scarica l'app
MENU
Chiudi
14/07/2020

Inchiesta sugli appalti militari Faro puntato sulle forniture La Procura di Roma ha fatto scattare 64 avvisi di garanzia e 31 misure cautelari Sospetti sulle gare per le tende utilizzate in missione e i distintivi del personale il retroscena

Il Secolo XIX - Sondra Coggio

Sondra Coggio / La Spezia«So' amici... Funziona accussì...». È un generale dell'Aeronautica, cavaliere al merito, a raccontare al figlio come funzionano gli appalti pilotati. È solo una delle tante intercettazioni acquisite in oltre un anno di lavoro dai procuratori Paolo Ielo e Antonio Clemente, della Procura di Roma. Il risultato, sono 31 ordinanze di custodie cautelari e 64 avvisi di garanzia, per reati connessi ad «uno specifico e ben collaudato sistema corruttivo fra imprenditori e ufficiali delle forze armate». Il presunto sistema di tangenti in ambito militare riguarda questa volta le forniture all'Esercito, ai carabinieri, all'Aeronautica e alla Finanza. È lo stesso meccanismo del 10%, messo a nudo a Taranto, nelle indagini sulla corruzione nella Marina Militare.In questo caso si parla di forniture alle forze dell'ordine, costate cifre altissime per oggetti di bassissimo valore. Gli alamari in metallo e i gradi in velcro delle divise, per esempio, venivano fatti fare in Cina, si scollavano e si rompevano subito, ma lo Stato li pagava come pregiato made in Italy. Stesso discorso per le tende modulari destinate ai militari in missione all'estero e perfino per i cappelli per gli Alpini. Alte cariche militari avrebbero ricevuto denaro ma anche favori, come l'assunzione di familiari. C'era chi si organizzava già per ottenere nomine e incarichi a fine carriera. L'ordinanza del giudice per le indagini preliminari Tamara De Amicis parla di «disgustosa disinvoltura». Uno scenario del tutto analogo a quello delle ripetute inchieste del procuratore tarantino Carbone, sulla corruzione nella Marina Militare. Tre, i filoni, tutti in qualche modo legati alla Spezia. Il primo ufficiale arrestato con la mazzetta fra le mani, il capitano Roberto La Gioia, è stato condannato in primo grado con l'ex direttore di Maricommi Spezia, Fabrizio Germani. Il capitano Giovanni Di Guardo, al centro del secondo filone, aveva iniziato a praticare alla Spezia il sistema del 10%. E nell'ultima inchiesta di Carbone, è centrale la figura del contrammiraglio Cristiano Nervi, detto "l'imperatore", nato e cresciuto in città. Sono poi all'attenzione dell'Anac, per presunti prezzi incongruenti, gli appalti milionari per le mense degli arsenali. Il caso è stato denunciato dalla Confcommercio di Taranto, ma tocca da vicino proprio Spezia, destinataria di una buona parte dei lotti. Anac sta verificando anche la legittimità delle differenze di costo per lo smaltimento delle acque di sentina e dei rifiuti. Lo stesso codice Cer risulta pagato anche il doppio o tre volte tanto, a seconda delle basi militari, anche quando la società appaltata è la stessa, ed anche nella medesima città. Va ribadito che la Marina ha espresso «piena disponibilità alla massima collaborazione con le autorità di verifica», nell'intenzione di «accertare eventuali opacità». --© RIPRODUZIONE RISERVATA