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23/01/2019

Inchiesta Careggi “Concorsi pilotati durante gli incontri”

La Repubblica

Il pm: "La Commissione di indirizzo era un potentato universitario a sé stante"
Tutto deciso prima, tutto programmato con precisione. Sui concorsi universitari aggiustati se ne dicono tante, esiste ampia letteratura spesso fondata solo su voci e delazioni. L'inchiesta del pm fiorentino Tommaso Coletta e delle Finanza, invece, mette nero su bianco un sistema di reclutamento dove i risultati vengono definiti a tavolino ben prima che escano i bandi. I vari professori e ricercatori venivano "ritenuti vincitori del concorso che ancora doveva essere bandito e celebrato", è scritto nella richiesta di misure interdittive per 12 delle 15 persone coinvolte. Come ormai noto, l'indagine si concentra su tre momenti. L'ultimo è quello che chiama in causa anche l'azienda ospedaliera, non solo l'Università. La storia è quella della neurochirurgia universitaria. Firenze aveva bisogno di un nuovo direttore, visto che da anni la posizione era vacante. In più anche il reparto ospedaliero era destinato a perdere il suo primario, Ammannati. pagina III Tutto deciso prima, tutto programmato con precisione. Sui concorsi universitari aggiustati se ne dicono tante, esiste ampia letteratura spesso fondata solo su voci e delazioni. L'inchiesta del pm fiorentino Tommaso Coletta e della Finanza, invece, mette nero su bianco un sistema di reclutamento a Careggi in base al quale i risultati delle selezioni vengono definiti a tavolino ben prima che escano i bandi.
I vari professori e ricercatori venivano "ritenuti vincitori del concorso che ancora doveva essere bandito e celebrato", è scritto nella richiesta di misure interdittive per 12 delle 15 persone coinvolte.
Come ormai noto, l'indagine si concentra su tre momenti. L'ultimo è quello che chiama in causa anche l'azienda ospedaliera, non solo l'Università. La storia è quella della neurochirurgia universitaria.
Firenze aveva bisogno di un nuovo primario, visto che da anni la posizione era vacante, per riempire una casella fondamentale anche dal punto di vista assistenziale. La scelta è cascata su Alessandro Della Puppa, di Padova, ben prima che venisse bandito il concorso che poi ha vinto. In più, sarebbe stato fatto il classico bando su misura visto che sono stati "artatamente predisposti parametri di valutazione dei titoli calibrati su di lui". Parametri poi esaminati "nel confronto con gli altri candidati, a suo esclusivo favore falsando la selezione".
I concorsi per gli universitari dovrebbero essere una cosa dell'ateneo. Quando viene nominato un nuovo professore, la legge prevede che se è ordinario la direzione generale dell'azienda ospedaliera lo assegni come primario all'unità operativa di sua competenza o comunque gli dia un ruolo equivalente. In questo caso l'allora direttore generale e oggi capo del dipartimento alla salute della Regione, Monica Calamai, avrebbe fatto molto di più. Avrebbe individuato "in Della Puppa Alessandro il nuovo professore associato della neurochirurgia fiorentina ancor prima che il concorso venisse espletato e si incontrava con lui e con gli altri concorrenti per organizzare il pilotaggio del concorso". Non è strano che un direttore generale si informi su quali sono i candidati, qui l'inchiesta ipotizza che in questo caso ci sia stato un ruolo decisionale forte da parte della dg, per di più in una selezione universitaria. Il bando del rettore per la neurochirurgia è del 27 novembre 2017 e Calamai lascerà Careggi nel febbraio del 2018. Dopo di lei arriverà Rocco Damone che, sempre secondo la procura, "in continuità con la decisione assunta da Calamai, confermava l'individuazione in Della Puppa", prima che il concorso fosse espletato e incontrando lui "e gli altri partecipi al reato". Questi ultimi sono l'allora prorettore Paolo Bechi, accusato di aver pilotato tutto il concorso, e i commissari Domenico D'Avella di Padova, Franco Servadei dell'Humanitas di Milano, e Roberto Delfini, della Sapienza di Roma tutti indagati come il chirurgo poi scelto e i due dirigenti sanitari (per i quali non è stata chiesta l'interdizione) per abuso di ufficio. Curioso che a D'Avella sia contestato il non essersi astenuto malgrado avesse un interesse proprio nel concorso. Quale? Voleva allontanare Dalla Puppa, "a lui inviso", da Padova.
Riguardo alla Cia, la Commissione di indirizzo e autovalutazione del dipartimento di chirurgia dell'università, gli investigatori sintetizzano che grazie a intercettazioni ambientali e telefoniche si è compreso che sarebbe stato "una sorta di potentato universitario a sé stante". I professori (Bechi, Innocenti, Santucci, Cianchi, Nitti, Pagavino e Pimpinelli e Virgili a vario titolo) avrebbero turbato "il procedimento amministrativo di programmazione per la chiamata a posti di professore". Intanto scambiavano le carte, disponendo che fosse celebrato prima un concorso, quello di anatomia patologica, di un altro, quello di otorino richiesto da Oreste Gallo. È il caso della nomina di di una professoressa, non indagata. In un altro caso avrebbero favorito un ricercatore e tre associati, ritenuti vincitori del concorso ancora da bandire. In più hanno lasciato in coda otorino e neurochirurgia rispetto ad almeno altre 5 selezioni che avrebbero dovuto essere fatte dopo.

Foto: Il luogo L'ingresso della azienda ospedaliera universitaria di Careggi