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10/07/2019

Inchiesta Caianiello cacciate dagli appalti nove imprese

La Repubblica - Alessia Gallione

Il Comune
● a pagina 2 L'appalto più rilevante dal punto di vista simbolico e più caldo sul fronte dei tempi è quello dell'Arena civica: un monumento sportivo che dovrà prepararsi, anche con il restyling della pista, a diventare il palcoscenico del Golden Gala di atletica che Milano ha strappato a Roma per il 2020 e il 2021. I cantieri sono iniziati la scorsa settimana, ma tre delle aziende che si erano presentate per aggiudicarsi la commessa da 1,8 milioni per le operazioni preliminari di pulizia sono state escluse ai blocchi di partenza. Cacciate da Palazzo Marino ancora prima di aggiudicare i lavori. E questo è solo uno degli 11 provvedimenti presi finora dal Comune che, dopo la maxi inchiesta della Direzione distrettuale antimafia sulle tangenti in Lombardia, ha acceso una luce su 27 gare e nove ditte allontanate.
A Palazzo Marino è bastato aprire le buste con le offerte per l'Arena per trovare tra i nomi dei candidati anche quelli finiti al centro dell'indagine che lo scorso maggio ha portato all'arresto di politici e imprenditori. Secondo i magistrati quelle imprese avevano partecipato a un sistema di spartizione per mettere le mani sulle commesse di Amsa per lo spazzamento delle strade in caso di neve. E, in base al nuovo codice degli appalti, quel cartello è diventato motivo per il Comune per non considerarle professionalmente adatte ad avere rapporti con l'amministrazione. La prima mossa era arrivata subito. Perché in quell'inchiesta dai tanti filoni erano stati coinvolti per una vicenda di urbanistica e con l'accusa di abuso d'ufficio anche due dipendenti comunali spostati in emergenza e in via «cautelare» ad altri incarichi. Ma il meccanismo di difesa di Palazzo Marino si è allargato ad altri fronti. E sono proprio i risultati del lavoro della task force creata per fare luce che il city manager Christian Malangone e il segretario generale Fabrizio dell'Acqua hanno spiegato durante una seduta della commissione consiliare Antimafia. Un "Piano di azioni" con due ambiti: uno interno all'amministrazione, l'altro esterno. In casa propria, la Direzione centrale unica degli appalti ha passato al setaccio tutti i contratti degli ultimi tre anni e le domande di partecipazione alle gare in corso per capire se le 40 imprese coinvolte a vario titolo nell'inchiesta "Mensa dei poveri" avessero lavorato con il Comune o stessero per farlo. È così che si arriva a quei nove nomi e a 27 appalti colorati di rosso. Il Comune ha adottato 11 provvedimenti: sette esclusioni da bandi aperti, un'aggiudicazione annullata, tre subappalti rigettati. A questi, si aggiungono altre tre gare, con otto comunicazioni di avvio del procedimento inviate. Una possibilità concessa dal nuovo codice degli appalti che permette contromisure in base alla condotta non professionale di società coinvolte in inchieste. E qui torniamo all'Arena: una delle escluse ha fatto ricorso e oggi piazza Scala attende, come nel caso di un altro appalto per alcuni sottopassi, il responso del Tar. Una sentenza destinata a fare scuola per altre commesse: tra i "rimedi" individuati e condivisi con il Comitato antimafia e con quello per la legalità c'è anche la richiesta a tutte le società partecipate di fare un analogo screening.
Dal punto di vista giudiziario, invece, è arrivato il primo accordo tra procura e difesa: l'imprenditore di Gallarate Piero Tonetti, accusato di corruzione, potrebbe riuscire a patteggiare due anni, versando 50 mila euro di risarcimento, il presunto prezzo della mazzetta per la variante di destinazione d'uso di un terreno su cui doveva sorgere un supermercato.

Foto: Restyling dell'Arena Civica nel mirino: dalla gara escluse tre aziende