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01/06/2021

«In Toscana già 14 morti bianche Ora nuovo patto per la sicurezza»

QN - La Nazione

Il presidio di Cgil, Cisl e Uil
PRATO Ieri mattina a Firenze il presidio di Cgil, Cisl e Uil della Toscana che si inserisce nell'ambito della mobilitazione nazionale «Fermiamo la strage nei luoghi di lavoro». I sindacati hanno posto l'accento sulla sicurezza sul lavoro, ma è stata anche l'occasione per parlare di codice degli appalti («no a proroghe che possano avvantaggiare il malaffare») e di proroga del blocco licenziamenti. I sindacati chiedono intanto un patto per la salute e la sicurezza che coinvolga tutte istituzioni, datori di lavoro e gli stessi sindacati, «per rimettere al centro il rispetto della dignità e della vita». Ma chiedono anche la proroga del blocco dei licenziamenti: «La posizione di Confindustria è inaccettabile e rischia di creare un disastro sociale che graverà sulle spalle dei lavoratori e delle famiglie» Secondo Cgil, Cisl e Uil serve anche la riforma degli ammortizzatori sociali, «ormai non più rinviabile per dare certezze e garanzie al mondo del lavoro». E poi un «no» forte e chiaro a deroghe al Codice degli appalti: «In un Paese ad alto rischio di infiltrazioni non possiamo permetterci di fare concessioni alla criminalità». Al centro dell'attenzione, naturalmente, le tanti morti sul lavoro di questo perido: 14 solo in Toscana dall'inizio dell'anno a oggi. E tre da aprile: Luana D'Orazio, giovane madre di 23 anni uccisa da un'orditoio in una fabbrica a Oste, un anziano rimasto schiacciato sotto il trattore e un operaio deceduto appena due giorni fa mentre stava lavorando in una pista ciclabile vicino a Castiglion della Pescaia. Dalida Angelini, segretaria generale Cgil Toscana: «Le imprese, non devono trascurare le misure di protezione di chi lavora in nome del reddito. La sicurezza sul lavoro va considerata un investimento e non un costo». Ciro Recce, segretario generale Cisl Toscana: «Lo sblocco dei licenziamenti va rinviato e nel frattempo vanno attivati percorsi di riqualificazione per chi perderà il lavoro quando si arriverà allo sblocco. Lo si può fare mettendo in campo adeguate politiche attive per il lavoro e questo è un settore su cui possono agire anche le Regioni». Annalisa Nocentini, segretaria generale Uil Toscana: «Salutiamo con favore il fatto che sia stato sgombrato dal tavolo l'abominio del massimo ribasso, che è stato foriero di tanti incidenti sul lavoro. È un primo passo che va nella direzione di regolamentare il subappalto secondo principi di etica e responsabilità».