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29/01/2021

Indagati anche Tagliani e Modonesi Colpa di una sponsorizzazione al Palio

La Nuova Ferrara - Daniele Predieri

Inchiesta prorogata di altri sei mesi e negli elenchi anche i nomi degli ex, sindaco ed assessore: atto dovuto per la procura
Daniele PredieriAnche l'ex sindaco Tiziano Tagliani e l'ex assessore nonché candidato sindaco e attuale consigliere comunale Pd, Aldo Modonesi, compaiono tra i 14 indagati dell'inchiesta sulle presunte tangenti ed affari sporchi di Ferrara Fiere, in corso ormai da oltre due anni da parte di Procura, Finanza e Carabinieri. Una indagine che ruota attorno all'appalto da 5 milioni di euro per la ristrutturazione post-sisma dei padiglioni della Fiera e che secondo le ipotesi d'accusa era stato truccato e "gonfiato" per le spese, e per altre vicende legate alle forniture degli stand e alle attività della Fiera. Tutti gli indagatiL'inchiesta vede al momento indagati, a vario titolo, per i reati corruzione, concussione, peculato, abuso d'ufficio, truffa, falsi, turbativa d'asta, gli ex dirigenti Fiera (i due ex presidenti Nicola Zanardi e Filippo Parisini); quindi i tecnici legati all'appalto (Aldino Cavallina e Davide Grandis) e i vertici della ditta che lo ha realizzato, Aec di Modena (Stefano Zaccarelli e Sandro Mantovani) e così anche i dirigenti di Acer (istituto case popolari) che seguirono le procedure per l'appalto (il presidente Daniele Palombo e i funzionari Marco Cenacchi e Massimo Cazzola). Infine anche il fornitore Angelo Rollo ma soprattutto, Pietro Scavuzzo, imprenditore e fornitore di Ferrara Fiera dalle cui dichiarazioni, sintetizzate in un esposto di centinaia di pagine e da conversazioni registrate in passato con gli altri indagati, è stata aperta l'inchiesta. Ora tra i tanti nomi conosciuti, compaiono per la prima volta anche quelli dei due massimi ex amministratori del Comune di Ferrara: compaiono in un atto pubblico, nell'atto di proroga delle indagini, accolta dal gip Danilo Russo su richiesta del pm Ciro Alberto Savino che la sta conducendo appunto fin dall'inizio, i primi mesi del 2018. Carrara archiviatoOltre i loro nomi, finora "secretati" compaiono nella richiesta della procura anche quello di Giorgina Arlotti, segretaria della ex presidenza di Ferrara Fiera e anche quello di Diego Carrara, attuale direttore Acer: ma si faccia la massima attenzione, per Carrara lo stesso pm Savino, pur riportando il suo nome nella richiesta, come indagato numero 15, rappresenta poi al gip che per lui non vi sono profili di reato per cui chiedere la proroga, per indagare ancora e dunque la sua posizione è destinata ad esser archiviata poiché in questa vicenda non avrebbe nulla a che fare. Dunque la proroga è stata concessa per i 14 indagati, e questo atto diventa la classica discovery con la notifica per continuare le indagini che permette agli inquirenti di avere altri sei mesi di tempo per le verifiche dovute alle rivelazioni di Pietro Scavuzzo, imprenditore da decenni in affari con Ferrara Fiere, famoso anche alle cronache per il suo passato di ex pentito di mafia. Le parole di Scavuzzo Sulle sue dichiarazioni fin dall'inizio gli indagati coinvolti e i loro legali hanno indicato la assoluta non credibilità, come del resto aveva dichiarato l'ex presidente di Ferrara Fiera, Filippo Parisini, costretto a dimettersi dal suo ruolo proprio per questa inchiesta, affermando la sua «totale estraneità dei fatti contestati», soprattutto perché le vicende oggetto dell'indagine «sono il frutto di mere illazioni e accuse infondate e totalmente prive di riscontri». Saranno comunque le indagini prorogate per altri sei mesi a valutare se le ipotesi d'accusa possano trovare riscontro oppure no. Ma perché compaiono i nomi di Tagliani e Modonesi? Il loro coinvolgimento è dovuto ad una sponsorizzazione al Palio da parte di Aec Modena che poi vinse l'appalto della Fiera per il dopo terremoto, finanziato dalla Regione. premio per l'appaltoUna sponsorizzazione di appena 12 mila euro, promossa da Aldino Cavallina, referente di Aec a Ferrara, "letta" dagli inquirenti - questa l'ipotesi investigativa - come un possibile regalo per aver vinto l'appalto da 5 milioni.Per Cavallina «più altri», Modonesi e Tagliani in questo caso, è scattato il reato di corruzione che avrebbe, al momento, come riscontro solo la parola di Scavuzzo. L'iscrizione a registro indagati - avevano indicato fonti giudiziarie interpellate dalla Nuova - avevano ribadito che si trattava di atto "dovuto", un automatismo sul quale erano necessarie verifiche. Ora ci sarà tempo per altri sei mesi. -© RIPRODUZIONE RISERVATA