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21/09/2021

Infrastrutture e trasporti per disegnare il futuro

La Nuova Sardegna - di Roberto Petretto

Le reazioni alle parole del ministro Giorgetti e del presidente Solinas Politica, sindacati e imprese si confrontano sui temi dello sviluppo le scelte per l'isola le opinioni
di Roberto PetrettowSASSARITanti argomenti sotto la lente d'ingrandimento, tanti temi importanti sui quali si gioca il futuro dell'isola: sono giorni, settimane, mesi decisivi per le scelte che indirizzeranno (o affosseranno, in caso di errori) lo sviluppo della Sardegna. Durante l'ultima giornata dei festeggiamenti per i 130 anni de La Nuova Sardegna su alcuni di questi temi si sono confrontati attori importanti di questo scenario. Persone a cui sono affidate scelte decisive.Su tutti il ministro dello Sviluppo economico, il leghista Giancarlo Giorgetti, e il presidente della Regione, Christian Solinas. Infrastrutture, energia, continuità territoriale: tre temi sui quali sono state date indicazioni che stimolano il dibattito. Come sono state accolte? Per il capogruppo del Pd in consiglio regionale, Gianfranco Ganau: «il presidente Solinas esprime buoni principi» che però si scontrano con una realtà differente: «Come si può pensare che il Governo possa finanziare la rete ferroviaria a alta velocità se non sono state avanzate delle proposte ufficiali? - attacca Ganau -. E questo è il tema più clamoroso. Per il resto si tratta di rivendicazioni di cose già in itinere, a cominciare dalla riforma sanitaria bloccata dopo il pasticcio che ha costretto il Governo a impugnare la legge e che a un anno di distanza non è ancora operativa».Sulla continuità territoriale difficile non essere d'accordo sui limiti del sistema attuale: «La continuità territoriale è la partita che giochiamo da una vita - continua Ganau -. Che la Sardegna abbia i titoli per rivendicare una continuità vera, non è in discussione, ma bisogna avere la forza per esonerare l'isola da norme che impediscono di avere questa continuità vera. La partita si gioca in Europa, serve un impegno del governo». Il bando spezzatino non piace a nessuno: «Il bando unico è la conditio sine qua non per avere un'effettiva continuità, scorporare linee e metterle in gara separatamente è stato un errore».Si cambia parte politica e si cambia prospettiva: «Parlare di tv digitale mi sembra riduttivo. Ci interessa poco, ci sono altre cose più importanti. Ben venga la tv, ma non è una priorità - dice Franco Mula, capogruppo del Psd'Az in consiglio regionale -. C'è la continuità territoriale, ad esempio, che continua a vivere momenti di stallo totale. Mi struzzica molto, invece, l'idea, rilanciata dal ministro, di poter affidare la gestione della continuità marittima alla Regione. Anche la vecchia idea della flotta sarda potrebbe tornare attuale. E poi bisogna inserire la vertenza Air Italy in ambito nazionale».Mula spinge molto sulle infrastrutture: «Non permetteremo che Nuoro resti esclusa dal discorso sull'alta velocità. Sulla linea Macomer-Olbia, che permetterebbe a tutta l'area del nuorese di non restare ai margini, c'è già una progettazione importante, ben definita. Eppure non se ne parla più. L'argomento deve essere riportato all'attenzione del governo nazionale e regionale, tagliare fuori il Nuorese è deleterio». Infine i costi dell'energia: «È vergognoso - dice Mula - che gli imprenditori debbano pagare il prezzo dell'energia al triplo di quello che pagano i loro colleghi della penisola. Ci dicano cosa dobbiamo fare, non si capisce quale sia la prospettiva per questa terra. Il Governo dovrebbe fare chiarezza. Il ministro Giorgetti è persona capace, chissa che non sia la volta buona».Sui temi toccati da Giorgetti e Solinas la Cgil sarda porta avanti da tempo diverse battaglie: «Tralasciando il ritardo in cui Governo nazionale e regionale si sono mossi per risolvere il problema della continuità territoriale aerea e marittima, è necessario focalizzare alcuni importanti aspetti - dice il segretario della Filt Cgil, Arnaldo Boeddu -. La soluzione trovata è una soluzione ponte e per quanto riguarda la continuità territoriale marittima dovremmo aspettare sei mesi entro i quali si spera che il bando di gara, i cui contenuti non vengono portati all'attenzione di nessuno, si possa assegnare ad un armatore».Il bando spezzatino per la continuità marittima non piace neppure al sindacato: «Una questione è stata chiarita ed un mea culpa è stato fatto anche dal ministro Giorgetti quando anche lui ammette l'errore di aver predisposto più bandi gare per l'assegnazione delle tratte in continuità territoriale marittima. Se solo avesse ascoltato per tempo i moniti lanciati da noi, adesso ci troveremmo una diversa e ben migliore situazione. Abbiamo sempre detto che con lo spacchettamento delle gare ci sarebbero state tratte per le quali nessun armatore avrebbe partecipato».Sulla continuità aerea Boeddu ricorda che si ha solo la certezza che i collegamenti con Roma e Milano non saranno interrotti dal 14 di ottobre, data di chiusura dell'ex compagnia di bandiera Alitalia. «Non passa settimana che la Regione non cambi idea su come risolvere i problemi legati ai collegamenti aerei verso la penisola. È sotto gli occhi di tutti cosa è accaduto in oltre due anni e mezzo di governo, il nulla assoluto. A dicembre, solo per dirne una, terminerà la cassa integrazione per i 1.400 lavoratori di AirItaly ed entro tale data altrettante famiglie rischiano di trovarsi senza reddito».Anche Maurizio De Pascale, presidente di Confindustria Sardegna, vede alcuni aspetti positivi nelle parole di ministro e presidente, ma rimane fondamentalmente scettico o quantomeno prudente: «Sul bando per la continuità marittima speriamo che tutto avvenga con grande velocità. Ma sottolineo un aspetto: da quanti anni ne parliamo? Almeno 15? Forse di più. Sono passate almeno tre giunte, nulla è successo. E poi serve un bando duraturo per la continuità aerea per i prossimi anni».Sull'energia la posizione di Confindustria è nota: «Il futuro certamente non è dei prodotti che provocano emissioni di Co2, non del carbone. Sarà l'elettrico? Sarà l'idrogeno green? Ma questo modello richiede un'impiego di superfici enorme per impianti eolici e fotovoltaici e la Sardegna su questo ha già detto no. Le rinnovabili vanno destinate all'autoconsumo, non ci deve essere spazio per i campi speculativi oltre che fotovoltaici. Per l'idrogeno è troppo presto, tanto che si ritorna a parlare di nucleare. Abbiamo una certezza: i sardi non possono più aspettare il metano o il Gnl. Per troppi anni siamo stati penalizzati, abbiamo perso competitività. Se non vengono realizzate le infrastrutture già autorizzate, il nostro rilancio non sarà più possibile e la società sarda ne patirebbe in modo irrecuperabile».Infine le infrastrutture: «Il commissariamento lo abbiamo chiesto da tempo e perciò siamo assolutamente d'accordo. Ma la Regione deve dotarsi immediatamente di uno staff commissariale tecnico-amministrativo-legale».