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21/07/2020

In pensione l’uomo dei progetti«Ma su Muraglia non rispondo»

QN - Il Resto del Carlino

Negli ultimi 20 anni è stato il regista dei principali interventi di edilizia sanitaria. Dal 31 luglio l'ingegner Rodolfo Cascioli, responsabile del settore Patrimonio e nuove opere dell'Area Vasta 1 e consulente dell'ospedale Marche Nord, va in pensione. Ingegner Cascioli, cosa è cambiato nell'edilizia sanitaria pubblica negli ultimi 20 anni? «La spesa, a parità di prestazioni, è più controllata, e serve un impegno organizzativo più gravoso. Prima ero l'unico ingegnere nel mio servizio, e ero coadiuvato da tre periti, ora siamo in 4: da ciò si capisce la complessità delle procedure con l'avvento del Codice degli appalti» L'intervento più difficile? «La Rems di Fossombrone, la struttura per pazienti psichiatrici giudiziari: per quel progetto sono stato indagato e solo dopo qualche mese il giudice ha stabilito che non c'era né colpa né dolo in ciò che avevo fatto. Verrà completato tra pochi mesi». E quello che le ha dato più soddisfazione? «Il progetto Marte finanziato con fondi Ue per gli ospedali di Urbino, Pergola, S. Benedetto e Petritoli dove sono stati installati impianti energetici innovativi che porteranno a risparmiare il 50% delle risorse per riscaldamento e raffreddamento» Abbiamo tutte strutture sanitarie piuttosto vecchie, fino a quando potranno essere idonee? «Per Urbino abbiamo fatto uno studio di fattibilità, che verrà reso pubblico a breve, con la previsione di una nuova ala dell'edificio, un intervento sismico ad hoc e lo spostamento di attività collaterali non ospedaliere che consentirà al nosocomio di reggere almeno altri 20 anni». E Marche Nord? «Non mi occupo più di questo ospedale da almeno tre anni, ma è chiaro che ha strutture su cui è necessario intervenire» C'è bisogno di un nuovo ospedale? «Sì, gli edifici attuali non riusciamo ad adeguarli più di tanto». Si è occupato anche del progetto del nuovo ospedale Pesaro-Fano. Condivide le preoccupazioni per la stabilità geologica del sito di Muraglia? «Su questo preferirei non rispondere». Cosa lascia da terminare ai suoi successori? «L'intervento di miglioramento sismico, il nuovo polo endoscopico e operatorio dell'ospedale di Pergola. E la Potes di Pesaro che sarà pronta in settembre». E il San Benedetto? «La soluzione sarà un intervento per fasi, ma sono certo che ci sono i fondamentali per un investimento dei privati. La superficie è di 15mila metri quadrati che, con un prezzo di vendita di 3mila-3mila e 500 al metro quadrato, garantisce un utile di impresa di oltre 10 milioni». si. spa.