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10/10/2020

Infetti a oltre quota 100, il 64% da fuori Test rapidi in cantiere e rinforzi al San Polo

Il Piccolo di Trieste - Tiziana Carpinelli

Cisint: «Crescono le trasmissioni, ma solo 3 ricoverati e non in Terapia intensiva». Poggiana: «Non siamo all'anno zero» epidemia in città
Tiziana CarpinelliLo sguardo è oltre, perché di strada, dal lockdown, ne è stata fatta. Anche in termini di piani d'azione. Ma non è un caso se ieri, dopo la cattiva notizia delle 100 positività a Monfalcone, frattanto salite a 103, con indice 8 di incidenza sulla popolazione (persone in quarantena e positive ogni mille abitanti), dato della Protezione civile regionale aggiornato a mercoledì sera, il sindaco Anna Cisint è tornata dietro lo schermo per aggiornare i cittadini sull'andamento del coronavirus. Dall'inizio della pandemia 154 i contagi riscontrati, di cui 49 poi evolutisi in guarigione, due decessi e 114 quarantene. Ma di questi soggetti infettati «solo il 36% è italiano, cioè 55 persone», la rimanente parte straniera («35 cittadini dell'Est, 63 bengalesi»). Si precisa che Cisint ha riportato il dato fornitole di 153 casi, ma sul sito regionale ne figurano 154. Al di là delle cifre nella diretta social, pur ammettendo che il Covid-19 a Monfalcone «ha avuto una crescita importante», il sindaco ha comunicato anche delle novità, a partire dalla «possibilità di Fincantieri di fare direttamente, in modo molto veloce, i test in fabbrica, laddove se ne ravvisi l'esigenza». Insomma, tamponi rapidi, un po' il modello della Barcolana. È in effetti un passaggio che si inserisce nel protocollo siglato a inizio ottobre da Confindustria con la Regione dove, in questo specifico aspetto, Fincantieri avrà un ruolo di azienda-pilota. Alla base, attraverso il medico di fabbrica, un'azione di sensibilizzazione attiva verso i dipendenti, con cadenza settimanale, anche attraverso questionari, per far sì che siano comunicate eventuali situazioni di rischio infettivo. Non solo. Cisint ha annunciato anche un rafforzamento di organico, con una figura in più dedicata dopo un periodo di formazione, per il Dipartimento della prevenzione, specificatamente nella risposta, via mail o telefono, a quesiti e richieste di appuntamento per i test da parte dei cittadini. Un aspetto, quello delle difficoltà di comunicazione, nei giorni scorsi denunciato anche dal Tribunale per i diritti del malato, i cui volontari segnalavano l'aumento di afflussi di persone al Pronto soccorso che, in assenza di informazioni, si rivolgevano appunto direttamente al presidio di via Galvani. San Polo dunque "attenzionato" dall'ente: «Entro la prossima settimana - sempre Cisint - arriverà anche la copertura esterna per offrire un riparo, in caso di intemperie, alle persone in attesa di essere sottoposte al tampone nasofaringeo». Pur consapevole della corsa dei contagi, Cisint ha però sottolineato come, nei casi locali, risultino solo «tre ospedalizzazioni e nessun paziente è in Terapia intensiva». Del resto, che non stiamo all'anno zero lo ha chiarito pure il dg Antonio Poggiana («L'azienda è fortemente impegnata ad arginare e contrastare il Covid-19». Quando c'era il lockdown le trasmissioni risultavano numericamente inferiori, ma le Terapie intensive erano full. Non è più così, in Fvg. Nel frattempo sono stati varati piani "difensivi", è entrata in gioco la Prevenzione che attraverso tracciamenti, frequenza di tamponature e isolamenti domiciliari stronca i focolai impedendo che l'infezione prenda il sopravvento. Oltretutto, stando a Cisint, i numeri crescenti a Monfalcone sono «soprattutto legati a situazioni lavorative», con svariate aziende operative attraverso appalti e subappalti che si avvalgono di manodopera straniera, ma grazie ai protocolli siglati chi «arriva da fuori è sottoposto a quarantena». «Un aspetto importante che mi ha tranquillizzato», ha commentato nella diretta il sindaco, esprimendo apprezzamento per i controlli svolti dall'azienda sanitaria e la rapidità di intervento attraverso i test, ripetuti. Stando a Cisint «Monfalcone ha patito anche la situazione di lavoratori positivi qui residenti, ma operativi a Marghera», in altro cantiere, dove la situazione forse è diversa, «mentre qui è gestita bene». Quanto alla componente "estera" dei casi «visto il numero così importante di bengalesi infetti, 63, cercheremo di coinvolgere i referenti della comunità affinché le comunicazioni tra Asugi e cittadini siano efficaci». -© RIPRODUZIONE RISERVATA