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27/03/2021

Incentivi tecnici senza paletti

ItaliaOggi - LUIGI OLIVERI

L'Anac interviene sulla presunta impossibilità dei bonus in caso di fi nanziamenti dei privati
Anche nel partenariato pubblico-privato e nelle concessioni
Assegnare gli incentivi previsti dal codice dei contratti per le attività tecniche anche nel caso delle concessioni e delle altre ipotesi di partenariato pubblico privato. Lo chiede l'Anac al parlamento e al governo, con l'atto di segnalazione 1/2021, che vuole sensibilizzare per superare il problema della, presunta, impossibilità di incentivare i tecnici nei casi di procedure nelle quali siano presenti fi nanziamenti ed attività progettuali parzialmente a carico dei privati. Tuttavia, l'assunta esclusione degli incentivi ai tecnici nel caso dei partenariati pubblico-privati è uno dei tanti, troppi, cortocircuiti relativi alla disciplina dei contratti, derivanti certamente anche da una formulazione imprecisa delle norme, ma, in questo caso, soprattutto causata da interpretazioni proposte dalla Corte dei conti e dalla stessa Anac, che non appaiono affatto convincenti. Nello stesso atto di segnalazione, l'Anac infatti evidenzia che gli incentivi tecnici sarebbero applicabili «ai soli appalti di lavori, servizi e forniture, escludendo del tutto i contratti di cui alla Parte III e IV del Codice», riguardanti appunto i partenariati, sulla base di un'interpretazione strettamente letterale, ma eccessivamente restrittiva delle norme del codice. Detta interpretazione parte dall'assunto che l'articolo 113 del dlgs 50/2016 è collocato nel Titolo V della Parte II, rubricata «Contratti di appalto per lavori, servizi e forniture», sicché le disposizioni in esso contenute sarebbero da considerare riferite solo «agli appalti di lavori, servizi e forniture» senza alcun richiamo alle concessioni e al partenariato pubblico privato». Simmetricamente l'articolo 164, comma 2, del codice, norma di disciplina delle concessioni, quando richiama le disposizioni applicabili appunto alle concessioni «non include quelle inerenti agli incentivi per le funzioni tecniche». L'Anac ricorda come questa chiave di lettura sia stata «condivisa dalla Corte dei conti, sezione delle Autonomie, che, ad esempio, nella deliberazione n. 15/Sezaut/2019/Qmig dell'11 giugno 2019». Pertanto, l'Autorità invita il legislatore ad una modifi ca espressa dell'articolo 113 del codice dei contratti, per estendere esplicitamente gli incentivi anche ai casi di partenariati. Se qualsiasi intervento normativo chiarifi catore è sempre opportuno, tuttavia, appare alquanto strano che a reclamare l'intervento di Governo e Parlamento è chi ha nella sostanza dato causa al cortocircuito, sulla base, come rilevato prima, di una lettura eccessivamente restrittiva delle norme. Anac e Corte dei conti si sono soffermate su elementi interpretativi sostanzialmente letterali o basati sulla sede delle materie trattate, senza minimamente riferirsi alla volontà del legislatore, criterio da utilizzare per integrare l'interpretazione letterale quando questa appaia insuffi ciente. Il comma 2 dell'articolo 113 chiarisce che gli incentivi sono rivolti alle funzioni tecniche svolte dai dipendenti delle stazioni appaltanti per le attività ivi previste relative alle «procedure di gara e di esecuzione dei contratti pubblici». La norma, dunque, si riferisce a tutti i contratti pubblici, che siano appalti o concessioni o partenariati. Per altro, se è vero che l'articolo 164 al comma 2 non richiama la parte II del codice e le norme sugli incentivi come direttamente applicabili alle concessioni, altrettanto vero è che il comma 1 del medesimo articolo 164 chiarisce che la parte III, ha il compito di defi nire «le norme applicabili alle procedure di aggiudicazione dei contratti di concessione»: si tratta, quindi, di previsioni specifiche e particolari, che a ben vedere non escludono l'incentivazione delle attività previste dall'articolo 113, comunque presenti e necessarie anche nel caso dei partenariati. Invece di invocare la modifi ca normativa, l'Anac potrebbe rivedere la propria lettura e chiedere alla magistratura contabile di fare altrettanto. In ogni caso, il Legislatore, laddove ritenesse di aderire al suggerimento dell'Anac, bene farebbe ad adottare una norma di interpretazione autentica e, dunque, retroattiva, che accerti l'attribuibilità degli incentivi tecnici da sempre anche alle concessioni e ai partenariati. © Riproduzione riservata