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07/07/2020

Inchiesta Regione: “Assunta al Cup la moglie di chi controllò l’appalto”

La Repubblica - Chiara Spagnolo

Una stamperia clandestina in cui si producevano le polizze fideiussorie utilizzate da imprenditori pugliesi per ingannare la Regione è stata trovata dalla guardia di finanza in casa di Cosimo Napoletano, il 54enne di Monopoli al centro dell'inchiesta in cui è indagato anche l'assessore regionale all'Urbanistica, Alfonso Pisicchio. Una stamperia dalla quale sono usciti anche certificati assicurativi contraffatti, documenti falsi di varia natura e perfino certificati di laurea. Nell'attività di falsificazione - secondo la Procura - era operativo anche il fratello dell'assessore, Enzo Pisicchio, che avrebbe aiutato Napoletano a produrre una falsa polizza per una società che ha ottenuto 3 milioni di contributo pubblico. Il sospetto degli investigatori (ancora non tradotto in ipotesi di reato definite) è che a fronte di questi aiuti siano state elargite tangenti, mentre i favori fatti dall'assessore ad alcune persone, di cui avrebbe facilitato l'assunzione in società che hanno vinto appalti pubblici, sarebbero stati contraccambiati col sostegno promesso per le regionali, alle quali Pisicchio si candida con Senso civico-Un nuovo ulivo a sostegno di Michele Emiliano. ● a pagina 2 Una tipografia clandestina in cui si producevano le polizze fideiussorie utilizzate da imprenditori pugliesi per ingannare la Regione è stata trovata dalla guardia di finanza in casa di Cosimo Napoletano, il 54enne di Monopoli al centro dell'inchiesta in cui è indagato anche l'assessore regionale all'Urbanistica, Alfonso Pisicchio. Una tipografia dalla quale sono usciti anche certificati assicurativi contraffatti, documenti falsi di varia natura e perfino certificati di laurea.
Nell'attività di falsificazione - secondo la Procura - era operativo anche il fratello dell'assessore, Enzo Pisicchio, che avrebbe aiutato Napoletano a produrre una falsa polizza per una società che ha ottenuto 3 milioni di contributo pubblico. Il sospetto degli investigatori (ancora non tradotto in ipotesi di reato definite) è che a fronte di questi aiuti siano state elargite tangenti, mentre i favori fatti dall'assessore ad alcune persone, di cui avrebbe facilitato l'assunzione in società che hanno vinto appalti pubblici, sarebbero stati contraccambiati con il sostegno politico promesso per le prossime elezioni regionali, alle quali Pisicchio si candida con la lista Senso civico-Un nuovo ulivo a sostegno di Michele Emiliano.
I dettagli dell'inchiesta Conta dieci indagati: oltre ai fratelli Pisicchio ci sono il direttore del settore Tributi del Comune di Bari, Francesco Catanese; il funzionario regionale Vincenzo Rinaldi; il consulente Cosimo Napoletano e Grazia Palmitessa, titolare di un'agenzia assicurativa a Castellana Grotte; gli imprenditori Giovanni Riefoli e Diego De Fecondo; il geologo Vincenzo Iannuzzi e Giacoma Punzo (presunta complice di Enzo Pisicchio). Le indagini del Nucleo di polizia economico-finanziaria, dirette dal pm Claudio Pinto e dal procuratore aggiunto Alessio Coccioli, si diramano su due piani paralleli, perché riguardano il giro di false fideiussioni e le assunzioni pilotate. Il punto d'incontro fra le due tranche investigative è Enzo Pisicchio: proprio intercettando lui che i finanzieri sono arrivati al fratello. All'assessore vengono contestati i reati di corruzione (sia l'articolo 318 del Codice penale "per l'esercizio delle funzioni" sia il 319 "per atto contrario al dovere d'ufficio") - in concorso con il fratello, Catanese e Riefoli - per avere fatto assumere personale nella società Plus Innovation e Golem Plus, aggiudicatarie del servizio Cup dell'Irccs di Castellana e di una gara del Comune di Bari per il servizio riscossione tributi, quest'ultima in associazione con Creset e Arca servizi. La selezione del personale sarebbe avvenuta in entrambi i casi alla presenza di Enzo Pisicchio e «sulla base di elenchi condivisi con il fratello Alfonsino». Fra le persone assunte dalla Plus Innovation, i finanzieri segnalano che c'è anche Maria Fiore, la moglie del dirigente comunale Francesco Catanese, che è stato responsabile della gara vinta dalla Plus Innovation.
Il buco nero alla Regione Per gli inquirenti si era determinato grazie al funzionario Vincenzo Rinaldi, che avrebbe indirizzato gli imprenditori che chiedevano autorizzazioni verso il geologo Iannuzzi. «Con lui - sostiene la Procura - Rinaldi concordava le somme da chiedere agli imprenditori come parcella, al fine di conseguirne una parte». Lo stesso funzionario mandava i richiedenti da Napoletano per farsi procurare le fideiussioni false e nella fase istruttoria ometteva ogni controllo. In questo modo l'iter amministrativo di concessione di autorizzazioni e contributi sarebbe stato falsato a vantaggio di alcuni imprenditori e a scapito di altri. Un caso che i finanzieri ritengono irregolare riguarda la Nir di Diego De Fecondo, che avrebbe presentato una polizza falsa - preparata da Napoletano con il contributo di Enzo Pisicchio e Giacoma Punzo - ottenendo un finanziamento da 6 milioni di euro, 3 dei quali già liquidati. La falsa polizza è passata inosservata durante l'istruttoria effettuata da Puglia Sviluppo.
«Il De Bellis estraneo» Si ipotizza che alcune delle assunzioni pilotate da Alfonso Pisicchio siano state effettuate presso la Plus Innovation di Riefoli, che si è aggiudicata il bando per l'esternalizzazione del servizio Cup-ticket. «Nessun dipendente o rappresentante dell'ente è indagato - precisa in un comunicato il direttore generale Tommaso Stallone - la nostra gestione è del tutto estranea all'inchiesta» . Negli uffici del De Bellis è stata effettuata una acquisizione di atti relativi alla gara Cup.

Alessio Coccioli


È il procuratore aggiunto che coordina il pool reati commessi contro la pubblica amministrazione e si occupa anche delle indagini sul governatore Michele Emiliano

Luca Cioffi

Colonnello, è il comandante del nucleo di polizia economicofinanziaria della guardia di finanza di Bari: quello che conduce le indagini sull'assessore Alfonso Pisicchio