scarica l'app Telemat
MENU
Chiudi
19/03/2021

Indagati per corruzione e turbativa ex dirigente comunale e 4 imprenditori

Il Tirreno - Massimo Donati

Nel mirino 39 appalti: sequestro preventivo di 215mila euro al termine degli accertamenti di carabinieri, polizia e finanza l'inchiesta
Massimo Donatiserravalle. Corruzione e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente: sono i reati contestati all'ex dirigente dell'ufficio tecnico del Comune di Serravalle e a quattro imprenditori edili pistoiesi che avrebbero beneficiato, fra il 2011 e il 2017, dei suoi favori nell'affidamento di decine lavori per opere pubbliche: in tutto 39 quelle nel mirino degli investigatori.Ieri, al culmine dell'inchiesta portata avanti dalla procura di Pistoia, è scattata la misura cautelare del sequestro preventivo ai fini della confisca, eseguita da polizia, carabinieri e guardia di finanza di Pistoia, che avevano partecipato congiuntamente alle indagini.Complessivamente il sequestro ha riguardato beni, mobili e immobili per poco meno di 215mila euro, una cifra ritenuta dagli inquirenti equivalente al profitto realizzato, grazie alla contestata corruzione, dagli imprenditori e dall'ex dirigente comunale: Gaetano Pollerone, 65 anni, funzionario comunale in pensione, all'epoca dei fatti responsabile dell'area tecnica; Filippo Scannella, 62 anni, di Pistoia, all'epoca dei fatti titolare, socio amministratore o gestore di fatto di cinque imprese edili; Maurizio Pitzalis, 47 anni, di Monsummano, e Mario Pitzalis, 74, di Agliana, allora amministratori di fatto della Storedil srl; e Cesare Scannella, 51 anni, di Pistoia, indagato unicamente per un appalto, quello relativo alla scuola di Montaletto, del 2015.La richiesta di sequestro della procura, accolta dal gip del tribunale, è il risultato di due distinti filoni di indagine nati autonomamente e poi riuniti in un unico fascicolo: da una parte quello dei carabinieri di Serravalle e di Pistoia, dall'altra quello dei poliziotti della digos della questura. Entrambi scaturiti dai sospetti sorti dalle anomalie riscontrate negli appalti del Comune di Serravalle per lo svolgimento di lavori pubblici tutti per importi medio-bassi. E accomunati dal fatto che era stato l'ingegner Gaetano Pollerone ad adottare le determine di affidamento, sempre in favore di un ristretto numero di ditte, ricorrendo ampiamente alla procedura dell'affidamento diretto e a quella dell'urgenza e della somma urgenza, apponendo, secondo gli investigatori, motivazioni del tutto insufficienti e, aggirando, di fatto, il rispetto del principio di rotazione degli inviti e degli affidamenti previsto dal codice degli appalti.Fatto sta che il dirigente, in occasione dell'affidamento dei lavori agli imprenditori poi indagati, aveva richiesto ben 57 volte su 60 un'unica offerta. Come accennato, sono 39 gli affidamenti in cui la procura ha ravvisato gli estremi dei reati contestati, per un importo complessivo di oltre 487mila euro. Tra gli altri, nel 2011, quello per la realizzazione di nuovi ossari e lavori di manutenzione straordinaria al cimitero di Casalguidi (59mila euro), nonché quello per la messa in sicurezza del solaio dei loculi nell'ala nord dello stesso cimitero (25mila). Nel 2014, ad esempio, gli interventi di somma urgenza in via Bucigattoli, in seguito all'alluvione di quell'anno (14mila euro); oppure la messa in sicurezza di via Rosario, aggiudicata con la procedura della somma urgenza per 15mila euro. E ancora, nel 2015, i lavori al tetto della villa Montaletto, danneggiato da un nubifragio (41.156 euro), nonché la sostituzione della recinzione del campo sportivo vecchio di via Matteotti (18mila).Nel 2017, tra i lavori principali, il ripristino di un tratto di via Valenta, a Castellina di Serravalle (14mila euro) e la realizzazione di nuovi ossarini al cimitero di Casalguidi (30mila).Un appalto, quest'ultimo, che aveva particolarmente attirato l'attenzione degli investigatori - e anche, a suo tempo, dei colleghi degli uffici comunali - in quanto Pollerone aveva scorporato (illegittimamente, secondo l'accusa) tale opera dall'appalto complessivo per l'ampliamento del cimitero, che rientrava nel programma di opere pubbliche del Comune di Serravalle. Fatto sta che per la realizzazione dei loculi fu indetta una gara pubblica, mentre la realizzazione degli ossarietti fu affidata con procedura diretta. Secondo la procura, i riscontri patrimoniali effettuati in seguito dalla guardia di finanza di Pistoia avrebbero poi confermato l'impianto accusatorio. --© RIPRODUZIONE RISERVATA