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04/03/2021

Inchiesta appalti Covid, perquisiti funzionario Soresa e imprenditore

La Repubblica - Dario Del Porto Conchita Sannino

Si allargano le indagini della Procura sulla gara da 15 milioni per la realizzazione dell'ospedale modulare a Ponticelli I carabinieri hanno sequestrato computer e telefoni cellulari. Si scava nelle chat e nelle comunicazioni telematiche Si indaga con l'ipotesi di turbativa d'asta I lavori affidati a un'azienda padovana
Con due nuovi decreti di perquisizione, l'inchiesta sull'appalto per la realizzazione dell'ospedale modulare-Covid, a Ponticelli, sale di un altro gradino. Su delega della Procura, i carabinieri del Reparto operativo del Comando provinciale hanno bussato alla porta di casa e ufficio di Massimo Sibilio, 43 anni, funzionario della centrale regionale per gli acquisti Soresa, e dell'imprenditore Santo Zaffiro, di 46 anni, amministratore dell'azienda di prodotti sanitari Tecnomedical. I pm Antonello Ardituro, Simone De Roxas, Maria Di Mauro e Henry John Woodcock, coordinati dal procuratore Giovanni Melillo con il suo vice Giuseppe Lucantonio, indagano con l'ipotesi di turbativa d'asta. Ai militari, gli inquirenti hanno chiesto di sequestrare atti, documenti, computer e cellulari.
Attraverso l'analisi di contatti, messaggi di posta elettronica, whatsapp e ogni altra comunicazione, i magistrati vogliono ricostruire eventuali rapporti intrecciati a ridosso della procedura, bandita in via d'urgenza (come consentito dalla legge) il 17 marzo 2020, in pieno lockdown, e poi aggiudicata due giorni dopo alla società padovana Med. I vertici di quest'azienda, Enrico e Alberto Venturato, rispettivamente 53 e 51 anni, figurano nell'elenco dei quindici indagati nei cui confronti la Procura ha chiesto sei mesi di proroga delle indagini. A Sibilio e Zaffiro i pubblici ministeri sono arrivati approfondendo il materiale sequestrato ad agosto, quando scattarono le prime perquisizioni nell'ambito delle indagini sulla gestione dell'emergenza coronavirus in Campania. Entrambi potranno replicare nei successivi passaggi dell'indagine. La difesa può proporre ricorso al Riesame per chiedere l'annullamento del sequestro e la restituzione dei dispositivi. Ma l'istruttoria condotta nelle ultime ore dai carabinieri conferma che il lavoro della Procura va avanti. La gara bandita da Soresa per i Covid Hospital, dell'importo complessivo di 15 milioni di euro, costituisce uno dei capitoli principali dell'inchiesta. Med (Manufacturing Engineering & Development) si è aggiudicata anche i lavori per gli altri due lotti, relativi alla realizzazione degli ospedali modulari a Caserta e Salerno.
A Ponticelli la struttura "da campo" prevede 72 posti letto di terapia intensiva. A Enrico Venturato viene contestata anche un'ipotesi di frode in pubbliche forniture. Gli inquirenti stanno esaminando inoltre la documentazione riguardante i subappalti. Come quelli di predisposizione dell'impiantistica e degli accessori: attribuiti da Med, il 20 marzo 2021, alla società Siram spa, un cui dirigente, Crescenzo De Stasio, è attualmente coinvolto in una diversa inchiesta per corruzione avviata in Sicilia. A Napoli, De Stasio (difeso dall'avvocato Stefano Montone) non è indagato ed è stato sentito come testimone nei mesi scorsi. Lo spettro degli accertamenti è ampio e riguarda tutte le gare indette per fronteggiare l'emergenza Covid. In altri filoni risultano indagati anche due fedelissimi del governatore Vincenzo De Luca: il consigliere regionale Luca Cascone, che nel periodo più caldo dell'emergenza si interessò per mettere in contatto aziende fornitrici di materiale con l'Unità di crisi, e il consigliere per la Sanità Enrico Coscioni. Quest'ultimo è anche presidente dell'Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, e consigliere di amministrazione della fondazione Ebris, che sta effettuando il servizio di tamponi nelle scuole salernitane. Assistito dall'avvocato Cecchino Cacciatore, Cascone ha sempre replicato alle contestazioni: affermando di essersi reso disponibile a titolo personale per affrontare l'emergenza «agendo sempre con correttezza». Coscioni, interpellato nei giorni scorsi da Repubblica, ha ribadito «massima fiducia nella magistratura» dicendosi pronto a dimostrare di essere «completamente estraneo» a qualsiasi illecito.