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03/09/2020

In questi giorni un emendamento al Decreto del Gov…

Il Gazzettino

In questi giorni un emendamento al Decreto del Governo sulla Semplificazione in materia di appalti pubblici ha prolungato al 31 dicembre 2021 l'operatività della nuova disciplina che, sospendendo il Codice degli appalti pubblici, consente una fase di sperimentazione della semplificazione. Meno controlli, meno linee guida Anac, un rapido contenzioso al Tar, una Corte dei Conti utile, meno atti e sub procedimenti, meno burocrazia, meno gare, affidamento diretto per lavori pubblici sino a 150 000 euro, ecc. L'Italia cambia registro, accantona le complicate architetture giuridiche del Codice degli appalti pubblici, guarda alle norme dell'Unione europea che si limitano a dare schematiche linee guida per la materia, lasciando molto spazio a interpretazione e gestione. Saranno quindici mesi di fuoco? Possibile! Vediamo perché.
A) tra breve avremo nuovi Sindaci, nuovi Governatori, nuovi amministratori, nuovi manager delle Società partecipate. A guardare le liste elettorali sembra ci sia voglia di fare, centinaia i volti nuovi, molti giovani, molte donne. È possibile che mettano in pratica le promesse, che attuino i programmi per cui sono stati eletti, nuovi progetti, opere pubbliche nel segno della semplificazione degli appalti pubblici. Chi lavora nella amministrazione pubblica non aspetta altro, nuova spinta dall'indirizzo, dagli eletti scelti dal cittadino.
B) è probabile che questo governo rimanga in carica, almeno sino alla elezione del nuovo Presidente della Repubblica, che potrebbe poi essere un Mattarella bis. Pare che in fondo in fondo nessuno voglia veramente trascinare il Paese in una crisi pericolosa e dagli esiti imprevedibili. Quindi stabilità politica, più peso in Europa e negli organismi internazionali, ossigeno per il sistema bancario e per il mondo delle esportazioni.
C) si spera che l'emergenza covid 19 permetta una ripresa delle attività economiche, per le nuove procedure e i comportamenti individuali di convivenza con il virus. Quindi fase post covid, il Paese ha digerito i difficili mesi dello stop forzato e vuole mettere in pratica una nuova dimensione esistenziale e lavorativa, almeno fino a quando l'epidemia scemerà.
D) in questo scenario sta all'Impresa dire la sua e imporre strategie per il rilancio del Lavoro e una diretta conseguenza di ripresa economica che alcuni esperti non escludono. Sarà l'imprenditoria pubblica e privata all'altezza della delicata situazione? Farà nuove proposte credibili e innovative sul piano dei rapporti e delle relazioni sindacali.
E) ci sono sui vari Tavoli le Grandi Opere, l'Agenzia di Venezia, il Mose, il recupero delle periferie, la residenza, per citarne solo alcune tra le tante, tutti possibili motori di sviluppo del Lavoro, questo caposaldo della Costituzione tradito, che rimane l'incognita decisiva per una effettiva ripartenza del Paese.
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