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24/03/2021

Imprese schiave della burocrazia anche per ottenere fondi europei

Corriere dell'Umbria

Bandi e moduli comprensibili e assistenza tecnica sono le sollecitazioni più pressanti
ROMA K Una impresa su tre ha intenzione di utilizzare i finanziamenti europei e i fondi comunitari. Ma per avvalersi di queste risorse chiede soprattutto una netta semplificazionedelle procedure amministrative, l'utilizzo di un linguaggio semplice nei bandi e nella modulistica e assistenza tecnica. A mostrarlo è l'indagine effettuata da SiCamera e InfoCamere su oltre 32mila imprese nell'ambito del progetto Sisprint (Sistema integrato di supporto alla progettazione degli interventi territoriali), condotto da Unioncamere e dall'Agenzia Coesione territoriale e finanziato dal Pon governance e capacità istituzionale 2014-2020. La pandemia e la discussione intorno alle nuove risorse europee potrebbe essere all'origine della rinnovata attenzionedelleimprese italiane all'utilizzo dei finanziamenti della Ue. Ma per affrontare la scrittura e la presentazione delle domande, una impresa su due lamenta la difficoltà di adempiere alle richieste, oltre un quarto sottolinea l'eccessiva distanza di tempo tra richieste ed assistenza e la modesta rispondenza degli strumenti alle esigenze delle imprese. Quote minori di imprese indicano tra le criticità soprattutto il fatto che i settori dei bandi non sono attinenti alle attività dell'impresa (17,8%), la contenuta assistenza da parte delle amministrazioni responsabili dei bandi (14%), le dimensioni imprenditoriali troppo limitate (13,6%), la scarsa chiarezza delle banche (13,2%) e le difficoltà legate all'obbligo di presentare garanzie e/o fidejussioni (10,9%). Per ovviare a queste problematiche, per oltre la metà delle imprese intervistate è indispensabileuna semplificazione delle procedure, l'utilizzo di un linguaggio semplice nei bandi e nella modulistica (33,9%), l'assistenza tecnica per l'accesso ai bandi e in itinere (19,9%), unadocumentazione amministrativa standard (13,6%), una comunicazione maggiormente mirata a target specifici (13%), un'informazione più approfondita sulla tempistica di avvio dei bandi (12,6%) e tempi certi per la pubblicazione degli avvisi, la valutazione del progetto e i pagamenti (8,5%). La salute e il benessere sono considerati dalle imprese, a prescindere dalla crisi epidemiologica, settori fondamentali sui quali concentrare le risorse comunitarie (secondo il 43,8% degli intervistati), in quanto precondizioni essenziali dello sviluppo.