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26/05/2020

Infrastrutture, ecco le prime 25 opere che verranno sbloccate dall’esecutivo

Il Messaggero - U. Man.

IL FOCUS
PROCEDURE SEMPLIFICATE E SUPERVISIONE DI COMMISSARI AD HOC LA SPINTA AI CANTIERI DOVREBBE AVVIARSI LA PROSSIMA SETTIMANA
ROMA È pronto lo sblocco di 25 opere pubbliche. Con procedure semplificate e la supervisione di commissari ad hoc. Un progetto, quello della spinta alle infrastrutture, annunciato più volte dal governo e che, salvo ulteriori rinvii, dovrebbe prendere corpo la prossima settimana. Non è chiaro se questa semplificazione (verrebbero saltati i passaggi al Cipe e alla Corte dei conti che di solito impiegano 2 anni in media per dare l'ok), possa essere la regola generale, come chiedono i 5Stelle. Il vice ministro Giancarlo Cancelleri, che ha pronta una proposta di legge in materia, ha in mente un piano per velocizzare le procedure di tutto il sistema infrastrutturale con una corsia preferenziale per almeno 3 anni, sul modello del ponte di Genova. Il Pd invece va con i piedi di piombo e chiede prudenza per evitare possibili infiltrazioni mafiose. Le deroghe al codice degli appalti devono essere limitate, circoscritte a pochi casi, mentre l'obiettivo finale deve essere un altro. Sia la ministra Paola De Micheli che il Pd ritengono che debbano essere le procedure normali ad essere cambiate, per consentire il via libera ad un opera pubblica "standard" negli stessi tempi del Ponte di Genova. Come dire che l'iter "emergenziale" deve diventare la normalità, garantendo tutti i controlli, da quello anti mafia alle verifiche sull'impatto ambientale. Probabilmente alla fine della discussione all'interno del governo si arriverà ad una soluzione di compromesso. Ci sarà una corsia preferenziale per dare subito uno choc e una "normale" più lenta ma che diventerà la procedura stardard, sfrondando tanti passaggi burocratici. L'ITER Del resto il premier ha parlato chiaro: «Si può considerare per un campione specifico di opere il ricorso a iter autorizzativi semplificati, con tutti i presidi, con tutti i controlli più rigorosi del caso». L'obiettivo del governo è evidente. C'è l'urgenza - fanno capire da Palazzo Chigi - di riattivare il motore degli investimenti pubblici, con un'agenda pubblica in grado di predisporre un ambiente normativo ed economico quanto più favorevole. Insomma, la strada sembra tracciata, il modello di riferimento è invece incerto. Ed è in queste settimane che si cercherà di trovare un compromesso tra il fronte più aperturista e quello che invita alla cautela. Del resto quello incarnato da Genova - ha spiegato più volte la ministra - è un esempio di ricostruzione, ma «è del tutto evidente che è legato a circostanze particolari». La gara fu ristretta a pochi partecipanti, non ci fu la valutazione d'impatto ambientale, il controllo della Corte dei Conti. Al Mit stanno lavorando da mesi sul fronte delle nuove opere e su una significativa semplificazione di tutto il percorso: dalle autorizzazioni al collaudo, sul modello Ue. E, sopratutto, si punta a sbloccare le opere che sono già state finanziate. Ma di quali si tratta? La De Micheli ha individuato 25 opere da commissariare. Prioritarie per il loro impatto sociale ed economico sui singoli territori. Si tratta di opere che per la loro complessità hanno vissuto dei rallentamenti, degli intoppi procedurali. Ora, dopo un grande lavoro di analisi, alcune di esse sono state accorpate, ma per farle ripartire servirà la nomina di 12 commissari. Tra loro, per dare impulso a quelle stradali e ferroviarie, ci dovrebbero essere gli ad di Rfi e Anas, anche se i due top manager non godono del favore di tutta la maggioranza. Non si parte comunque da zero. Negli ultimi cinque mesi la De Micheli ha avviato opere per più di cinque miliardi. Il programma, che verrà accelerato dal decreto, prevede nei prossimi sei mesi lo sblocco di opere per ulteriori sei miliardi. «Vogliamo farlo semplificando le procedure, ma senza mai derogare alla tutela dei lavoratori e alle norme antimafia», dicono dal Mit. Riuscire ad investire a qui a fine anno un miliardo al mese sarebbe un risultato eccezionale, con quello che ne consegue sul fronte occupazionale. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Foto: Paola De Micheli