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23/06/2021

In Tea monta la protesta In 600 pronti allo stop per dire no alla cessione

Gazzetta di Mantova - m.v.

sciopero anche per mantova ambiente
Anche i lavoratori di Mantova Ambiente aderiscono allo sciopero dei colleghi dei settori gas, acqua, energia di Tea contro la vendita della rete gas proclamato per mercoledì 30 dalla Filctem Cgil di Mantova. «Come già annunciato dalle Rsu - annuncia la segretaria generale della Fp Cgil Elena Giusti - saremo al loro fianco in questa battaglia». Nel sottolineare che «la dirigenza del gruppo rimarca in qualsiasi occasione la territorialità di Tea e la coesione fra le società operative», le Rsu di Mantova Ambiente si erano dette sin da subito «perfettamente d'accordo con le Rsu gas-acqua-energia, quando ribadiscono questi concetti ed esprimono il necessario coinvolgimento dei lavoratori nelle scelte che possono cambiare gli asset della società stessa» e pronte a mobilitarsi al loro fianco. In tutto saranno quindi circa 600 i lavoratori della multiutility coinvolti dalla giornata di doppia protesta: a quella contro la vendita della rete gas mantovana si affianca lo stesso giorno quella nazionale contro l'applicazione dell'articolo 177 del codice degli appalti che nella nostra provincia riguarda 590 addetti dei settori elettrico, gas-acqua e altri 400 del comparto igiene ambientale. Proclamato dalle segreterie nazionali di Filctem Cgil, Femca Cisl, Flaei Cisl e Uiltec Uil, allo sciopero hanno aderito anche Fp Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti. L'articolo 177 del codice degli appalti dovrebbe entrare in vigore il 31 dicembre prossimo e obbliga le aziende concessionarie a cedere in appalto l'80% delle attività. «Che fine faranno i lavoratori? Verranno trasferiti nelle aziende in appalto o licenziati?»: queste le domande che si pongono sindacati e lavoratori da mesi in pressing perché il Parlamento cancelli quell'articolo. E se nei servizi di distribuzione di energia elettrica e gas si stima la perdita di 145mila posti di lavoro, anche per chi eroga servizio di raccolta rifiuti sarebbero «a forte rischio decine di migliaia di posti». --m.v.