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26/01/2021

«In Sicilia c’è la coscienza civile antimafia»

Gazzetta del Sud

Il generale di Corpod' armata, Carmelo Burgio, racconta la sua esperienza al vertice del comando interregionale" Culqualber"
Le ramificazioni internazionali delle cosche rappresentano le nuove frontiere investigative «Ma occorre continuarea stanarei latitanti. Messina Denaro? Cadrà anche lui nella rete» Il fenomeno mafioso è un problema che deve coinvolgere la scuola, la politica e il mondo del lavoro È nato in un piccolo paese della provincia di Agrigentoe oggi guida un"ese rci to" di 23.000 carabinieri
Antonio Siracusano Nella sua infanzia, vissuta ad Alessandria della Rocca, piccolo comune nella provincia di Agrigento, la mafia era un' entità astrattae mitologica, come nel resto della Sicilia. «Semplicemente non esisteva», ricorda Carmelo Burgio, 63 anni, generale di Corpod' armata dei carabinieri, promosso al vertice del comando interregionale" Pod gora", dopo un anno alla guida del" Culqualber"a cavallo tra Siciliae Calabria. L' ultimo balzo (forse) di una carriera esemplare costellata di gratificazioni, tra delicate missioni all' esteroe le trincee dell' ant imafia, dalla Trapani dei Messina Denaro alla Campania dei Casalesi. Nei primi anni Settanta Carmelo Burgio, allora quindicenne, lasciò quel comune siciliano di tremila anime per frequentare la "Nunziatella"a Napolie poil' Accademia militare di Modena. Oggi si ritrova alla guida di 23.000 carabinieri dislocati in cinque regioni (Lazio, Marche, Sardegna, Toscanae Umbria)e la mafia nonè più una leggenda metropolitana: «Sì,c'è stato un radicale cambiamento nella coscienza civile, soprattutto in Sicilia. Allorai cosiddetti uominid' onore ostentavano il loro potere, presidiavano le piazze dei paesi, non si nascondevano. Oggi nonè più così. Lo Stato ha affinato il contrasto alle cosche, la legislazione ci ha consentito di avere strumenti per penetrare negli interessi delle organizzazioni criminali,i cittadini hanno acquisito consapevolezzaec'è più collaborazione. Nonè vero che non cambia niente. Quand' ero piccolo il latitante si faceva vedere in paese, ora deve fare la vita della talpa». Ma la mafia, nelle sue articolazioni geografiche,è ancora un potere solidoe radicato. Certo, il fenomenoè ancora una minaccia forte. Sappiamo come agire per contrastarlo. Però dobbiamo allargarel' analisi, un problema sociale non si risolve coni carabinieri. Tutti devono remare verso la stessa direzione: la scuola, il mondo del lavoro, la politica. Possiamo avanzare, sapendo che non ci sono soluzioni rapide.È un processo lento, si va avanti millimetro dopo millimetro. Anche perché le mafie si sono evolute, ora sono holding economich e. È il fronte sul quale concentriamoi nostri sforzi, puntando ad aggredirei patrimoni illeciti. Oggi il figlio del mafioso studia per padroneggiare gli strumenti della finanza. Ma nello stesso tempo sappiamo che dobbiamo braccarei latitanti, perché esercitano anche un' influenza simbolica. Come Messina Denaro, lo Stato ci gira attorno da decenni. Catturarlo rappresenta un obiettivo fondamentale. Stiamo lavorando senza tregua.C'è un grande sforzo investigativo, grazie al coordinamento delle forze di polizie guidate dai magistrati. Sono convinto che anche lui cadrà nella rete. Complicitàe misteri. Dalle stragi di mafia agli omicidi eccellenti. Troppe verità sono ancora nell'omb ra. Senza voler minimizzare questi aspetti voglio solo aggiungere che cultura del sospettoe complottismo esercitano un certo fascino in Italia. Nella mia esperienza non poche volte mi sono ritrovato davantia scenari fondati su suggestionio teoremi mai dimostrati. Nel suo itinerario ha avuto incarichi operativi in diverse regioni. Dall' osservatorio del Comando " Culqualber" ha avuto modo si leggere le realtà sicilianae calabrese. Quali sono le differenze? La mia impressioneè che in Calabria il tessuto sociale non abbia ancora raggiunto il livello maturato in Sicilia, dove ritengo che sul fronte della legalitàe dell' antimafia ci sia una coscienza civile più attenta e reattiva. Spesso mi sono sorpreso della sfrontatezza, quasi disarmante, registrata in alcuni episodi criminali in Calabria.C'è una radice familiare forte che siè estesa formando un network internazionale. Nona caso le cosche calabresi sono molto attive in Australia, Canada, Stati Uniti.E questo ci fa capire che dobbiamo agire senza schemi geografici. Una volta in alcune regioni italiane si pensava che la mafia fosse un problema del Mezzogiorno. Hanno capito che nonè così. Interessie affari non hanno confini. E quindi occorre un salto di qualità strategico, proiettando lo sforzo investigativoa livello internazional e. La cooperazione con le forze di polizia delle altre nazioniè indispensabile. In Germania si sono accorti della' ndrangheta dopo la strage di Duisburg. Da allora abbiamo fatto passi avanti, ma restano ancora zone quasi franche, comei paesi dell' Est, dove le mafie investonoe trovano coperture. La legislazione antimafia in Italiaè forse la più adeguata per contrastare il potere mafiose.C'è qualcosa da limare? È vero, abbiamo garanzie normative che ci consentono di indagare in profondità. Forse nel settore degli appalti bisognerebbe condizionare il pagamento alle imprese dopo un' attenta verifica del certificato antimafia. Mi riferisco ai tempi di analisi. Con il sistema della scatole cinesi si presenta un Durc apparentemente immacolato. Si paganoi lavorie poi si scopre che quell' impresa, in realtà, non aveva le carte in regola. Messinaè la sede del Comando Culqualber. Che sensazioni le ha lasciato la città dello Stretto? Intanto voglio sottolineare che ho trovato un personale straordinario. La cittàè incantevole, ha grandi potenzialità turistiche. Penso anche alle montagne, con sentierie scenari paesaggistici che farebbero felici gli appassionati dei cammini. Maè anche una città che deve migliorare la tutela dei beni collettivi. Più cura per il patrimonio pubblico. Da Alessandria della Rocca ai vertici dell' Arma. Impegno, studioe sacrifici. Non esistono scorciatoi e. No, sonoi fattori indispensabili per affrontare le strade della vita.E questi sonoi valori sui quali si devono formarei nostri giovani.

Foto: Al vertice del Comando" Podgo ra" Ha competenza in cinque regioni: Lazio, Marche, Sardegna, Toscanae Umbria