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16/03/2021

Incompiuta di Gallignano, revocato l’appalto

Corriere Adriatico

L'ampliamento del cimitero avviato a fine ottobre, poi l'improvviso stop tra le proteste dei residenti Gli uffici comunali: gravi inadempienze contrattuali
LA VICENDA
ANCONA Il Comune ha stracciato il contratto per la costruzione di un colombario al cimitero di Gallignano. La rescissione è stata comunicata nei giorni scorsi alla ditta a cui a ottobre dello corso era stato consegnato ufficialmente l'appalto di 47mila euro vinto dall'impresa abruzzese che aveva presentato un ribasso del 26,075% sull'importo da 60mila euro della gara.
L'imprevisto
Un appalto (cento giorni di lavori previsti) partito però subito con il piede sinistro visto che pochi giorni dopo la consegna del cantiere veniva ritrovato un cavo elettrico interrato con lo stop dei lavori per due mesi. Il 29 dicembre il Comune chiedeva all'impresa di consegnare un nuovo cronoprogramma, ma dall'impresa nessuna risposta. Non solo. L'11 gennaio veniva inviata al responsabile del procedimento «una relazione circa l'andamento dei lavori, segnalando che, a seguito del sopralluogo in cantiere l'8 gennaio si constatava l'assenza dell'impresa, oltre ad altre presunte difficoltà da parte dell'impresa di comprendere lo svolgimento pratico dei lavori da fare, nonché gravi ritardi sull'avanzamento delle lavorazioni previste che risultano pertanto totalmente disallineate dalla previsione del cronoprogramma dei lavori accettato dall'impresa e gravi mancanze in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro».
Le carenze
Carenze riscontrate il 14 gennaio quando la coordinatrice della sicurezza in fase di esecuzione dei lavori, inviava una pec con la quale proponeva «l'allontanamento della ditta dal cantiere in quanto già diffidata» per alcune violazioni tra «la mancata modifica e aggiornamento del Piano operativo sicurezza, ritenuto non idoneo quello presentato, la mancata installazione dei servizi igienici di cantiere e il mancato mantenimento del cantiere in condizioni ordinate ed in sicurezza». Da gennaio i lavori non sono più ripresi, tra le proteste dei residenti e le interrogazioni in consiglio comunale di Antonella Andreoli (Lega) e Andrea Vecchietti (M5S), e gli uffici comunali hanno contestato le inadempienze contrattuali «a cui l'impresa non ha fornito «comunicazioni o controdeduzioni». Ma i lavori di ampliamento del cimitero di Gallignano «sono di rilevante importanza per la comunità locale e non ulteriormente procrastinabili, anche alla luce della impellente necessità di disporre di nuovi posti per tumulare le salme». Così gli uffici comunali hanno incassato la fidejussione di 15mila euro versata dall'impresa e risolto l'appalto «per gravi inadempienze contrattuali».
m. petr.
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