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21/07/2018

Inchiesta scogliere, sono 10 i coinvolti

Il Centro

GLI APPALTI VINTI DALLA NICOLAJ
Padre e figlio imprenditori e altri tre indagati interdetti non rispondono al gip. Hanno avuto poco tempo per difendersi
di Lorenzo Colantonio PESCARA Aumentavano il peso dei massi per recuperare i soldi dei ribassi con cui avevano vinto gli appalti delle scogliere. È il fulcro dell'inchiesta della procura di Pescara nei confronti degli imprenditori Luca e Galileo Nicolaj , di 83 e 42 anni, amministratori della società pescarese che porta il nome di famiglia, difesi dall'avvocato Sabatino Ciprietti , e di altri tre indagati: Antonello Mancini , 63 anni di Manoppello, direttore tecnico del cantiere assistito dall'avvocato Augusto La Morgia ; Fernando Fusilli , 60 anni di Montesilvano, amministratore della Nicolaj srl e Cristiano Ferrante , 63 anni di Teramo, geometra della Regione e direttore dei lavori. INTERDETTI. Le ipotesi di reato, che vanno dalla frode nelle pubbliche forniture e la truffa aggravata ai danni della Regione, alla falsa attestazione dei bollettari, hanno fatto scattare verso i Nicolaj e Fusilli le misure interdittive per un anno dalla professione imprenditoriale; l'interdizione dalle funzioni pubbliche di sei mesi per Ferrante, e per lo stesso periodo nei confronti di Mancini per la sua professione di geometra. Il gip ha anche disposto il sequestro preventivo per equivalente «del valore del profitto del reato» pari a 901mila euro, esteso anche ai beni mobili e immobili in mancanza di somme liquide. Ma tutti e cinque, ieri mattina a Pescara, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere agli interrogatori di garanzia davanti al gip, Nicola Colantonio , fissati appena 24 ore prima. Un tempo insufficiente per le difese che, come nel caso di Ciprietti, annunciano già ricorso al riesame. APPALTI E RIBASSI. Gli appalti finiti nel mirino del procuratore aggiunto, Anna Rita Mantini e della Guardia di Finanza, sono due e riguardano il consolidamento delle scogliere di Roseto e Silvi, per un importo totale a base d'asta di quasi 8 milioni di euro e un quantitativo di scogli del peso complessivo di 240mila tonnellate. Il meccanismo della presunta truffa è peraltro semplice. Sarebbe consistito «nella contabilizzazione di un quantitativo di materiale roccioso superiore a quello collocato nelle scogliere, utilizzando due strutture adibite alla pesa manuale con cui venivano prodotti scontrini falsi o alterati». I falsi scontrini venivano poi annotati sui bollettari della Regione e sottoscritti da Fusilli. Così sostiene l'accusa che, dopo aver constatato nei due appalti vinti dalla Nicolaj ribassi del 44 e del 27 per cento, afferma che la truffa avrebbe consentito alla ditta appaltatrice «di recuperare, sui costi di fornitura dei materiali, i mancati guadagni derivanti dal maggior ribatto offerto per assicurarsi l'appalto». Ma le persone coinvolte nella vicenda, si legge ancora sulle carte dell'accusa, sono in totale dieci. GLI ALTRI. Oltre ai già citati e raggiunti da misure interdittive, pm e gip aggiungono i nomi di Elvira Nicolaj , di 43 anni, Marco Sbrolla , 62 anni di Roseto, comandante del pontone Vigliena della Nicolaj srl, Stefania Cofini , 46 anni di Avezzano, direttore dei lavori, Liana Isidoro , 51 anni di Pescara, dipendente amministrativa della Nicolaj, e il dirigente della Regione Abruzzo, Giancarlo Zappacosta , 65 anni, che la procura definisce «persona di riferimento di Luca Nicolaj, costantemente da questi informato sulle problematiche sorte tra la Nicolaj srl e la Regione Abruzzo, in ordine alle opere da realizzare». NEANCHE UN CAFFÈ. A tal proposito, sulle carte dell'accusa si ritrovano numerose telefonate tra il dirigente regionale, all'epoca direttore del dipartimento Cultura, e Nicolaj senior, intercettate dalla Finanza dal 25 gennaio al mese di maggio del 2017. Telefonate in cui, tra l'altro, vengono fatti dal dirigente pubblico anche pesanti apprezzamenti nei confronti degli ambientalisti, in particolare verso Augusto De Sanctis . «Conosco, apprezzo e stimo dal 1993 Luca Nicolaj. Tra di noi sempre rapporti franchi e corretti. Nemmeno un caffè», scrive però Zappacosta su Facebook. Rimandando al mittente ogni tipo di accusa.

Tra le persone tirate in ballo c'è anche il dirigente regionale Zappacosta che ribatte: da Nicolaj neanche un caffè

La procura contesta truffa, frode e falso e ottiene anche il sequestro preventivo di quasi un milione di euro


Foto: Una immagine di posizionamento di nuove scogliere come quelle finite al centro dell'inchiesta della procura di Pescara


Foto: Il gip Nicola Colantonio


Foto: L'imprenditore Luca Nicolaj


Foto: L'avvocato Sabatino Ciprietti

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