scarica l'app
MENU
Chiudi
29/06/2019

Inchiesta tangenti, in sei vogliono patteggiare

Avvenire

INTERROGATORI
Potrebbe crescere ancora, il numero di persone coinvolte nella maxi inchiesta della Dda che hanno deciso di percorrere questa strada
ale a sei, e potrebbe crescere, il numero delle persone coinvolte nella maxi inchiesta della Dda di Milano, con al centro un giro di tangenti, appalti truccati e finanziamenti illeciti, che hanno deciso di tentare la strada del patteggiamento. Un'intenzione che avrebbe manifestato anche Andrea Gallina, finito ai domiciliari lo scorso 7 maggio in qualità di amministratore delegato di Acqua Novara Vco, una società municipalizzata. Nei giorni scorsi si è saputo che puntano al patteggiamento l'imprenditore di Gallarate Pietro Tonetti, difeso dal legale Cesare Cicorella, Alberto Bilardo (difeso dal legale Roberto Zibetti), ex segretario di FI a Gallarate e uno degli uomini più a contatto con Nino Caianiello, il presunto burattinaio del sistema, e infine Piermichele Miano, ritenuto un presunto intermediario di mazzette. A questi tre nomi però se ne sono aggiunti nelle ultime ore altri tre, tra cui appunto Gallina, difeso dall'avvocato Mario Monteverde e accusato di turbativa d'asta e corruzione per aver fatto vincere all'imprenditore Daniele D'Alfonso, in carcere anche con l'aggravante di aver favorito la 'ndrangheta, un appalto. Gallina è stato interrogato ieri dai pm per diverse ore, ricostruendo in dettaglio i fatti contestati, come diversi altri indagati e arrestati hanno già fatto nel corso dell'inchiesta. Le ipotesi di patteggiamento in fase di indagini rientrano anche in strategie difensive legate a calcoli sugli effetti della recente legge spazzacorrottì che, in assenza di collaborazione, non consente ai condannati in via definitiva di ottenere misure alternative al carcere e prevede, invece, un'attenuante specifica sulla pena in caso di collaborazione piena. Per la settimana prossima, intanto, sono previsti altri interrogatori.