scarica l'app
MENU
Chiudi
26/06/2019

In cantiere lavori per 250 milioni di euro «Le aziende locali si facciano avanti»

Il Tirreno - Enrico Pizzi

Opportunità di crescita per le stazioni appaltanti e per i professionisti che potranno così aggiudicarsi i bandi l'appello
grosseto. C'è un'opportunità di crescita, per le imprese e i professionisti del territorio, ma il territorio latita. Ci sono, in ballo, 110 milioni di euro che Adf, il gestore del servizio idrico integrato per le province di Grosseto e Siena, investirà da qui al 2022, ai quali potrebbero aggiungersi altri 250 milioni se la concessione sarà prorogata dal 2026 al 2031: soldi che potrebbero restare sul territorio se il sistema economico saprà approfittarne. Acquedotto del Fiora ne ha parlato, ieri, a Monticiano, nell'auditorium del Museo della Biodiversità, nel corso dell'iniziativa "L'acqua ha nuove forme... Della imprenditorialità", un incontro al quale erano invitati i rappresentanti degli enti locali, delle camere di commercio, delle associazioni di categoria e degli ordini professionali. Si tratta di una mole di investimenti su reti idriche, reti fognarie, depuratori e altri impianti, che fa della società la principale stazione appaltante del territorio, ma i dati dello scorso anno, illustrati dall'amministratore delegato Paolo Ferrari, mostrano che il sistema economico locale fa fatica a salire sul treno di Adf: su 37 appalti, nel 2018, 19 sono rimasti in Toscana (15 aggiudicati ad aziende delle province di Grosseto e Siena), mentre 18 gare sono state vinte da aziende di fuori. Adf ha voluto suonare la sveglia al sistema economico locale, dando il via a un percorso che la società vuole compiere per poter essere volano di sviluppo per il territorio. «Viviamo - ha detto Ferrari - in un tempo di rapidi mutamenti, in cui le istanze locali si incontrano e si scontrano con quelle globali: dobbiamo essere in grado di costruire ponti tra tradizioni e futuro, cogliere e anticipare i cambiamenti, trasformare i problemi in sfide. AdF è pronta». Nel piano industriale è prevista anche la sostituzione di tutti i circa 235mila contatori apparecchi, per un totale di 30 milioni di euro suddivisi in 10 anni, con una media di 3 milioni annui e 23.500 contatori all'anno. Inoltre Adf pone l'obiettivo della chiusura del ciclo di produzione dei fanghi attraverso trattamenti spinti centralizzati, con recupero di energia e materia. La società sta anche valutando l'impiego di tecnologie aggiuntive a quelle già pianificate, per generare ulteriori efficienze: nel 2021 si prevede di ridurre di circa il 90% il volume dei fanghi prodotti (2mila tonnellate annue contro le 17.500 attuali). Nel percorso di valorizzazione delle risorse del territorio, rientra anche la scelta di Adf di riportare "in casa" la progettazione e i laboratori, funzioni che, negli anni passati, erano state affidate all'esterno. Anche in questo caso, alcuni milioni di euro di cui potranno approfittare i professionisti locali. Ma anche su questo la risposta non sembra essere quella che Adf si sarebbe aspettata. Poche le adesioni - ha detto il responsabile del settore approvvigionamenti e controllo, Isidoro Fucci - e pochi, soprattutto, i casi di "associazioni" interdisciplinari di professionisti che possano fare al caso delle esigenze del Fiora. In chiusura, poi, la società ha assegnato il primo Adf Award "Best Water 2019", un premio che avrà cadenza annuale e che verrà attribuito ogni anno nel mese di giugno: ad aggiudicarsi il riconoscimento, riservato alla persona o all'azienda che si sia maggiormente distinta per sostenibilità, ambiente e sviluppo del territorio, è stato Emilio Landi, presidente della società che ha anche approfittato per salutare visto che è alla conclusione del suo mandato. -- Enrico Pizzi