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01/04/2021

In media 1.750 euro di ristoro ad azienda

Messaggero Veneto - Mattia PertoldiPaola Mauro

Chiuso il bando regionale. Oltre 8 mila domande per quasi 15 milioni di fondi. Bini: «Soldi alle imprese entro fine mese»
Mattia Pertoldi / udineOltre 8 mila richieste di ristoro utilizzando i fondi regionali - e verranno accettate tutte - per un pacchetto di aiuti locali da quasi 15 milioni di euro, oltre a un "tesoretto" da altri 7 da poter essere reinvestito in breve tempo.Il terzo bando di ristori regionali - o meglio di indennizzi, come li definisce la giunta - si è concluso lunedì alle 20 e, appunto, ha portato una grande percentuale delle aziende con diritto a richiedere i fondi locali a presentare domanda. Nel dettaglio si tratta di 8 mila 836 richieste di contributi regionali che valgono, spiega l'assessore alle Attività produttive Sergio Bini «un assegno medio da mille 750 euro» che «se teniamo in considerazione le attività di medio e piccolo livello è praticamente uguale a quello messo in campo dal Governo con la differenza, inoltre, che noi verseremo le somme alle imprese al massimo entro fine aprile». Per questa terza tranche - in un anno - di sostegno regionale, la giunta aveva messo in campo circa 22 milioni di euro. Ne sono stati impiegati meno di 15, ne restano, pertanto, più o meno 7.«Denaro che abbiamo intenzione di mettere subito a sistema - conclude Bini - con l'obiettivo di aiutare le aziende aperte nel 2020 e che non hanno avuto accesso a nessun ristoro, così come attività quali parrucchieri ed estetiste, chiuse dopo l'ingresso in zona rossa successivo all'emanazione del bando regionale, e alcune categorie rimaste escluse come, ad esempio, i campeggi. Per quanto riguarda questo bando, invece, vale la pena di sottolineare come al primo posto, tra le richieste, ci siano state le aziende di trasporto di persone, le agenzie di viaggio e le guide turistiche. Al secondo posto, inoltre, troviamo quelle del settore Ho.Re.Ca., e in particolare gli alberghi più grandi, quindi il mondo dello sport, come le palestre, e infine il settore del commercio».E a chiedere l'apertura, immediata, di un nuovo bando, ieri, ci ha pensato anche il Pd per bocca di Roberto Cosolini. «La morsa dell'emergenza pandemica - ha detto il consigliere dem -, con la crisi dovuta alle restrizioni, sta mettendo in ginocchio sempre più le attività economiche e commerciali, soprattutto quelle escluse dai ristori. Utilizzando le cospicue somme avanzate dal bando appena chiuso, è necessario mettere a disposizioni ulteriori interventi che comprendano le attività dimenticate tra cui quelle che operano nell'organizzazione di convegni e fiere e di supporto alle rappresentazioni artistiche». --© RIPRODUZIONE RISERVATA