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03/08/2021

Inerti da smaltire, una cultura da cambiare

La Provincia di Sondrio

Da un lato la possibilità di ampliare gli impianti, ma si punta sul loro riutilizzo
La possibilità di ampliamento degli impianti di smaltimento dei rifiuti edili, ma soprattutto la necessità di una campagna informativa per sensibilizzare le imprese sul fatto che il materiale recuperato è una risorsa da valorizzare e da riutilizzare.

Questi i punti cardine del documento che il prefetto di Sondrio, Salvatore Pasquariello, ha inviato nei giorni scorsi a sindaci, segretari comunali, responsabili unici di provvedimento e responsabili delle stazioni appaltanti presso la Provincia, i Comuni, le Comunità montane, le unioni di Comuni e gli uffici periferici statali.

Ma anche ai presidenti degli Ordini e dei Collegi professionali (ingegneri, architetti, geologici e geometri), agli istituti bancari, alle associazioni categoria e alle organizzazioni sindacali. Un documento nel quale sono state riassunte o le prime indicazioni scaturite il 9 luglio dalla riunione del gruppo di lavoro per affrontare il problema del conferimento degli scarti di edilizia in Valtellina e Valchiavenna.

«Le associazioni di categoria presenti si sono impegnate a contattare i propri associati ed informarli sulle possibilità di ampliamento degli impianti esistenti - spiegano dalla Prefettura -. Quanto agli impianti mobili, la situazione attuale è di 9 impianti autorizzati dalla Provincia, più un'istruttoria in corso; gli impianti mobili non rappresentano una soluzione, anche perché sono ingombranti, rumorosi, logisticamente difficili da gestire, utili solo per grossi cantieri stradali, ma nel piccolo cantiere trovano scarsa applicazione a causa di presupposti tecnici-operativi non attuabili».

Importante, poi, il tema della sensibilizzazione di imprese e e professionisti. «Sul riutilizzo dei materiali - si legge infatti nella nota della Prefettura - è necessario che istituzioni e associazioni effettuino una campagna informativa per far meglio capire alle imprese e ai professionisti che il materiale recuperato è una risorsa. Esistono degli obblighi disattesi in merito al materiale che potrebbe essere riutilizzato nelle opere pubbliche e private».

«La normativa sugli appalti pubblici già in parte lo prevede, ma viene disattesa, in quanto è consuetudine del privato non utilizzare materiale riciclato. È necessario che le associazioni di categoria comunichino agli associati che il materiale "in uscita" dagli impianti, ovvero la materia prima secondaria (mps) dovrà essere qualitativamente riutilizzabile, dato che spesso la mps che viene prodotta è qualitativamente scadente e quindi scarsamente utilizzata.

L'edilizia è cambiata in questi anni, considerato che i lavori sono incentrati maggiormente nelle ristrutturazioni piuttosto che nelle nuove edificazioni e ciò comporta maggior produzione di scarti e rifiuti da lavorazione. E nel futuro la tendenza sarà sempre più orientata alla manutenzione e alla ristrutturazione».

La nota è stata trasmessa anche ai presidenti e agli amministratori e consiglieri delegati degli istituti bancari aventi sede nella provincia, per renderli maggiormente edotti della problematica cosicché le banche possano più efficacemente venire incontro alle esigenze delle imprese.

Nella riunione si è deciso, a seguito del sequestro degli impianti della BetonValtellina, di costituire una task force per trovare delle soluzioni, tra le quali potrebbe esserci la regolarizzazione degli impianti, ma anche l'individuazione di nuovi punti di raccolta. Nel vertice si è discusso dei problemi relativi allo smaltimento degli inerti a seguito del fermo dell'impianto della BetonValtellina, che assorbiva una parte dell'utenza.

«Si è discusso di come contemperare le esigenze della magistratura inquirente con quelle delle imprese edili locali che si sono trovate a fruire di ristrette disponibilità di impianti idonei per lo smaltimento/trattamento dei rifiuti derivanti dalle lavorazioni - avevano spiegato dalla Prefettura -. La problematica assume una dimensione ancor maggiore sia in prospettiva dell'avvio dei cantieri per la realizzazione della tangenziale di Tirano, sia dei lavori connessi al bonus ristrutturazioni 110%, o collegati alle Olimpiadi 2026 e ai prossimi finanziamenti europei.

C'è il rischio che si producano, di fatto, serie difficoltà per l'attività delle imprese che operano nel settore dell'edilizia e di quelle della filiera ad esso collegata». Dopo aver preso atto del funzionamento di altri 15 impianti di smaltimento/trattamento degli inerti presenti sul territorio, che consentiranno alle imprese edili locali di conferire parte dei rifiuti prodotti dalle lavorazioni, si è deciso di costituire un gruppo tecnico di lavoro com tecnici della Regione, della Provincia, dei carabinieri - Gruppo forestale, dell'Arpa Lombardia, di Confartigianato Imprese, di Ance Lecco-Sondrio e di Secam.