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24/08/2018

In tre anni tutte le nuove opere per risarcire noi sopravvissuti

Il Secolo XIX - GIORGIO CAROZZI

L'INTERVENTO
Nuovo ponte, Gronda e Terzo valico. Ma pure lo sconto sulle tariffe Fs e marebonus europeo
Realizzare in almeno tre anni tutte le opere e le infrastrutture di cui Genova e il suo porto dovrebbero gi à disporre da trenta. È un anno zero bagnato di sangue e di disperazione. Una lotta contro il tempo. Ma anche, se si coglier à , un momento di svolta epocale. Resistere sul mercato per restare competitivi, tamponare il marketing gi à lanciato da francesi, spagnoli e olandesi e respingere gli assalti sottotraccia di avvoltoi e sciacalli è l'obiettivo immediato. Il futuro di un approdo al ser vizio del mondo dello shipping e non solo, lo deve modellare il Commissario, cui non possono mancare poteri speciali e ingenti fondi a disposizione. Si direbbe che il destino abbia inteso punire atrocemente le nostre fragilit à . Consideriamoci come i sopravvissuti a un bombardamento che per non morire sono costretti a ricostruire. Se l'emergenza è globale, la risposta non pu ò che rivelarsi pari alle esigenze del sistema logistico su cui oggi si reggono e alimentano business e rapporti commerciali su scala internazionale. Spazzare via l'ideologia del sottosviluppo urbano ed economico è un dovere. Impedire l'eutanasia della maggiore citt à marinara italiana un obbligo. Nessuna compartecipazione al declino. È il momento di combattere, battere i pugni e incassare quanto dovuto da decenni. Non solo il rifacimento del Ponte Morandi, non solo Terzo valico e Gronda o circonvallazione. Non solo bonus per sconto sulle tariffe ferroviarie e marebonus europeo. Genova pretende e merita provvedimenti speciali da parte di una politica che pu ò ancora, con pragmatismo, sottrarsi alle paludi del fanatismo e pianificare modernizzazione e sviluppo. Se il Morandi è il tragico simbolo di un fallimento, la Zona Franca con le sue agevolazioni fiscali ed economiche pu ò finalmente trasformarsi (a costo zero) in calamita formidabile per consolidare i traffici di oggi e strapparne nuovi al Nord Europa. Per moltiplicare produzione e profitti, attraverso la concatenazione con la logistica integrata, il Terzo valico e la Gronda, la manipolazione del container, la distribuzione, la consegna e i centri direzionali insediati a Genova. E poi, per aiutare le Ferrovie a ripulirsi almeno un po' la coscienza annebbiata da infinite disattenzioni e scarsissima attenzione, è determinante che il Commissario convinca l'azienda a rilanciare e investire in tempo reale sul progetto del retroporto di Alessandria, con treni navetta finanziati dal governo. Il minimo indispensabile per evitare la valanga di tir su Genova. Ma ci sono anche meccanismi consociativi da scardinare, per impedire che alla fine la burocrazia inchiodi e paralizzi i tentativi di ricostruzione. Invece di pretendere il potenziamento dei controlli durante la costruzione delle opere, la politica al ribasso si è inventata l'Anac che, conti alla mano, ha distrutto tutto con competenze mediocri e con il risultato che non si fa più nulla. Non abbiamo preso direttamente sul mercato i migliori ingegneri, abbiamo esteso le gare sino alla follia. Come se il tunnel del Gottardo fosse stato realizzato a seguito di bando di gara sul codice degli appalti.... Gi à , il Codice. Con i suoi bizantinismi, con le sue garanzie incrociate, è uno splendido terreno di coltura proprio per la politica del non fare. Al Commissario non pu ò essere negato il conferimento di un potere speciale, in deroga totale dal Codice degli Appalti. Se atroce segnale doveva essere, lo colgano i protagonisti. Dimostrando di essere veri. - c BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI