la pandemia, che ha colpito l'Italia dalla fi ne di febbraio, sposti l'attenzione degli investitori verso settori più resilienti. Considerando i prossimi 12 mesi, rispetto all'anno precedente, l'aspettativa sul numero di iniziative greenfi eld in cui investiranno le aziende risulta in aumento per il 47% dei soggetti rispondenti, in diminuzione per il 27%, sostanzialmente stabile per il 25%. Ben l'89% del campione ha dichiarato che non ha alcuna volontà di dismettere neanche uno degli investimenti attualmente in essere nel settore italiano delle infrastrutture. © Riproduzione riservata

Le motivazioni degli investitori

Altro

Quali sono le ragioni principali per investire nel settore delle infrastrutture italiane?

Colmare il gap infrastrutturale

61%

Economia allargata nell'Eurozona

57%

Concorrenza limitata rispetto ad altri paesi europei

36%

Fondamenti solidi

34%

Alta qualità delle infrastrutture

23%

Hub logistico strategico

12%

5%