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29/06/2019

«Inchiesta devastante, ma non c’è alcun sistema»

Corriere di Bologna

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Il procuratore capo di Reggio Emilia: «Perseguiamo fatti e singole persone e abbiamo agito rapidamente». Presto sotto la lente altre pratiche di affido
REGGIO EMILIA «Sotto inchiesta non c'è il sistema dei servizi: sotto inchiesta ci sono delle persone» ( 27 quelle indagate, 16 quelle destinatarie di varie misure, tra cui sei agli arresti domiciliari). Parola di Marco Mescolini, il procuratore capo di Reggio Emilia, che ha invitato a non generalizzare. Lo ha puntualizzato quasi subito, poco dopo l'inizio della conferenza stampa convocata al quinto piano del Tribunale all'indomani dell'inchiesta Angeli e demoni che ipotizza un business attorno alla gestione dei minori in carico ai Servizi sociali dell'Unione dei Comuni della val d'Enza. Un terremoto che però non è politico, sottolinea il procuratore in riferimento all'arresto del sindaco Pd di Bibbiano Andrea Carletti, tra le sei persone finite ai domiciliari: «Non credo ci sia stata una copertura. Il primo cittadino risponde solo in merito alla presunta violazione delle normative degli appalti. Non ha accuse in concorso con le violenze ai bambini». Accanto a Mescolini, ieri c'erano il comandante provinciale dei carabinieri, il colonnello Cristiano Desideri, e quello del Reparto operativo, il tenente colonnello Alessandro Dimichino. Tutti hanno parlato di un'indagine che giocoforza ha puntato sulla rapidità. «È durata da ottobre ad aprile, perché non appena abbiamo avuto elementi di certezza che il gip ha avallato abbiamo agito», ha proseguito Mescolini. Le indagini ora continuano perché verranno vagliate altre decine di fascicoli dal sostituto Valentina Salvi. C'è una domanda che tutti si fanno: che cosa accadrà a questi bambini? «Agiremo di concerto con il tribunale ordinario di Reggio e con quello dei minori di Bologna, a seconda di quale ha emesso il provvedimento - ha risposto Mescolini -. Nulla rimarrà intentato, ma nulla sarà né facile né veloce d'ora in avanti. Non c'è bisogno che spieghi la delicatezza della questione». Al vaglio «i fatti - ha sottolineato il procuratore capo - e non i metodi», e quindi i disegni che si ritiene siano stati artefatti ad hoc o le dichiarazioni dei bambini che sarebbero state falsate. «Non c'è stato alcun elettrochoc», ha aggiunto il magistrato, con rife r i m e n to a l l a co s i d d e t t a «macchinetta dei ricordi» che viene a volte utilizzata in psicoterapia. Una di queste macchinette è stata sequestrata assieme ad altro materiale. Per gli inquirenti, dal punto di vista umano, arrivare sino a qui non è stato semplice. «Per dieci anni mi sono occupato di materie provanti come la mafia - ha detto Mescolini - ma devo dire che questa inchiesta è umanamente devastante». Intanto al piano terra dello stesso palazzo di giustizia di Reggio Emilia sono cominciati gli interrogatori di garanzia. Davanti al gip Luca Ramponi sono comparsi Federica Anghinolfi, dirigente del servzio minori dell'Unione della val d'Enza, considerata dagli inquirenti figura chiave assieme a l l o p s i c ote r a p e u t a d e l l a onlus Hansel e Gretel di Torino Claudio Foti, e l'assistente sociale Francesco Monopoli: entrambi si trovano agli arresti domiciliari, accusati, tra le altre cose, di aver suggestionato i bambini inducendoli a produrre falsi ricordi e a raccontare di abusi che secondo gli inquirenti non sarebbero mai avvenuti. Tra mercoledì e venerdì della settimana prossima toccherà ad altri quattro indagati raggiunti dalle misure, tra cui anche il sindaco Andrea Carletti. La difesa del primo cittadino, rappresentata dall'avvocato Giovanni Tarquini, è già pronta a chiedere la revoca dei domiciliari. «È sconvolto» ha detto il legale rispetto allo stato d'animo del sindaco che sui social è stato letteralmente ricoperto di insulti, con tanto di minacce di morte. Tarquini ha preferito mettere l'accento però sui tanti messaggi di solidarietà arrivati, di contro, a Carletti: «È una persona circondata da stima per l'impegno che ha profuso proprio rispetto alla tutela dei minori». Margherita Grassi

Foto: ulla rimarrà intentato, ma nulla sarà né facile né veloce d'ora in avanti


Foto: Provato Marco Mescolini guida la Procura di Reggio Emilia