scarica l'app
MENU
Chiudi
25/06/2020

Inchiesta su accoglienza I tre arrestati non parlano

Eco di Bergamo

Si sono avvalse della facoltà di non rispondere ieri, nel corso dell'interrogatorio di garanzia davanti al gip Lucia Graziosi, le tre persone finite ai domiciliari con l'accusa di associazione per delinquere nell'ambito dell'inchiesta sulle presunte truffe allo Stato per l'accoglienza di migranti e richiedenti asilo. Si tratta di padre Antonio Zanotti, 73 anni, fondatore e padre spirituale della cooperativa Rinnovamento di Romano, della presidente della coop Anna Maria Preceruti e dell'economo Giovanni Trezzi. I tre ieri mattina si sono presentati in tribunale accompagnati dai loro legali.

L'inchiesta è composta da due filoni ed è arrivata a contare 83 indagati, destinati però a essere sensibilmente scremati poiché alcune contestazioni non hanno trovato riscontro. Nel primo filone il pm Fabrizio Gaverini e i carabinieri di Bergamo contestano ai dirigenti della Rinnovamento di aver fatto risultare presenti nei loro centri di accoglienza migranti e richiedenti asilo che invece si erano allontanati e aver rendicontato spese inesistenti grazie a fatture false. Il tutto, è l'accusa, per intascare i 35 euro quotidiani che lo Stato eroga per ciascun ospite.

Nel secondo filone sotto la lente degli inquirenti ci sono altre cooperative della rete dell'accoglienza e alcuni bandi, tra cui quello del servizio di accoglienza dei migranti Sprar indetto dal Comune di Bergamo e vinto dall'Ati costituita da Diakonia-Ruah-Il Solco Città aperta.