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09/08/2019

«Infrastrutture al nord la Sicilia resta a guardare»

La Sicilia

Appare singolare il grido di dolore del governatore della Lombardia Fontana quando sul Corriere della Sera del 12 luglio tuona a grandi lettere: " Schiaffo voluto al nostro popolo, ora ci spieghino noi reagiremo " . Alcuni giorni prima il dottor Zermo sulla rubrica " Linea d ' orizzonte " che conduce sul rinnovato, migliorato nostro quotidiano, così ha esordito " Opere per 20 miliardi, ovviamente solto al Nord " . Quali siano queste opere incluse nel cronoprogramma del governo le avete viste tutte visualizzate su varie cartine d ' Italia, segnate da un insieme di linee la cui percorrenza non andava più giù della Campania. Una vera pena la fotografia proposta dal ministero delle Infrastrutture sui social sullo stato delle infrastrutture in Italia con la Rete, ferroviaria e autostradale dell ' alta velocità che si interrompe inspiegabilmente; difficile da spiegare nelle scuole e in ogni altro contesto senza vergognarsene. La considerazione fatta dal dott. Zermo su quell ' articolo è quanto mai chiara: " Forse non vogliono fare l ' alta velocità fino a Reggio Calabria per evitare di dover realizzare poi il ponte sullo Stretto come inevitabile conseguenza? Costerebbe 8 miliardi, sempre meno di quello che si sta spendendo per le infrastrutture al Nord. Gli oppositori del ponte con il ministro Toninelli in testa non sanno del danno che i produttori siciliani e quelli del Sud subiscono da sempre a causa dell ' interru zione del traffico a Messina e nel dover imbarcare il treno sui traghetti delle Ferrovie dello Stato, il convoglio non può superare i 450 metri, nel resto d ' Italia i convogli possono essere lunghi fino a 1500 metri con un rapido trasporto di passeggeri e merci. Insomma Zermo considera amaramente che i siciliani sono e restano per questo governo una fastidiosa appendice. Il Ponte sullo Stretto non interessa neanche il professor Vaccaro che su " La Sicilia " del 28 luglio u.s ne " La Sicilia a due velocità " lo ha snobbato individuando nella eccessiva burocratizzazione il male principale di una Sicilia la cui micro economia (da turismo ed export in primo luogo), suoi dati alla mano, cresce nonostante tutto. Le opinioni tutte a maggior ragione se autorevoli e documentate, vanno rispettate. Osservo però che la burocratizzazione investe la Sicilia non meno che l ' intero Paese anche per effetto della riforma della legge sugli appalti e dell ' opera dell ' Anac, meritoria certo per la propensione corruttiva dell ' Italia ma sicuramente da snellire. L ' economia siciliana delle micro imprese operanti nel turismo e nell ' export non può competere con il mondo globalizzato. E poi il ponte sullo Stretto, alla luce dei recenti risultati del si al Tav, non vorrei che rimanesse l ' unica opera inutile e dannosa per i soliti infondati motivi. Infondati perché chi li sostiene non ha prodotto sinora alcun risultato economico apprezzabile. La verità, che non sfugge più ai siciliani già rassegnati o indifferenti, è che l ' opera è quanto mai necessaria per l ' effetto volano che procurerebbe all ' ammodernamento di tutte le infrastrutture collegate, porti autostrade e ferrovie siciliane e l ' in vestimento, importante e atteso, è l ' unica cosa che invertirebbe la realtà di miseria e abbandono in cui vorrebbero relegarci. Ci vuole il coraggio dei siciliani onesti e fieri che chiedono per ottenere, senza coppola in mano. S ALVATORE BASILE