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02/10/2021

In Italia le opere si fanno soltanto coi commissari

Libero - TOBIA DE STEFANO

Il Pnrr marcia grazie alle deroghe
Il ministro Giovannini: già assegnati 45 miliardi del Recovery Ma per avviare i cantieri servono i manager con super poteri
■ No commissari, no party! Potrebbe essere questo il nuovo slogan del Pnrr, il piano Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza europeo che dovrebbe portare in Italia circa 200 miliardi e che per adesso stenta a decollare. L'input di Bruxelles è chiaro, lo stanziamento dei fondi dipende dal completamento delle opere e dall'attuazione delle riforme. Se si bloccano queste, l'Ue mette un tappo anche al rubinetto delle risorse. Un bel problema. Bisogna sbrigarsi quindi. Il punto è che - come del resto ha sottolineato anche due giorni fa l'Antitrust - burocrazia, quadro normativo ipertrofico e codice degli appalti rimasto complesso nonostante i decreti semplificazione, frenano gli investimenti nel Paese. Tanto che diventa cruciale il ruolo dei commissari che godendo di poteri speciali spesso e volentieri velocizzano gli iter e portano a compimento le opere. IL METODO La conferma arriva dal ministro dei Trasporti Enrico Giovannini che prima ha lanciato segnali rassicuranti su 12 opere commissariate, «procedono secondo il cronoprogramma», e poi ha voluto spendere un messaggio di ottimismo anche in chiave Recovery ricordando che i due terzi delle risorse legate alle infrastrutture sono state già assegnate. «Il metodo usato - spiega Giovannini - cioè il dialogo continuo con i commissari, consente di individuare rapidamente soluzioni a eventuali criticità. Un approccio fondamentale, se si pensa che complessivamente le opere pubbliche interessate dalla nomina di commissari straordinari con poteri derogatori sono 102, per un valore di circa 96 miliardi». In questo quadro l'ex presidente dell'Istat ieri ha incontrato i 20 commissari delle ulteriori 45 opere ritenute prioritarie, nominati il 5 agosto. E il Pnrr? Commissari, realizzazione delle opere e Recovery vanno di pari passo, così non meraviglia che nella stessa giornata il ministro abbia firmato sei decreti che consentono di utilizzare ulteriori 1,9 miliardi del Piano europeo. I numeri dicono che adesso le risorse complessive assegnate al Mit e già ripartite agli enti attuatori salgono al 74%, pari a 45,4 miliardi. Entro metà ottobre - promette il ministro - verranno emanati gli atti di assegnazione e ripartizione relativi ad ulteriori 12,3 miliardi di euro, portando il valore complessivo delle risorse attivate a 57,8 miliardi (il 94% del totale). GLI ULTIMI DECRETI Gli ultimi decreti stanziano un miliardo per rafforzare il monitoraggio tecnologico e la messa in sicurezza delle Autostrade A24 e A25 (Roma-Pescara e Roma-Teramo), 720 milioni per favorire la navigazione green e 200 milioni per il rinnovo delle infrastrutture ferroviarie e del materiale rotabile per il trasporto merci. «In tre mesi - sottolinea il ministro - abbiamo affidato agli enti attuatori (Rete Ferroviaria, Regioni, Comuni, Commissari, ecc.) quasi i due terzi delle risorse di competenza del ministero. Alcuni enti attuatori hanno già avviato cantieri o emanato bandi per i diversi interventi». Appunto. Il bello arriva ora. E infatti altri commissari stanno scaldando i motori. Ricordando che una decina di giorni fa gli stessi manager con i super poteri avevano scritto a Giovannini preoccupati per le procedure in stallo del Pnrr e perché avevano bisogno di più mano libera. Qualcosa di simile al modello Genova.

Foto: Enrico Giovannini (LaPresse)