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11/10/2018

Incentivi da fame per cambiare i furgoni diesel

Libero - CLAUDIA OSMETTI

Alle imprese solo le briciole
Il Comune vieta la circolazione ma prevede bonus minimi per la sostituzione. Rivolta dell'Unione artigiani
■■■ «Non sono nemmeno un palliativo, sono un contentino che in pratica non risolve nulla». Marco Accornero, segretario generale dell'Unione artigiani di Milano e membro di giunta della Camera di commercio meneghina, tira dritto. Ha visto i contributi che il Comune di Milano intende mettere a disposizione delle imprese che, con i nuovi divieti alla mobilità cittadina, sono costrette a cambiare i furgoncini della ditta per poter entrare nella Cerchia dei Bastioni. E non se ne capacita. «Sono numeri insignificanti», sbotta. Non ha tutti i torti: un aiutino che va dai mille ai 4.500 euro per la categoria più bassa, quella che raggiunge le 1,49 tonnellate di peso. Fino a un massimo di 7.500 euro per i tir di quasi 7,5 tonnellate. Cifre che possono sembrare consistenti solo ai non addetti ai lavori: quei mezzi costano molto di più. Un camioncino elettrico nuovo di zecca si aggira sui 31mila euro (basta scorrere le autostime on-line, non ci vuole un esperto di motori). Inoltre i bonus del Comune non saranno cumulabili con eventuali bonus di altri enti pubblici. «Ma quello non è il prezzo finale che molti lavoratori, non tutti, devono sborsare. Perché in diversi casi il furgone va attrezzato, penso per esempio a chi ha bisogno di una cella frigorifera per trasportare cibi congelati. E l'esborso sale», fa notare Accornero. «Tra l'altro, grazie alle nuove norme sulla circolazione (vedi Area B, ndr) l'usato che gli imprenditori tengono in garage vale zero, per cui non possono neanche racimolare qualche incentivo dall'autoconcessionaria». Risultato: il nuovo bando di Palazzo Marino per l'assegnazione di un contributo comunale a chi acquista un autoveicolo appena immatricolato, rischia di diventare un sonoro buco nell'acqua. «C'è anche un altro problema», chiosa Accornero, «il montante globale individuato dall'amministrazione sarà insufficiente a coprire l'intero arco delle esigenze di categoria. Significa che molte domande potrebbero anche rimanere inevase semplicemente perché non ci sono risorse economiche adeguate a coprirle in toto». In soldoni, è proprio il caso di dirlo: quei 5,2 milioni di euro che Palazzo Marino sbandiera oggi, domani potrebbero essere troppo pochi. Tira di qui, tira di là, la coperta è comunque corta. Alla gara possono partecipare le piccole e medie imprese e le imprese artigiane che hanno la sede legale, o un'unità locale, nel territorio della Madonnina; ogni società può fare richiesta di contributo per massimo due mezzi alla volta e c'è tempo fino al 31 dicembre per dismettere i diesel di classe pre-euro e gli Euro 0, 1, 2 3 e 4. A sentire Palazzo Marino sono tutte rose e fiori, per i diretti interessati sono più dubbi che pollici alzati. «Questo bando è un modo di lavarsi la coscienza dopo aver tartassato in ogni modo una categoria sotto mira come quella degli imprenditori», rincara la dose il consigliere comunale di Forza Italia Fabrizio De Pasquale: «Hanno staccato una serie di divieti che li ha messi in ginocchio e adesso ricorrono a questa foglia di fico che è pure limitata». «E non è finita qui», continua l'azzurro, «perchè nel novero dei mezzi ammessi non sono ricompresi i furgoni che vanno a diesel Euro 6. Non sono inquinati e sono molto diffusi, però niente. Il Comune non li vuole. Così facendo limita le possibilità di acquisto degli imprenditori ai camioncini a metano o elettrici. Peccato che i primi non possano accedere ad Area C e i secondi siano pochissimi e costosissimi». Ma certo, se già i fondi sono risicati all'osso per gli imprenditori è difficile che si riesca a trovarne altri. © RIPRODUZIONE RISERVATA ::: LA VICENDA CONTRIBUTI In seguito all'emanazione dei nuovi divieti alla mobilità cittadina, il Comune di Milano intende mettere a disposizione, delle imprese costrette a cambiare i furgoncini della ditta per entrare per entrare nell'Area C, dai mille ai 7.500 euro non cumulabili con incentivi di altri enti pubblici POLEMICHE Secondo le imprese si tratta di cifre insignificanti considerati i costi reali delle autovetture, che partono da 30-40mila euro. Marco Accornero, segretario generale dell'Unione artigiani di Milano è durissimo: «Cifre insignificanti» AREA B Non solo Area C. Da gennaio Milano avrà anche l'Area B, una nuova zona a traffico limitato grande tutta la città. Divieti previsti per i veicoli a benzina euro 0; diesel 0, 1, 2, 3 a cui si aggiungerà il divieto, a partire da ottobre 2019, per i Diesel euro 4

Foto: Controlli dei vigili milanesi sui furgoni diesel [Fotogramma]

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