scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
24/04/2021

Infrastrutture e mobilità in pole per i finanziamenti

La Gazzetta Del Mezzogiorno

Sei missioni del Piano, accompagnate da due riforme strutturali
l ROMA. Il 10% del piano europeo, circa 70 miliardi di euro, andrà in investimenti in infrastrutture green, economia circolare e mobilità sostenibile solo in Italia», spiega Draghi. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza ammonta complessivamente a 221,5 miliardi, di cui 191,5 riferibili al Recovery fund e 30 miliardi di fondo complementare. È quanto emerge dalle tabelle inserite nel documento che il Cdm dovrebbe esaminare. Sei le missioni: digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura, con 42,5 miliardi; rivoluzione verde e transizione ecologica con 57 miliardi; infrastrutture per la mobilità sostenibile con 25,3 mld; istruzione e ricerca con 31,9 mld; inclusione e coesione con 19,1 mld; salute con 15,6 mld. Nel 2026 il Pil sarà di 3 punti percentuali più alto grazie agli interventi previsti. La crescita media del Pil tra il 2022 e il 2026 sarà di 1,4 punti più alta rispetto al periodo 2015-2019. Viene indicato l'obiettivo di incrementare la produttività attraverso innovazione, digitalizzazione, investimenti in capitale umano. Le sei missioni del Piano nazionale di ripresa e resilienza saranno accompagnate anche da due riforme strutturali della giustizia e della Pubblica amministrazione, prevede una bozza elaborata in vista del Consiglio dei ministri. Nella bozza vengono citate altre riforme giudicate «abilitanti», come le semplificazioni per la concessione di permessi e autorizzazioni e interventi sul codice degli appalti. Il governo pensa anche a «riforme settoriali specifiche come nuove regole per la produzione di rinnovabili e interventi sul contratto di programma per le Ferrovie». La quota più alta dei 30 miliardi del fondo «extra» Recovery andrebbero a rimpinguare la missione «Rivoluzione green e transizione ecologica»: al green, secondo quanto si legge nella bozza, andrebbero quasi 12 miliardi, (11,65) di cui 8,25 per il Superbonus. Le cifre sono ancora oggetti di limature. Altri 6,13 miliardi spetterebbero rispettivamente a digitale e mobilità (dalla banda larga e il 5G che prendono 1,4 miliardi a un sistema di monitoraggio da remoto di ponti, tunnel e viadotti che guadagna 1,15 miliardi), 3,25 miliardi andrebbero a progetti legati alla missione «Inclusione e Coesione». Confermati 19,72 miliardi per la sanità. In totale sarebbero previsti 15,62 miliardi nel Pnrr, più 1,71 miliardi di React Eu, più 2,39 miliardi nel fondo complementare. Crescono le risorse per l'istruzione e la ricerca. È quanto emerge da un confronto tra le cifre della precedente bozza del Pnrr e la nuova tabella, distribuita ai ministri. Nel precedente Pnrr, del valore complessivo di 210,9 mld, le risorse per l'istruzione ammontavano a 26,66 miliardi. Nella nuova bozza, all'istruzione vanno invece 31,9 miliardi, di cui 24,1 miliardi per nuovi progetti e 7,7 miliardi per progetti in essere. Uno schema molto articolato, che conferma 6 missioni e 16 componenti per il Recovery Plan: . A differenza della vecchia bozza vengono individuati 39 assi su cui sviluppare gli interventi, che a loro volta si suddividono in 135 investimenti e 7 riforme. Tra queste 3 riguardano la pubblica amministrazione (trasformazione, accesso e competenze), poi c'è la riforma del sistema della proprietà industriale, quella della formazione obbligatoria per la scuola, le politiche attive del lavoro e la riforma della medicina territoriale. [ag.]