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15/04/2021

In arrivo nuovi appalti per 3,3 miliardi Già spesi o impegnati 3.200 milioni

La Stampa - MAURIZIO TROPEANO

Il nuovo cantiere rispetta gli impegni presi da Telt per ottenere i fondi Ue IL CASO
Telt con l'apertura di un secondo cantiere in Val di Susa rispetta la tabella di marcia concordata con l'Inea, l'agenzia che gestisce i fondi delle infrastrutture per conto dell'Ue. Il nuovo accordo, firmato nell'aprile 2020, tiene conto del rallentamento dell'iter procedurale imposto dall'arrivo al governo italiano dei ministri del M5S e fissa nuove scadenze per confermare i contributi comunitari che ammontano al 40% del costo totale del tunnel di base. Nei prossimi otto mesi la società incaricata di realizzare la tratta internazionale della Torino-Lione, assegnerà appalti per 3,3 miliardi di euro per i nuovi cantieri che saranno aperti in Francia (si tratta di tre lotti per 2,3 miliardi che saranno aggiudicati entro giugno) e per quello italiano che sarà ampliato (lavori per circa 1 miliardo a Chiomonte da assegnare entro dicembre). Fino ad oggi sono stati già spesi o impegnati 3,2 miliardi di euro che sono serviti per scavare 30 chilometri di gallerie sui 162 previste per l'opera e sono stati realizzati 113 chilometri di sondaggi geognostici. In questo momento ci sono sette cantieri attivi tra Italia e Francia ma è in Savoia che si concentrano la maggior parte delle operazioni di scavo. In Italia la presa di possesso dell'area di San Didero si aggiunge ai lavori per la realizzazione delle nicchie di interscambio nel tunnel di Chiomonte e nell'allargamento del cantiere sulle aree funzionali alla realizzazione del nuovo svincolo di cantiere sull'autostrada Torino-Bardonecchia. Se Telt rispetta la tabella di marcia con l'Ue il governo italiano, così come anticipato lunedì da La Stampa, rischia di perdere 750 milioni che Bruxelles è pronta a concedere per finanziare le tratte di accesso alla nuova linea ferroviaria cioè la Torino-Bussoleno. Rfi ha congelato da più di due anni la progettazione in attesa di indicazioni precise dal governo. A marzo Paolo Foietta, rappresentante italiano nella Coferenza intergovernativa, ha inviato una richiesta al nuovo ministro dei Trasporti, Enrico Giovannini, senza ottenere fino ad oggi alcuna risposta. Ieri, però, il caso è diventato politico. A sollevarlo il deputato Pd, Davide Gariglio: «Chiediamo al governo un cambio di passo perché sulla capacità di portare a termine l'opera nei tempi stabiliti si gioca oggi gran parte della credibilità del nostro Paese». I leghisti Maccanti e Benvenuto invocano la nomina di un commissario ad acta per la tratta nazionale della Tav. Analoga richiesta arriva dal sit-in organizzato in piazza Castello da Mino Giachino. - © RIPRODUZIONE RISERVATA

Così La Stampa

Lunedì La Stampa ha raccontato lo stallo nella progettazione della tratta italiana della tav. Da due anni i tecnici di Rfi non hanno più lavorato sulla Torino-Bussoleno e l'Italia rischia di perdere 750 milioni di fondi Ue.