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26/01/2021

In tilt persino i bandi per le primule di Arcuri Sono care, servono a poco e sono ritardo

Il Giornale - Cristina Bassi

CENTRI PER L'IMMUNIZZAZIONE
Non si sa ancora quante saranno, procedure complicate per attivarle Meglio utilizzare le strutture già esistenti, come l'Ospedale in Fiera
Dosi in ritardo a parte, anche la strada per la realizzazione dei padiglioni per vaccinare la popolazione sembra in salita. Sono le strutture disegnate da Stefano Boeri, quelle a forma di primula, ribattezzate da qualcuno «petalose». Spulciando il bando firmato dal commissario straordinario Domenico Arcuri e reperibile sulla piattaforma di Invitalia, sorge più di un dubbio. Tanto che in molti sottolineano come sarebbe meno dispendioso e più rapido usare strutture pubbliche già esistenti e idonee, come ad esempio l'ospedale in Fiera a Milano. Prima di tutto il nodo dei tempi. Il bando per la progettazione, ingegnerizzazione, fornitura in opera, manutenzione, smontaggio e messa a dimora di padiglioni temporanei destinati alla somministrazione dei vaccini anti Covid-19 è stato pubblicato il 20 gennaio (sera). Si tratta di una procedura «di massima urgenza», in deroga al Codice degli appalti, come accade per quelle d'emergenza. Le aziende interessate hanno tempo per presentare l'offerta fino alle ore 10 del 27. Meno di sette giorni, weekend compreso. Può finire come con la gara per la fornitura dei nuovi banchi per le scuole, a rotelle e singoli. Fatta di fretta, ha rischiato di andare deserta ed è stata riaperta e rivista in corsa, con forti ritardi nelle consegne. Quanti saranno i padiglioni prefabbricati? Un numero molto vago tra il minimo stabilito di 21, in tutti i capoluoghi di regione, e il massimo di 1.200. L'operatore che si aggiudica la gara avrà trenta giorni dalla stipula del contratto per costruire i primi 21 in simultanea in tutta Italia, completi di tutti gli ambienti, gli arredi, anche ambulatoriali, e le attrezzature impiantistiche. Le strutture dovranno essere consegnate «chiavi in mano» e «nel più breve tempo possibile», comunque non oltre il mese dalla firma. C'è un altro vincolo degno di una logistica «cinese»: un «intervento garantito» di manutenzione entro trenta minuti dalla segnalazione del problema. Il bando è per un valore stimato di poco meno di 8,6 milioni di euro, circa 400mila euro per ognuno dei 21 padiglioni. Va da sé che se le strutture diventeranno 1.200, su valutazione del commissario stesso, l'esborso per lo Stato sarà di quasi mezzo miliardo. Il Disciplinare precisa che il costo di realizzazione non dovrà superare i 1.300 euro più Iva al metro quadrato. La struttura avrà una superficie di 315 metri quadrati, pianta circolare, un'altezza dei soffitti tra 2,85 e 2,70 metri. Avrà accettazione, sala d'attesa, punti di somministrazione e anamnesi, sala di attesa post vaccino con una permanenza di 15 minuti, sala attrezzata per eventuali reazioni avverse, due bagni per gli utenti e uno per il personale sanitario. Prevista la realizzazione di «apposite targhe» per l'esposizione dei brand degli sponsor. Il tutto sarà costruito con «materiali riciclabili e biodegradabili». Il documento dà spazio alle «modifiche costruttive» pensate per migliorare tempistiche ed efficienza del punto vaccinale, ferma restando lq «assoluta immodificabilità dell'estetica del progetto». La bellezza prima di tutto, insomma. Anche superando il carattere da molti definito «velleitario» del progetto, le critiche sulla (non) economicità per le casse dello Stato e sulla superficiale valutazione costi-benefici sono numerose. Tra l'altro l'offerta economica pesa solo per il 30 per cento nell'assegnazione del punteggio ai concorrenti. La spesa sarà alta, per una operatività simile se non inferiore a quella di una sala civica, una palestra o un tendone degli Alpini. I punti di somministrazione di ogni padiglione saranno sei, ciascuno di 12 metri quadrati. È prevista la permanenza in ognuno di due sanitari, la persona da vaccinare e un eventuale accompagnatore. Fanno circa 30 somministrazioni all'ora, per dieci ore di attività (a pieno ritmo) si arriva a 300 iniezioni al giorno. In tre mesi 27mila persone vaccinate. In ogni caso, se le proposte non piaceranno, tutto sarà cancellato: «La presentazione dell'offerta non vincola il Commissario straordinario né alla stipulazione di alcun contratto né ad affidare le realizzazione» dei padiglioni.

Foto: LA POLEMICA Arriva decisamente in ritardo anche il bando del commissario per l'emergenza Domenico Arcuri per la realizzazione dei padiglioni destinati alla vaccinazione di massa: le Primule