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28/02/2020

Indotto geotermico imprese in rete Costituito Riag per avere più voce

Il Tirreno - Giorgio Piglia

Dalle commesse legate ad Enel agli appalti pubblici Il presidente Giannoni: «La politica deve dare un segnale» economia
Monteverdi. Nuove aziende si iscrivono alla Rete delle imprese dell'indotto geotermico dell'area tradizionale: dal nucleo iniziale si sta raggiungendo le quaranta sigle imprenditoriali. Operano in settori diversi: edilizia, carpenteria metallica, facchinaggio, pulizie civili e industriali, meccanica, movimento di terra, ambiente, servizi alla persona, assicurazioni, trasporti. E danno lavoro a oltre 1.500 persone. La crescita delle adesioni è un segnale di validità dell'iniziativa, ma al tempo stesso è la cartina di tornasole delle difficoltà crescenti dell'indotto a garantire lavoro e occupazione nelle province in cui opera (Pisa, Siena e Grosseto esclusa l'Amiata). La crisi morde e obbliga a cercare unità d'azione: principalmente verso l'Enel che ha frenato sugli investimenti in attesa che il governo ripristini gli incentivi alla geotermia, ma anche perché si avvicina il rinnovo delle concessioni regionali; e verso i Comuni e le Province, che le nuove norme sugli appalti spingono a indire gare sempre più allargate al territorio nazionale. Con il risultato - e il caso è frequente - che un'impresa con sede lontana vince la gara ma trova più conveniente subappaltare e non trasferire qui i propri dipendenti e i propri mezzi: di solito aumentano i costi e i tempi di esecuzione si allungano. Torniamo alla Rete. Cresciute di numero, le imprese dell'indotto hanno deciso di darsi anche una struttura ufficiale. Così nei giorni scorsi, presso il notaio Glen Polesello di Pomarance, con l'assistenza dell'avvocato Elisabetta Visci è stata fondata la Rete imprese area geotermica (Riag) con tanto di statuto, quote di adesione, incarichi operativi: Carlo Giannoni, ex sindaco di Monteverdi e rappresentate della Rete nei suoi primi passi, è stato nominato presidente. Al suo fianco un comitato di gestione formato da imprenditori: Nicola Simoncini vicepresidente, componenti Renzo Amidei, Davide Biondi, Stefano Brunetti, Claudio Conti e Alessandra Piazzi. «L'idea dei promotori - riferisce una nota stampa - nasce dall'attaccamento a questa terra, in cui sono nati e cresciuti, e attraverso la Rete si propongono di valorizzare e pubblicizzare il territorio in un'ottica di crescita delle opportunità di relazioni e di business». Sottolineata la gravità della crisi, accentuata dalle probabili conseguenze del coronavirus «gli imprenditori hanno ritenuto necessario aumentare il proprio impegno per cercare di arginare le difficoltà del momento, mantenere e addirittura aumentare gli attuali livelli occupazionali della zona». Il presidente Giannoni chiede un segnale alla politica «partendo da quella locale e tramite le tre Province, per arrivare alla Regione e tutti insieme portare la nostra voce a Roma». In altre parole: sollecitare Enel ai massimi livelli. «Occorrono soluzioni mirate - aggiunge - realizzate da una politica che metta cuore, sentimenti, attaccamento e voglia di interessarsi al nostro territorio». Sono previsti incontri con sindacati, organizzazioni degli imprenditori, esponenti politici di tutte le aree. A giorni anche una riunione con l'equivalente della Riag dell'Amiata, pure da poco fondata. E intanto si apprezza la proposta anticrisi avanzata da un vecchio leader Pd dell'Alta Val di Cecina, Loriano Fidanzi, per il rilancio delle Nuove officine di Larderello: negli anni d'oro erano un crogiuolo di professionalità e di lavoro qualificato al servizio delle attività industriali non solo della zona. --Giorgio Piglia